Ciò che non sappiamo sembra essere molto di più di quel che sappiamo, nelle parole dell’ex giudice Carlo Palermo, noto a tutti da quando sfuggì all’attentato di Pizzolungo (Trapani), dove trovarono la morte – al suo posto – una mamma e le due bambine che camminavano verso la scuola…

In questi giorni il famoso magistrato, oggi avvocato, ha tenuto una conferenza – immancabilmente coraggiosa – nella sala consiliare del Comune di Cefalù.
L’illustre ospite ha ripreso la narrazione di molti particolari già noti della sua vita professionale, inserendovi – però – altri meno noti o ignoti, fra cui una “scoperta” sorprendente da lui fatta appena nel 2017. Ha,infine presentato il suo ultimo libro: La bestia.
Trame di alto livello si intrecciano fra le grandi nazioni.Tutto sta dietro ad un unico grande meccanismo che ha solo il proprio piccolo “terminale” nella “mafia che uccide”…
La mafia siciliana – o meglio quella che chiamano tale e la stessa Cosa nostra – non è da tempo la più potente del mondo. Così neppure quella italiana a livello di Ndrangheta e Sacra corona unita…
Altro che Riina e Provenzano! Ben di più sta al disopra delle loro teste. E’ evidente del resto che gente di così bassa lega non possa governare la corruzione e e i grandi interessi che stanno dietro la politica internazionale, le grandi scelte, il mercato delle armi e della droga. A questo livello intervengono (era l’indagine che stava conducendo prima dell’attentato) gli stessi stati sovrani. Con i servizi segreti e gli accordi sotto banco…
“Se per la Sicilia – ha detto sarcasticamente Carlo Palermo – il primato mafioso poteva rappresentare un vanto per qualcuno o una vergogna per altri, i primi si affrettino a rinunciarci e i secondi si alleggeriscano l’anima”. In effetti, si può notare che – pur fra le opportune persecuzioni – la mafia dei campi e dei mandamenti, incaricata di smerciare la droga su piazza, si crogioli da tempo nell’ostentare la propria (presunta) potenza. Essa sopravvive, invece, grazie alle protezioni di cui conta in più alto loco, da chi all’occorrenza se ne serve. Viene poi “punita” dall’alto quando “alza troppo la cresta”, sia sul piano politico, sia su quello economico…
Sul “come” si articoli la dinamica di tali rappresaglie, qui lo lasciamo all’intelligenza e all’immaginazione di chi legge. Ma Carlo Palermo, nel suo libro, è molto dettagliato e preciso…
Carlo Palermo parla di “quarto livello“, una realtà criminosa e organizzata che sta oltre il terzo, cioè oltre la politica e le oligarchie bancarie vere e proprie. Chi scrive ricorda che quando, da siciliano, alludeva ad un potere che stesse al disopra della politica,in molti sorridevano: favole? Ma li conoscete i politici?
La “testa pensante” della mafia di massimo livello – almeno per quanto riguarda la realtà dell’Occidente di cui ancora l’Italia fa parte – risiede, secondo il magistrato, si trova certamente negli Stati Uniti e tende a dominare, con ramificazioni articolate ovunque, la finanza, l’economia, la politica. Fino ad entrare nella vita d’ogni giorno… Citando Orwell si potrebbe chiedere, dunque, a Carlo Palermo: “chi è oggi il …grande fratello?”
Tutto – quasi incredibilmente – avviene, come egli scrive nel suo libro e in un piccolo opuscolo omaggiato ai presenti a Cefalù, rispettando una prassi e una simbologia di natura massonica…
Le organizzazioni mondiali di cui parla Carlo Palermo sono, del resto, non proprio la massoneria stessa, ma sono certamente …di stampo massonico. Questa è l’idea che esprime,illustra e ripetecon veemenza.
Ciò che si sapeva su Carlo Palermo prima di questo suo volume era che (come anche la giornalista Ilaria Alpi) indagasse su trame relative agli scambi fra armi e droga (purissima) sul mercato delle armi. Palermo fece “scovare” a Trento oltre 200 chili di tali sostanze che, dopo il taglio, si sarebbero moltiplicate parecchio: un valore quasi inestimabile.
Il magistrato e la giornalista Ilaria Alpi alludevano, già nelle indagini e nei reportage, alla possibilità che gli stessi stati sovrani – non esclusa l’Italia – accettassero quella droga (pura) in pagamento di armi, sul cosiddetto “mercato ufficiale”, che si affianca a quello privato in questo rovente settore.
Carlo Palermo fu trasferito a Trapani e viveva in caserma continuamente sotto scorta. Qualcuno disse che il trasferimento a Trapani era stato voluto al solo fine di ucciderlo. Si seppe che l’auto blindata era in pessimo stato e con le sicure mal funzionanti (oggi giace in un deposito in abbandono). Quanto al trasferimento c’era un’inesattezza: egli stesso – si legge sul libro – decise nel 1985 di farsi trasferire alla procura di Trapani, dove le sue indagini si erano incrociate con il collega Giangiacomo Ciaccio Montalto ucciso nel 1983. Infatti il giudice Palermo si era incontrato a Trento con Ciaccio Montalto tre settimane prima che questi fosse ucciso, per scambiarsi informazioni riservate sul filone dell’inchiesta che riguardava il traffico di stupefacenti.

Dopo un po’ Carlo Palermo subì l’attentato dinamitardo compiuto a Pizzolungo (TP) materialmente – si disse – compiuto da Cosa Nostra – con cui si intendeva uccidere il magistrato , ma che invece provocò la morte di una donna e dei suoi due figli gemelli. L’auto di Carlo Palermo transitò, infatti con pochi attimi di anticipo.
A quel punto la moglie di Carlo Palermo, avendo saputo che il marito non intendeva mollare le indagini, decise di separarsi e non si è più riunita con lui che, anche dopo il pensionamento, ha proseguito la sua polemica e lavorato come avvocato sugli stessi temi.
C’è un grande coinvolgimento internazionale nelle brutte trame che stanno dietro alla realtà malavitosa. Carlo Palermo non risparmia il Bildelberg né i Rosacroce (ordine segreto ermetico cristiano) e guarda con aspri toni critici al fenomeno P2. Di questa loggia. che fece scandalo in Italia pochi anni fa, annota che il numero 2 è espresso in alto e significa “al quadrato”. Quindi essa aspirava ai massimi poteri…
Tornando al Mercato delle armi, Carlo Palermo parla di trame ed accordi internazionali – in particolare persino fra i due ‘nemici” Usa e Urss – ai fini di incentivarlo e dividersi le vendite.
Nel complesso, secondo il libro e l’opuscolo, una realtà che si può definire agghiacciante si nasconde dietro la società civile: “le mafie” sono tante e quella italiana e siciliana non sono le più potenti. Ma la peggiore è quella che riesce ad entrare da vero octopus – attraversando anche i confini – con i suoi tentacoli dentro le stesse istituzioni… (D.)
—————————————
La Bestia, di Carlo Palermo, Sperling e Cupfer. Prezzo alla presentazione 20 euro. L’opuscolo, che contiene le ultimissime intuizioni, viene omaggiato.
(Questo articolo è in via di definizione)







