Il falso buonismo fa pensare ai “sepolcri imbiancati” del Vangelo, ma – forse – è peggiore…
Ci spieghiamo: sostenere una causa per buona fino al punto da ghettizzare moralmente, da considerare nemici, “tutti coloro” che non siano d’accordo, può diventare vero e proprio razzismo. Di certo è anti democratico. D’altro canto non è un caso che “le ideologie” degenerino nel totalitarismo o, addirittura, nella tirannide…
Certo la strada della democrazia – con grande evidenza – è irta di difficoltà, come lo è – badiamo – quella della cultura. Vogliamo dire della cultura equilibrata e abbastanza profonda da conciliare il retaggio antropologico e le novità della storia, le conoscenze tecniche e letterarie assieme alla coscienza democratica. Il tutto sostenuto dalla capacità di ragionamento, da quella di individuare il sofisma in una discussione…
Uno degli attuali “nemici“ della cultura è rappresentato dal “pensiero unico“, quello trasmesso giornalmente per via mediatica. Esso genera la cattiva abitudine di accettare come “vere” le nozioni e le notizie,in conseguenza della fonte da cui provengono. Ciò equivale a ribaltare la storia del pensiero e il concetto di scienza, riportandolo all’era pre galileiana, al Medio Evo: allora era vero ciò che proveniva da fonte autorevole. Primo fra tutti era il vasto pensiero di Aristotele…
Il Rinascimento ribaltò una serie di verità e conoscenze che scientifiche non erano mai state (per quanto nell’antichità si possa considerare Archimede alla stregua di un vero scienziato e così alcuni astronomi nonostante l’errata visione geocentrica) affidando ogni legge scientifica – cioè ogni verità – al ragionamento.
Certo, se si mettesse sul bilancino ogni nozione che ci proviene dai media e da altre fonti,sarebbe una rovina. Ma certamente è opportuno, passare la vaglio della ragione e del confronto, fatti e opinioni, nozioni scientifiche o pseudo tali. Per esempio chiedersi se una verità ha certezza scientifica o è soltanto “un’ipotesi scientifica“, è una verità scientifica – dicono alcuni – di secondo o terzo grado. Il ragionamento ci aiuta molto assieme alla capacità – come già detto – di riconoscere il sofisma in un ragionamento. Per esempio, occorre imparare a diffidare di chi inserisce verità, dandole per scontate e che tali non sono. Cioè sono prive di certezza. Anche perché, partendo da presupposti sbagliati, si giunge a conclusioni che di solito lo sono ancor di più.
Un esempio eclatante riguarda i “mutamenti climatici“. Basti osservare come le “teorie” al riguardo, smentite dai fatti, siano andate rapidamente mutando: dal buco nell’ozono, si è passati all’effetto serra, dal surriscaldamento del clima si è passati – appunto – ai generici, noi meglio precisati “mutamenti climatici“. E qui si è giunti ad un salto logico degno dei discorsi da caffé d’altri tempi: il caldo da una parte o per un certo tempo corrisponde a condizioni contrarie di pioggia e maltempo in un altro luogo,in un altro momento…
Di fronte all’evidenza che certi sconvolgimenti si sono verificati meno di cinque,dieci, venti anni or sono (cioè niente), la risposta è: “…ma adesso diverranno più frequenti”.Ma vogliamo spiegare il perché? Di più:la certezza di questa affermazione?
Fa testo l’intervista ad un passante “…personalmente non avevo mai visto niente del genere”: scienza? Anche perché,prima o poi, qualche cronista manda in scena “quegli altri” che dicono: “ma è avvenuto sempre!”
Un’altra osservazione: del tempo pazzo si è parlato sempre. Nel primo dopoguerra si dichiarava che il clima stesse “irreparabilmente” cambiando a seguito delle esplosioni nucleari. Adesso è …fuori moda. Ecco a voi signori: le pestilenziali emissioni.
Ma chi ha mai dimostrato che, seppure il clima stesse cambiando, seguendo un trend che proseguirà nei prossimi anni, ciò sia dovuto alle emissioni? E chi dimostra o potrà mai provare che – limitandole – si riuscirà a moderare i cambiamenti climatici?
Secondo argomento del giorno, i migranti. Vogliamo dire che la maggior parte dei paesi africani hanno un Pil che sta crescendo a 2 cifre? Vogliamo dire che il solo provvedimento serio sarebbe un fondo internazionale (o europeo) per aiutarli ad uscire dal sottosviluppo, cosa che è già in divenire? Ci sono mille motivi – anche d’interesse – per farlo:la ricchezza dell’Africa tornerebbe indietro, sarebbe presto restituita all’Europa in particolare…
Ma torniamo al buonismo, al sepolcro imbiancato. Buonismo vuole che si debba provvedere ai mutamenti climatici con mille espedienti (che renderanno di certo qualcosa a qualcuno).
Buonismo vuole che i profughi si accolgano senza se e senza ma. E chi dice: “badate che si potrebbe fare altrimenti” può fare la fine recentissimo del docente universitario licenziato in tronco dall’Università Luiss.
Vi sonoaltri argomenti “top”: la mancanza d’acqua,una “costante” sul pianeta da cui “non può fuggire”. Ma ragioniamo: come mai si è abbandonata la politica dei dissalatori e quella dei lunghi acquedotti (come quelli romani e medievali)? Risposta: perché l’acqua è ovunque. Glia acquedotti adesso potrebbero misurare migliaia di chilometri contro le centinaia di quelli romani e medievali. Solo che – con i mezzi moderni – non servono più.
Ma ipse dixit il contrario: il pensiero unico, il giornale unico, i media “che contano”…
E chi dice al papa che la prossima guerra sarà per l’acqua?Povero Francesco, ci crede anche lui…
Germano Scargiali







