E se fosse ‘licenziato’ anche Bergoglio? Lui che è venuto a sostituire Ratzinger – dimissionato non per altro che le minacce delle grandi banche americane – ha suscitato reazioni e polemiche sin dal primo giorno. Adesso ha oscillato inciampando su una insidiosa buccia di banana….
Bergoglio ha scoperto le carte stroncando la CEI che si faceva interprete di un sentimento popolare: ‘ torniamo in chiesa!’ La Commissione episcopale non è un’istituzione da niente. Anzi, è proprio quella che rivendica voce in capitolo sulla, interpretazione delle verità,dei principi delle dirette della Chiesa, mettendo in dubbio anche il dogma stabilito nel 1870 della infallibilità papale ex cathedra anche limitano. Una vecchia ruggine – questa – di carattere ‘storico’, che risale alla proclamazione del dogma da parte di Pio IX e prima ancora. Ciò che ‘brucia’, nella sostanza, è che il Pontefice possa fornire le proprie interpretazioni senza neppure consultare il Concilio dei Vescovi. Adesso bisogna chiarire – per chi non lo sapesse- che i Vescovi sono spesso già Cardinali (Principi della Chiesa) ma che abbiano o meno ricevuto l’investitura svolgono un ruolo operativo. Essere vescovo significa avere un Job.

Un vescovo non parla ‘solo in generale’ di fede, ma dirige e amministra un Arcivescovato. Ha mani in pasta nella vita pratica come un parroco nella parrocchia, ma si muove su tutto il territorio dell’arcivescovato, per tutto il quale viene menzionato nel corso della messa assieme al Papa.
Ma stiamo appena assistendo ad uno scontro che non si vedeva da decenni. E’ stato innescato – infatti – dall’assenza, nel decreto dell’esecutivo sulla fase 2, della possibilità dei fedeli di poter partecipare alle messe: “I vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto”.
E’ una posizione sulla quale, dopo il duro comunicato della Conferenza episcopale italiana e le proteste di due partiti della maggioranza, Italia Viva e Pd, il premier Conte sembra aver fatto dietrofront con al vaglio l’ipotesi di concedere inizialmente quanto meno messe all’aperto. Anche prima del 25 maggio, tempo indicato dal Comitato tecnico scientifico. Ma il confronto con la Cei è ancora tutto in salita.

“Musei aperti e messe vietate!” Così aveva tuonato anche il Cardinale Angelo Bagnasco, vescovo metropolita di Genova e presidente dei Vescovi europei. Per 10 anni anche presidente della stessa CEI… Una gran bella voce – insomma – in capitolo da vecchia data, noto sostenitore della tradizione liturgica e,quindi, già critico nei confronti delle’stravaganze’ di Bergoglio.
I più rumorosi sono stati, però, i Vescovi marchigiani, anche perché si son mossi in tanti… Si sono unite a loro coralmente le tredici Chiese locali delle Marche, che hanno sentito il dovere di raccogliere e dare eco al motivato grido di tante persone, soprattutto donne spose e madri, di fronte alla scelta, assunta da molte aziende della grande distribuzione in totale autonomia, di aprire i battenti nelle giornate del 21 Aprile, per i cattolici lunedì dell’Angelo, e del 25 Aprile, per gli italiani festa della Liberazione.
“Tale grido – precisano i Vescovi, dimostrando di farsi interpreti di un altrui …grido di dolore – è giunto a noi direttamente da varie persone e congiuntamente dai tre sindacati CGIL, CISL e UIL, per mezzo di una lettera a noi pervenuta dal segretario della CISL Stefano Mastrovincenzo.
“Le nostre Chiese – spiegano i Vescovi – sono sicuramente sensibili al momento critico per la nostra economia e non sono pregiudizialmente contrarie a possibili percorsi di ripresa economica e non credono affatto ad una ripresa dell’economia che penalizzi le persone. Un aumento dei profitti parallelo ad un aumento di giovani e adulti disoccupati non può essere, comunque, per noi considerato una ripresa dell’economia, considerando poi che in molti casi sono stati ridotti i trattamenti retributivi delle domeniche e delle festività…”
I Vescovi si pongono dunque dalla parte delle persone, del loro diritto a manifestare la propria fede e a celebrare secondo la propria confessione religiosa, del loro diritto ad avere giusti tempi di riposo accanto ai necessari tempi di lavoro, del loro diritto al tempo necessario per la cura delle relazioni, soprattutto familiari ed educative. Solo da queste scelte concrete può nascere un’economia dal volto umano. Vescovi paladini,dunque, della gente comune e alfieri anche del ‘sociale’.

