Una volta per tutte: diffidate della campagna contro le fake news. Una persona di media intelligenza e cultura le riconosce, ne dubita, le controlla… Ben più difficile per ‘i più’ è sfuggire alla persuasione occulta della mainstream mediatica. Che dire, infatti, delle bufale pubblicate giornalmente dai media? Con l’aggravante che i media ‘si copiano’: anche per mettersi ‘al sicuro’ chi scrive si ‘allinea’ di regola al pensiero dominante espresso dalla grandi testate internazionali e queste ‘appartengono‘ letteralmente ai massimi poteri. Non è difficile, purtroppo, per la main stream, indirizzare l’opinione pubblica verso false opinioni, esagerati atteggiamenti e, soprattutto, timori e fobie. Attorno a certe paure l’uomo moderno si esalta e persino ‘si crogiola’. Come, ad esempio può avvenire con la malinconia…
Ma soprattutto: quando i fatti sono prevaricati dalle opinioni? E queste vengono mischiate ai fatti,come in un ideale mazzo di carte? Quando una mera ipotesi scientifica viene spacciata per una ‘verità‘ scientifica? E’ questo – vogliamo dire – che il lettore ‘scafato’ dovrebbe indagare. La buona norma, quindi, è: diffidare sempre , ragionare e controllare. Riflettere sulle contraddizioni e sul sofisma spesso nascosto nei ragionamenti. Non soltanto ovviamente davanti alle possibili fake news, ma anche alle bufale, ogni ora inviateci ‘a domicilio‘ su carta o tramite etere o, da alcuni anni, via cavo.

‘Parlano’ dei pericoli per le menzogne che possono venir fuori dai ‘social’. Perché non parlano delle verità che emergono dai social? Perché non dicono che i social pubblicano anche le verità che i media tacciono o nascondono con maggiore o minore intenzione? La realtà è che i social sono un grande strumento di democrazia e libertà. Tutto questo ‘il potere’ lo ha in uggia, anzi in odio. Che dire, infatti, del ‘deep state‘? Quello stato dietro lo stato che, appunto dal profondo, governa e decide?E’ usuale che ogni sua ‘decisione’ venga appoggiata da una ‘campagna d’opinione’. Perseguendo, ovviamente, il proprio interesse!
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L’UE, ad esempio, blocca artificiosamente l’inflazione, riducendola vino allo zero. In realtà ci riesce più formalmente che nel concreto. Tale azione è stata spacciata sin dalla vigilia come proba e opportuna. Quasi una panacea. Invece – adottata per garantire le banche – è un fattore determinante per il rallentato sviluppo che ne consegue. Tutta la manovra è ottusa: essa ha nociuto a chi investe nell’ambito dell’economia reale e limitato l’appetibilità per le banche di ‘prestare il denaro’, loro primario ruolo. Un tasso di sconto ‘costantemente’ prossimo allo zero fa sì che il danaro prestato renda poco o nulla. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. E’ quasi impossibile ciò che avviene: il Pil è ridotto ad una crescita attorno all’1% o meno. Nell’economia moderna una maggiore crescita è (sarebbe) insita e ineliminabile nel ‘sistema‘.
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Tutto quanto sopra viene ancor prima di far riferimento alla criticata teoria del ‘grande complotto‘ e a quelle dei ‘grandi complotti’…
Germano Scargiali






