Contro il Mes Salvini e Di Maio all’unisono

Torneranno ad indossare insieme la redingote?

Ma quando andranno d’accordo? Così diceva la pubblicità di un brandy negli anni del boom (…al bar!). Avevamo centrato la notizia: ritorno di fiamma fra Salvini e Di Maio… A metterli d’accordo non è un brindisi ma il MES. Dev’essere proprio “uno schifo questo Meccanismo europeo di stabilità, se ha messo d’accordo due “ex” che sembravano aver rotto per sempre il loro legame…
Salva stati o salva banche?
Il Mes sembra proprio – nonostante le apparenze da …cassa di mutua assistenza – l’ennesimo provvedimento per impedire la ripresa economica degli stati europei, il vero centro d’imputazione – tutt’ora – della politica, dell’economia e del benessere, nell’assenza di una “vera” UE, capace di una propria autonoma personalità…
E, sempre a sorpresa, l’avversario diventa Conte. Il politico, raccolto all’ultim’ora dal vivaio del Vaticano, accusato da Juncker di essere il “segretario” degli “allora duunviri” su nominati ha assunto una “propria” personalità. Tanto da progettare un autonomo (ennesimo) partito. …E le combina,con evidenza, già grosse.
Il leader della Lega, Matteo Salvini è tornato – dunque – all’attacco del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del suo governo, di cui fanno parte M5s, Pd, Italia Viva e Leu.
“Attorno a questo governo e al suo presidente del Consiglio – ha dichiarato Salvini intervistato da La Stampa – tira aria di menzogna e non giova al Paese. Penso alle vicende personali di Conte. Ma anche alle questioni Ilva, Alitalia e Autostrade. Sembra proprio che la situazione sia fuori controllo…”
Ventiquattr’ore prima Salvini aveva già attaccato, muro contro muro, Conte sulla vicenda del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, tanto da invocare l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ricevendo come risposta dallo stesso Conte una minaccia di querela. Gli aveva dato, sia pure implicitamente, di aver tradito l’Italia. Niente hai detto…
Sulla riforma del Mes, l’ex ministro dell’interno era stato chiero…

“Conte – secondo Salvini – dal vecchio governo Lega/Cinque Stelle aveva avuto il mandato a non autorizzare nulla di quanto si sta parlando. …Peraltro ci ha sempre rassicurato anche verbalmente. Invece, …buonanotte ai suonatori. Qui stiamo parlando dei risparmi degli italiani, non di un dibattito politico”.
Il leader leghista ribadisce quanto già detto: “Ci sono documenti e messaggi che confermano ciò che dico”.
Salvini parla anche dei 5 Stelle, sempre in riferimento al Mes. Ma qui svela il feeling appena rinato, almeno su questo tema: “Di Maio – afferma Salvini – l’ha sempre pensata come noi. Quello che le dico io ora lo diceva lui con le stesse parole e con gli stessi contenuti. Nel programma dei Cinque Stelle si parla di liquidazione del trattato. Erano anche più arrabbiati di noi spero che non abbiano cambiato idea”.
Una querela da parte di Conte, per Salvini, sembra poco preoccupante: “Si metta in fila – ironizza l’ex ministro dell’Interno – prima viene Carola”.
Salvini, poi, torna a rivolgersi al capo dello Stato: “Il presidente Mattarella – annota – è da sempre, giustamente, molto attento al rispetto della Costituzione e in questo caso siamo di fronte a un atto del Parlamento che il presidente del Consiglio ha ignorato. Se firmasse il trattato sancirebbe una cessione di sovranità nazionale non equilibrata. Siamo molto interessati al parere del presidente”.
Aldo Brandini
(Corrispondenza da Roma)

Nota
Un diffuso errore di valutazione è ritenere che la Germania – grazie agli indubbi privilegi e alla sua prepotenza – uscisse risanata vittoriosa da questa esperienza europea. L’imbroglio – abbiamo sempre ribadito – alla lunga non paga… Così come la prepotenza:la Germania non dovrebbe credere di avere interesse ad un impoverimento degli altri stati europei. Oggi le banche tedesche sono indebitate fino al collo. Le prime ad essere aiutate dal Mes saranno loro… Il Mes non è quel meccanismo “salva stati” che dicono a Bruxelles. E’ solo un meccanismo “salva banche” e queste non si identificano con gli stati, sebbene aspirino a questo… Il Mes è un provvedimento a favore di quell’oligarchia bancaria che oggi è protagonista della maggior guerra in corso. Come ripetiamo, tale guerra non è fra gli stati, ma fra chi fa soldi con altri soli e a volte senza neppure quelli e chi crea il Valore aggiunto: fa soldi producendo, trasformando, commerciando, trasportando… Finché i governi non si opporranno con il potere politico, in rappresentanza del popolo sovrano (sovranismo) e non si riapproprierà delle leve di comando, tale “tumore” economico e sociale non potrà avviarsi a guarigione.

Se il Mes fa gli interessi delle banche, non fa che portare acqua ad un ambiente generale che non brilla per trasparenza e che certamente fa più+ che mai da scudo all’esportazione di capitali più o meno occulti nei paradisi fiscali. Si sa che il sistema bancario nasconda un fiume di liquidità che sarebbe provvidenziale per alimentare la ripresa. Invece – per quanto non sia chiaro il motivo – fa tutt’altro che metterlo in curcolo.

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