Una presa di posizione di Papa Bergoglio contro tal sano atteggiamento, visibilmente mirata a fiancheggiare la volontà espressa dal Capo del Governo italiano Giuseppe Conte– sospettato di essere ‘uomo del Vaticano’, costituisce la possibile ‘buccia di banana’ di cui parlavamo all’inizio del discorso…
Alcuni giornali del mattino non hanno esitato a titolare: ‘Bergoglio sconfessa la Conferenza episcopale‘. Un vero e proprio colpo sotto la cintura…
In effetti, sono bastate a Bergoglio poche parole nel corso della messa mattutina a Stata Marta – divenuta un classico ‘buongiorno’di Rai 1 – per dissociarsi dall’atteggiamento assunto dalla Conferenza episcopale nei confronti della intransigenza del Governo.
“In questo tempo, nel quale – sono le parole dell’illustre officiante – si incomincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena, preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e della obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni”.
Così, nel dibattito sulla partecipazione dei fedeli alle messe nella fase 2, quella della convivenza col coronavirus, Papa Francesco ha verbalmente sconfessato la Conferenza episcopale italiana e si schiera a sostegno del premier Giuseppe Conte. Ha difeso le messe Tv,fra le quali – ovviamente -quella mattutina da Santa Marta, la sua…
E’ appena il caso di osservare che ben altra cosa è la mesa in chiesa, che comprende anche una possibilità non da nulla: la fruizione dell’Eucaristia… Il rapporto diretto con la ‘particola’ di pane azzimo divenuta ‘Santissimo Sacramento‘ manca certamente – in questi mesi – al maggior numero di credenti…
Ma il governo ha, per così dire, ‘aggiunto pepe a cavoli’: ha trattato il problema delle funzioni religiose – di tutte le fedi – assieme a quelle delle ‘sale giochi‘. Una vera topica, una sciatteria imperdonabile…
“La Cei – ha dichiarato Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000, l’emittente della Cei – ha destinato centinaia di milioni di euro per interventi di sostegno sul territorio, a partire dalle strutture sanitarie in seria difficoltà. Si tratta della stessa Chiesa che oggi, dopo aver rispettato da subito rigorosamente e con non pochi sacrifici le prescrizioni delle pubbliche autorità in materia di tutela sanitaria, chiede di poter tornare a celebrare messa con il popolo, organizzando, in sicurezza, senza imprudenze o superficialità, la vita delle proprie comunità”.
Parole sulle quali, però, pesa adesso la ferma e chiara presa di posizione di Papa Bergoglio.
Lo scontro, nel già tormentato ‘intimo’ di Sacra Romana Chiesa, non è da poco…
(Testo raccolto, ordinato e arricchito in redazione)
Nota
Il diktat di Bergoglio che ha difeso il suo pupillo Conte ha – comunque – svolto la sua funzione. Il papa è nuovamente intervenuto a gamba tesa nella politica italiana. Ma la Cei, pur ‘violentata’ da Bergoglio, ha preferito fare marcia indietro… Rientra la contestazione a Bergoglio…
“La Chiesa italiana – ha appena sottolineato il portavoce della Cei nonché sottosegretario, don Ivan Maffeis, in una intervista all’Adnkronos – non ha alcuna volontà di strappare col governo, ne’ di fare fughe in avanti. L’intenzione è quella di andare avanti col dialogo costruttivo”.
Restituita credibilità, dunque, al il monito rivolto stamani dal Papa, nella messa a Santa Marta, e si raccomanda comunque il rispetto delle norme perché la pandemia non torni.
Circola anche una perentoria affermazione da parte di alcuni ‘ecclesiastici’: “professare la fede non significa infettare gli altri!”
Circola, in realtà, un vero e proprio panico, accresciuti dall’ignoranza sui modi in cui realmente il virus – un qualunque virus – si contagia…
Nota 2
In aiuti per il Covid 19, il Vaticano di Bergoglio è stato ‘tiratissimo’. Ha ‘dato’ meno della comunità quella valdese in Italia (8 milioni di €) e persino di quella buddista (3 milioni). La Chiesa, che incassa 1 miliardo 131 milioni ed oltre con l’1 per mille dalle imposte, ha dato appena 10 milioni – niente in percentuale – versandoli comunque, perché li amministrasse, alla ‘sua’ Caritas. Bergoglio ha inviato 300 mila mascherine in Cine, nessuna all’Italia. Ha continuato a ripetere che ‘la vera emergenza in Italia riguarda il dovere dell’accoglienza per i migranti‘ appellandosi anche alla ‘legge del mare’, non scritta ma sacrosanta che gli italiani – pescatori e motovedette – hanno sempre dimostrato di tenere nella più alta considerazione. .







