Lo Spirito Santo e i peccati contro di Lui

Lo Spirito Santo è rappresentato di frequente come una colomba bianca, simbolo di pace. Ma è anche sapienza e gioia. Lo Spirito Santo è Dio nella Santissima Trinità. Diciamo’simbolo di pace’ per ricordare che queste rappresentazioni sono sempre un simbolo. Esse esprimono poeticamente l’idea di qualcosa che non si può rappresentare ‘al vero’. Le immagini, una regola nella religione cristiana, aiutano la preghiera, ma non sono che mere immagini. L’oggetto del culto è ciò che esse rappresentano e che non cade sotto i nostri sensi. Anche questo articolo, senza immagini, perderebbe qualcosa…

Uno scambio di lettere con la saggia rispota di un colto sacerdote, Padre Angelo. Riceviamo il tutto dalla cara Mietta Gaziano da Roma e ci afftettiamo a pubblicarlo.

Che cosa intende Gesù per peccato contro lo Spirito Santo

Quesito

Salve padre Angelo…

Chi le scrive è un ragazzo di 27 anni della provincia milanese. Mi chiamo Ivan e sono un fervido lettore delle sue illuminanti risposte dispensate nel web.

Davvero è esauriente in ogni riposta …complimenti!

Di mio ho un quesito da porle su di una tematica piuttosto enigmatica, riguarda l’affermazione che Gesù fà nel vangelo di Matteo (12,31-32): “Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata, né in questo secolo, né in quello futuro.

Che cosa intende Gesù per peccato contro lo Spirito Santo? Qual è il peccato contro lo Spirito santo? Nello specifico di che cosa si tratta?

La ringrazio anticipatamente e le auguro di cuore un sereno Natale del Signore…

Con affetto e stima,

Ivan

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Risposta del sacerdote

Caro Ivan,

Ti ringrazio delle buone parole che mi hai scritto. Sono un incoraggiamento per andare avanti.

Ma adesso vengo al tuo quesito.

  1. L’autorevole commento della Bibbia di Gerusalemme annota a questo versetto: “L’uomo è scusabile se si inganna sulla dignità divina di Gesù, velata dalle umili apparenze del Figlio dell’uomo, ma non lo è se chiude gli occhi e il cuore alle opere evidenti dello Spirito. Negandole, egli rigetta la proposta suprema che Dio gli fa e si mette fuori della salvezza”.

In altri termini la bestemmia contro lo Spirito Santo è quella di coloro, che non solo chiudono gli occhi davanti alle opere di Dio, ma le respingono ostinatamente, attribuendole al demonio, volendo così identificare lo Spirito Santo con lo spirito maligno, come facevano i farisei.

  1. La bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonata”: vuol dire che difficilmente se ne otterrà il perdono non perché la potenza di Dio sia limitata o perché la Chiesa non abbia potere di rimetterla (è dogma di fede che la Chiesa può rimettere tutti i peccati senza alcuna eccezione) ma per la chiusura all’azione della grazia da parte di chi lo compie.

Chi cioè attribuisce al diavolo le opere della bontà e della grazia di Dio, in certo modo fa di Dio un demonio, come dice S. Atanasio, e di più si mette a combattere contro quella stessa bontà che è la sorgente del dono della conversione del cuore e della penitenza.

  1. Il Catechismo Romano (del Concilio di Trento) scrive: “Quando occorrono nella S. Scrittura o nei Padri sentenze che sembrano affermare che per alcuni peccati non c’è remissione, bisogna intenderle nel senso che il loro perdono è oltremodo difficile. Come una malattia vien detta insanabile quando il malato respinge l’uso della medicina, così c’è una specie di peccato che non si rimette né si perdona perché rifugge dalla grazia di Dio, che è il rimedio suo proprio” (Catechismo Romano II, c. 5,19).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (del Concilio Vaticano II) afferma: “La misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo. Un tale indurimento può portare alla impenitenza finale e alla rovina eterna” (CCC 1864).

