Ma sì, dopo il sego nel cioccolato, perché no il formaggio fatto con l’acqua? Viva l’UE, viva “questa” Europa.Vien da ridere! Se ne parla sin dal tempo del governo Renzi e se ne riparla adesso. Come finirà questa storia?
Viene anche da piangere: sì è vero, non possiamo venir fuori dall’UE e non possiamo liberarci dall’Euro? Ma perché? Perché l’Europa, esattamente come sembra abbiano voluto i suoi padri fondatori …”ci tiene per i coglioni“. (Scaramacai)
I FATTI
Qualche giorno fa la Commissione Europea invia a Roma una diffida in cui si definiscono troppo stringenti le leggi Italiane in materia di produzione dei formaggi, ammonendo quindi il Bel Paese ed auspicando che metta fine al divieto di utilizzo di latte in polvere concentrato e ricostituito nelle attività di caseificazione…
Secondo l’Unione Europea la normativa Italiana ovvero la legge numero 138 del 11-04 -1974 recante “nuove norme concernenti il divieto di ricostituzione del latte in polvere per l’alimentazione umana” che sancisce il divieto di utilizzo e di detenzione di latte in polvere e latte ricostituito al fine della produzione di prodotti caseari sarebbe un ostacolo alla “libera circolazione delle merci” in virtù del fatto che nel resto dell’Unione Europea i “latticini senza latte” sono di uso comune,
Si raccontava una volta per ridere che il padre morendo avesse detto ai figli produttori di formaggio: “ricordatevi che si fa’anche’col latte…” E per il vino:”ricordatevi che si fa anche con l’uva…”
Ma l’UE, tanto severa in altri momenti, sostiene anche le cosiddette “bevande di fantasia”: aranciata con le arance?Fantasia! Basta che sia arancione, zuccherata e che sappia di qualcosa di simile: che cale?
Di conseguenza l’esecutivo Europeo ha chiesto all’Italia di adeguarsi alla normativa degli altri Paesi UE dove l’industria casearia ricorre normalmente a succedanei come il latte in polvere anche proveniente da luoghi diversi da quello di produzione di formaggi e latticini.Ma sì: è più leggero da trasportare e si conserva all’infinito senza troppe sottigliezze nella preparazione.
Non diciamo che il latte in polvere per uso umano debba essere bandito, ma che non ci si faccia il formaggio e che, se entra nei dolci, nelle brioche etc sia indicato sulla confezione!
Ma in concreto l’Unione Europea vuole imporre all’Italia di produrre “formaggi senza latte” ottenuti quindi anche con la polvere di esso.
Se passasse questo adeguamento al ribasso della qualità, è evidente il rischio di conseguenze negative per l’artigianato caseario italiano che si basa sulla tipicità di gusti, saperi e sapori in quanto unici e non riproducibili, in quanto legati alla cultura, alla storia, alle tradizioni di un particolare territorio. E’questo che ha garantito l’attuale primato della produzione casearia italiana e il noto apprezzamento in tutto il mondo. Tanto è vero che, nonostante la forte crisi generalizzata, le esportazioni di formaggi e latticini Italiani sono aumentate del + 9,3 % in un solo semestre.
La determinazione della Commissione Europea ha provocato dure reazioni…
“Siamo di fronte – sbotta Roberto Moncalvo, presidente nazionale di Coldiretti – ad un diktat di una Europa che fa acqua difronte ad emergenze serie come l’emigrazione, ma che è pronta ad assecondare multinazionali e lobby che vogliono costringerci ad abbassare gli standard qualitativi dei prodotti alimentari tramandati da lunghe generazioni di produttori”.
fondatore di slow food, il gastronomo Carlo Petrini che in un articolo pubblicato sul quotidiano La Repubblica scrive che
“Sono – scrive il gastronomo Carlo Petrini in un articolo pubblicato su La Repubblica – oltre 400 i tipi di formaggio a rischio, tutte eccellenze Italiane conosciute ed apprezzate in tutto il mondo tra le quali il Taleggio, il Parmigiano, il Gorgonzola e la Mozzarella”.Tutti formaggi ritenuti universalmente “unici”.
Contro la decisione della UE le associazioni dei consumatori hanno evidenziato come questi “inganni” consentiranno l’appiattimento verso il basso della qualità alimentare a danno dei consumatori e delle famiglie.
“Difenderemo fino in fondo – ha dichiarato il Ministro alle Politiche Agricole Martina – la qualità del sistema lattiero caseario Italiano e la trasparenza delle informazioni da dare ai consumatori, inoltre ribadiremo alla Commissione Europea la necessità di un intervento più approfondito sull’etichettatura del latte…”
Ancora una volta L’Unione Europea si è dimostrata Istituzione molto lontana da quell’Europa dei popoli che sognavamo, ma più vicina agli interessi della grande finanza ed ai poteri forti. L’ UE vuol consentire da tempo anche di aumentare la gradazione del vino attraverso l’aggiunta di zucchero nei Paesi del Nord Europa o di permettere la libera circolazione dei cosiddetti “similgrana” Anche non italiani senza alcuna indicazione della provenienza e con nomi di fantasia che ingannino i consumatori…








