Scusate se parlo un attimo in prima persona…
Ho apprezzato molto un termine della recente invettiva di Vittorio Sgarbi, avversa al modo in cui i media affrontano la cronaca dell’epidemia. Sgarbi ha parlato di panico. Qui, su Palermoparla, avevamo parlato di allarmismo…
L’allarmismo è un tipico atteggiamento mediatico che si trasforma in un atteggiamento diffuso. Ma il panico ne è la più cruda conseguenza. Proprio ciò che è stato scriteriatamente creato presso la gente comune ed anche meno comune da Tv e carta stampata.

Ciò ha portato ad eccessi di prudenza che può anche non guastare ed ha spinto allo zelo dei guanti e delle mascherine – apprezzato quasi come un nobile, atto di coscienza – anche quando non servirebbero affatto…
Ma la paura e lo scoramento sono sempre pessimi consiglieri. Portare – ad esempio – la mascherina a vanvera significa danneggiarla inutilmente con l’umidità del respiro. Portare a lungo i guanti può spingere a trattare con ‘troppa confidenza’ luoghi e persone a rischio: poi bisogna poi sfilarseli sempre con le mani. O no?
Sgarbi ha continuato con un concetto che su Palermoparla è stato ripetuto più volte: il panico può fare più danno del…’morbo’ stesso. Sta creando soprattutto danni all’economia.
Ecco la differenza fra la voce di una persona colta e intelligente come Vittorio Sgarbi e tanti cronisti che parlano a vanvera da un teleschermo che sa e può essere feroce, che parla indiscriminatamente a persone equilibrate e depressi, a savi e ad esaltati…
Il buonismo ‘triunphans’ fa sì che …impongono a giornalisti ultrasettantenni e con 50 anni di tessera ed oltre i corsi di ‘deontologia professionale‘ con più obbligo di frequenza che non per gli altri. Basterebbe – però – diffondere quel sentimento di equilibrio prudenza che allontanasse chi si prende la briga di ‘comunicare’ la logica dello ‘schiaffa il mostro in prima pagina‘…
Ricordo sempre che un caposervizio de Il resto del Carlino, nel corso di una cena fra giornalisti a Rimini, sollecitato sull’argomento, commentò: …è proprio vero. Da lettore e telespettatore mi dispiaccio anch’io, ma devo ammettere che in redazione mi comporto con quella banalità che è diventata la regola”. Chi sa se inseguito, alla encomiabile sincerità quel ‘giornalista di rango’ abbia usato più garbo e prudenza.
Germano Scargiali
Nota
Non si può non additare il governo, se è certissimo come personale sanitario e polizia siano a corto (a dir poco) di mascherine, mentre risulta che scafisti e migranti – per quanto siano diminuiti gli sbarchi – si vedono giungere provvisti del ‘richiestissimo bavaglio”…
Nota 2
Vittorio Sgarbi, noto polemista, ospite ideale dei talk show, è laureato in Filosofia ed è più noto come critico d’arte. Di grande cultura, soffre certamente per l’approssimativo concetto di scienza che ‘passa’ nella cultura diffusa. E’ costantemente presente in politica. E’ stato membro del parlamento europeo nel Partito Popolare ed è attualmente deputato nel Gruppo misto. Si definisce un liberale. Ama ricoprire la carica di sindaco in piccoli paesi, come avvenne a Salemi, dove lanciò l’idea della vendita di vecchie abbandonate case ad 1 euro, copiata in tutta Italia. A salemi venne commissariato per il ricorrere di un sospetto giro di Mafia. Attualmente è sindaco di Sutri (Viterbo), un paesino di 6750 abitanti. Ha provato di divenire sindaco di Cefalù ma non è stato eletto. Usualmente nei piccoli centri averlo per sindaco è considerata una fortuna. Quando in Tv parla di arte, ottiene un altissimo share: spesso, trattando di arte figurativa, con poche battute apre nuovi orizzonti alla cultura diffusa degli italiani, che spesso ignorano i punti chiave della storia dell’arte che rende l’Italia protagonista nel mondo.








