Matteo Salvini amato, Matteo Salvini odiato. E’ difficile che questo Ragazzo della via Gluck, assurto a simbolo della destra nazionale, votato all’unisono dai sovranisti, temuto come un pericoloso “novello Mussolini in fieri” dai nostalgici che cantano Bella ciao, come fosse ancora l’allonsanfan di un sol dell’avvenire il cui sorgere – almeno come era stato sognato – è, però, in estremo ritardo. Tanto che pare che non sorgerà più, o meglio sorgerà in altro modo…
Palermo e la Sicilia si sono certo abituati alla “Lega che non è più Nord” e la voteranno in massa più della media nazionale. In piazza (Massimo e Ballarò), la “minoranza rumorosa” assorda – come di regola – la maggioranza silenziosa. Il concetto è sempre lo stesso, quando gli accoliti di un’ideologia cadono in minoranza: “siamo in meno, ma non è detto che abbiamo torto…”
Il concetto appena esposto non è disprezzabile, anzi ha un che di eroico… La controparte (di destra) è disposta persino ad ammetterlo. Lo stesso non avviene al contrario. Poi, quando le due idee sono quelle che ben conosciamo, quelle che si portano appresso dalla nascita – si direbbe nel dna – son …dolori. Lo sono dal tempo in cui si cantava Bella Ciao e dall’altra Giovinezza, giovinezza. Inutile negarlo, gli italiani sono in gran partegli stessi d’allora, con in mezzo un terzo “popolo” di ondivaghi che divengono il “motivo del contendere”.
Ah, ah: i due modi di pensare dovrebbero essere messi, ormai, in soffitta o in un pozzo senz’acqua… Fra i due estremismi che presero nell’800 le mosse dal pernicioso rigurgito idealista di G.W. Friedrich Hegel, corrono il positivismo, il pragmatismo, il gusto per la statistica e la sociologia accolti nella teoria, ma soprattutto nella pratica della vita moderna…
Tutto ciò, come sarebbe avvenuto nel resto dell’Occidente, era in piazza ieri a Palermo. Sì in piazza massimo e Ballarò. Salvini il campione o Salvini il reprobo? Tertium non datur, dicevano i latini.
Al grido di “Palermo, Palermo non si lega e Salvini torna al Papete!”, alcune centinaia di palermitani – certamente esecrabili – molti dei quali aderenti al movimento delle Sardine hanno inscenato una manifestazione in via Maqueda proprio a pochi metri dal teatro Al Massimo, dove il leader della Lega stava per “comiziare” con i suoi sostenitori.
Musica, tamburi, cori di Bella ciao, ormai un inno al cattivo gusto a giorni da dimenticare assolutamente in cui italiani e italiani – i nostri padri – sulla “riva bianca e la riva nera” si sparavano comunque addosso: un errore, un momento tragico e triste comunque la si pensi. Soprattutto a distanza di quasi un secolo, Cento anni preziosi, preziosissimi per la storia umana, che…ci hanno fatto vedere di tutto. In cui la tecnologia e il progresso in ogni campo ci hanno catapultato in un mondo che, al tempo di Bella Ciao era assolutamente inimmaginabile.
E’ strapieno, come previsto, il teatro Al Massimo, dove Matteo Salvini ha tenuto la convention con i dirigenti e i simpatizzanti della Lega. Tantissime persone sono rimaste fuori tra proteste e mugugni di chi non ha potuto …entrare. La polizia ha chiuso gli ingressi nel teatro per motivi di sicurezza, mentre fuori è stata creato una sorta di zona rossa con decine di agenti delle forze dell’ordine a presidio. Sardine forse pacifiche ma dall’aria certo minacciosa tornano a casa con la voce rauca…
Germano Scargiali