Dallo Spirito Santo una infinita ricchezza...
Dallo Spirito Santo una infinita ricchezza… Oggi val la pena di riflettere anche che tali doni fanno dell’uomo il principe del creato e della donna la principessa. E’ l’umanità -eletta da Dio e gratificata tramite lo Spirito Santo – ‘padrona’ della natura, non viceversa.

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Un  inciso di Palermoparla

Gesù dimostra più volte che il Signore interviene solo di fronte a chi crede, di fronte alla fede e al pentimento, ndr – Probabilmente, ma è un’opinione – Dio, di fronte agli eventi naturali, rimane volutamente ‘otiosus‘: aspetta i successi compiuti dall’umanità e, quando questa opera per il meglio, può decidere di intervenire episodicamente. La sua grande opera di generosità è stata compiuta al momento della creazione: è quella di aver donato la vita a chi è in grado di conoscere la natura e, nel suo grembo, operare per il meglio contro il Male, che, da nemico, si adopera a favore del peggio, ndr 2. L’evento più bello è ‘nascere’, il premio più grande è ‘essere chiamati a partecipare alla lotta contro il Male’. In questo consiste l’essere stati creati ‘ad immagine e somiglianza‘ di Dio. Nel Cristianesimo Dio nobilita anche il corpo, quando, tramite il Figlio – altissimo simbolo della Sua volontà creativa – accetta di incarnarsi. Le fede è una conquista, una strada lunga da percorrere. Ricca, però, di elementi meravigliosi, come degli amici sapienti che accompagnano chi va avanti.

Anche il senso della insanabilità del peccato contro lo Spirito Santo conferma quanto sia richiesta la ‘partecipazione‘ umana, che, di fronte alla possibilità di aver rimessi i peccati, consiste (è elementare) nel pentimento sincero. In ogni caso, in ogni momento, il Signore richiede …l’azione. Anche la contemplazione, essendo una scelta, è azione.

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Per questo S. Tommaso scriveva a questo proposito: “Questo non impedisce all’onnipotenza e alla misericordia di Dio di trovare la via del perdono e della guarigione che talora sana spiritualmente anche costoro in una maniera quasi prodigiosa” (S. Tommaso, Somma Teologica, II-II, 14, 3).

  1. Secondo la classificazione catechistica i peccati contro lo Spirito Santo, sono sei: l’impugnazione della verità conosciuta e l’invidia della grazia altrui, la disperazione della salvezza e la presunzione di salvarsi senza merito, l’ostinazione nel peccato e l’impenitenza finale.
  1. In generale si può dire che i peccati contro lo Spirito Santo manifestano la sistematica opposizione a qualunque influsso della grazia e questo comporta disprezzo e rifiuto di tutti gli aiuti offerti da Dio per la salvezza.

Vengono detti contro lo Spirito Santo perché è attribuita allo Spirito Santo l’opera della conversione e della santificazione.

  1. Per san Tommaso i peccati contro lo Spirito Santo sono tanti quanti sono i modi di disprezzare l’aiuto di Dio per trattenere l’uomo dal peccato.

Dice che le remore al peccato possono provenire da tre fonti: dal giudizio di Dio, dai suoi doni e da parte del peccato stesso.

Quando ci si oppone al giudizio di Dio si cade nei due peccati contro la speranza teologale: la disperazione della salvezza e la presunzione di salvarsi senza merito.

Quando ci si oppone alla conoscenza della verità rivelata e all’aiuto della grazia abbiamo l’impugnazione della verità conosciuta e l’invidia della grazia altrui.

Quando non si considera la bruttezza del peccato e la brevità dell’esperienza presente abbiamo l’impenitenza finale (intesa nel senso di perdurare nel peccato fino alla morte) e l’ostinazione nel peccato (S. Tommaso, Somma Teologica, II-II, 14, 2).

Ricambio gli auguri e li accompagno con una preghiera.

Ti benedico.

Padre Angelo

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