Termini Imerese attende con interesse la Conferenza su due avvenimenti storici: l’80° anniversario dello scoppio del secondo conflitto mondiale e il 75° anniversario dell’Operazione Overlord.
In occasione dell’80° anniversario dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, e del 75° anniversario dello sbarco in Normandia, si terrà nel centpo termitano (PA) martedì 15 ottobre 2019 alle ore 11.00, presso l’Istituto di Istruzione Superiore di Secondo Grado “Gregorio Ugdulena” la conferenza per celebrare i due eventi storici che hanno segnato drammaticamente la storia dell’Europa e del mondo del XX secolo.

Programma
Saluti Prof.ssa Patrizia Graziano (Dirigente Scolastico)
Relatori:
Generale Mario Piraino (Storico)
“Gli americani della 45a divisione entrano a Termini Imerese”
Dott. Geol. Donaldo Di Cristofalo (Comitato spontaneo per lo studio delle fortificazioni militari)
“Settantacinque anni dallo sbarco in Normandia”
Introduce e modera Dott. Rosario Ribbene (Giornalista)
Sarà presente il Dott. Girolamo Di Fazio (Commissario Straordinario della Città di Termini Imerese)
Inoltre, saranno presenti, il Dott. Sergio Merlino D’Amore, Presidente dell’Archeoclub d’Italia, sede di Termini Imerese e la Prof.ssa Flora Rizzo, Presidente dell’Archeoclub d’Italia sede di Cefalù.
__________________________
Dopo l’annessione alla Germania dell’Austria, e l’occupazione dei Sudeti, la Seconda Guerra Mondiale ebbe il suo prologo il 1° settembre 1939, quando le truppe tedesche invasero la Polonia.
Cinque anni dopo, il 6 giugno del 1944 con lo sbarco in Normandia da parte degli alleati, iniziava l’Operazione Overlord, episodio cruciale della guerra in Europa. Sfondate le difese tedesche, – e mentre si sviluppava nel territorio la resistenza partigiana – gli anglo-americani si diressero verso Parigi, dove vi entrarono insieme alle truppe del Generale Charles De Gaulle, il 25 agosto del 1944.
La guerra da quel momento, si può dire, volgesse al termine, anche se tanti episodi seguirono prima che si spegnesse l’eco dell’ultimo colpo di cannone e di mitraglia.
Giuseppe Longo
_______________________
Nota
Lo si voglia o no, mentre nel nord Italia si sviluppava il fenomeno partigiano anti tedesco e antifascista, in Sicilia vi fu un fenomeno partigiano anti americano, dopo lo sbarco. Questo, nonostante la mafia siciliana volesse il contrario, avendo risaputamente collaborato dall’esilio americano allo sbarco stesso. Per punire quei partigiani, gli americani e i loro alleati (anche marocchini) sparavano e mitragliavano anche dagli aerei la popolazione inerme, pur riconoscendo donne e bambini. In un paio di occasioni, proprio contro i partigiani ricorsero alla decimazione (come i tedeschi alle Ardeatine).
Dopo 3 giorni, grazie alle difesa da parte di italiani e tedeschi, gli alleati” dopo tre giorni dallo sbarco stavano risalendo sui mezzi da sbarco per risalire sulle navi che si erano presentate riempiendo la costa come le api fuggite da un alveare. Tutto questo anche se i cannoni – maggiore arma a difesa – erano stati metodicamente e massicciamente sabotati.
La Germania e L’Italia erano state più avanti degli anglo americani nella sperimentazione (telefono, radio, nucleare erano nati fra Italia e Germania), ma non potevano concepire la potenza industriale (capacità di produzione) americana, né intuire la maestria ed anche la fortuna dei servizi segreti inglesi:un “borghese” sconosciuto riuscì a decodificare il sistema dei messaggi segreti tedeschi, che questi continuavano a considerare assolutamente “ermetici”.
Ad El Alamein italiani e tedeschi combatterono fino all’ultimo sangue, ben sapendo che l vittoria era quasi impossibile. In certi momenti la bilancia sembrò pendere persino dalla loro parte. Erano inferiori di numero. Perché l’Inghilterra era affiancata da tutto il Commonwealth: canadesi, australiani, neozelandesi, indiani… Né mancava il supporto diretto degli States. La battaglia andò perduta – come sappiamo – ma ci furono più morti fra gli alleati che fra gli italo tedeschi. Il generale Rommel pronunziò la celebre esclamazione: “…il soldato tedesco ha stupito il mondo, quello italiano ha stupito il soldato tedesco”. Il generale vincitore Montgomery imprecò a lungo contro gli italiani. Li copriva di improperi anche dopo la vittoria, per la meticolosità con cui smontano i suoi campi minati e li ricollocavano contro gli alleati stessi.
Se voleste informavi sul menefreghismo americano nei confronti del fiancheggiamento italiano dopo Badoglio, leggete la storia della Battaglia di Montelungo. Ma quella vera. Ma sì, ve la raccontiamo: gli yankees annullarono l’attacco dimenticando di avvertire la compagnia tutta formata da allievi ufficiali carristi italiani che, da fanti, attaccarono la collina sotto la pioggia e vestiti con le sahariane estive ( quanto di meglio trovassero in caserma): data l tecnica e i modi di combattimento americani, morirono fino all’ultimo fuciliere.
Germano Scargiali
(Ufficiale di complemento dei Bersaglieri italiani)








