I debiti che lo stato ha contratto per il Covid? Si pagheranno sulle bollette. Li pagheranno ricchi e poveri. Lo vogliano o no. Come la Rai… Evviva la giustizia.
A mettere in ginocc hio l’Italia ancor più di quanto non sia ci sta pensando del resto Vittorio Colao: il governo non ne sa abbastanza ed ha bisognpo di consulenti. Quanto a titoli questo Colao non fa difetto: è un dirigente d’azienda italiano, amministratore delegato di Vodafone (buoni questi!) dal 2008 al 2018. Si è laureato alla Università Bocconi e ha ottenuto un Master in Business Administration alla Harvard University. Ha iniziato la sua carriera lavorando a Londra presso la banca d’affari Morgan Stanley. Ha lavorato poi per dieci anni negli uffici di Milano della società McKinsey & Company.
Peccato che ‘questo Colao’ sia nella lista degli invitati del Bilderberg. A questo punto il suo ‘make’ è certificato. Peggio di così. Nelle ultime ore Colao con le sue ‘intemperanze’ (no ai contanti, sì a controlli a tappeto) ha mandato in bestia anche il suo ‘mentore’: il ‘ministrino’ degli esteri Luigi Di Maio…
L’Italia è veramente nei guai. Non basta la ‘botta’ del Covid cui il governo in carica sta rimediando malamente, togliendo ancora una volta – fra l’altro – denari dalla circolazione.
Ed ecco che ‘ci si mette’ pure la notizia trapelata dal Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (è un organo del Parlamento della Repubblica che esercita il controllo parlamentare sull’operato dei servizi segreti italiani)…
Dal Copasir è emersa la notizia che dall’estero – leggi Francia e Germania – si cospiri contro l’Italia…
Proprio il Comitato parlamentare per i Servizi ha predisposto un ciclo di audizioni al massimo livello: Banca d’Italia, Borsa Italiana, amministratori delegati di grandi banche e l’Aise, il ramo dei Servizi preposto alla “sicurezza esterna”.
Chi ama le teorie sui grandi complotti ha di che occuparsi: Questa volta più che mai le insidie maggiori arrivano proprio dall’estero. Certo, la Russia. Certo, i cinesi…
Stavolta – ecco la notizia – l’“appetito” arriva da vicino, da vicinissimo: dai cugini francesi. Già da diverse settimane negli ambienti finanziari si registrano movimenti di interesse provenienti d’Oltralpe su alcune banche italiane e su un gioiello come Generali. Sempre a Parigi porta un’altra pista: quella dei possibili acquirenti di Borsa Italiana, la società che controlla Piazza Affari. Dopo la fusione con la Borsa di Londra, dal 2007 Borsa Italiana è di proprietà del London Stock Exchange Group e già da tempo si vocifera di un take over di una struttura che è centro nevralgico di informazioni sulle imprese quotate e alla quale sarebbe interessata la società che gestisce la Bourse de Paris.
Quanto segue è ciò che troviamo sul quotidiano di Torino ‘La Stampa‘…
…Le insidie maggiori riguardano asset strategici come l’Eni e come alcune delle banche più solide, non soltanto la leader, Intesa San Paolo, ma quelle considerate più attaccabili, come Unicredit e Mediobanca.
Per questo da giorni a palazzo Chigi si sta lavorando ad estendere, attraverso il decreto legge in gestazione, il ‘golden power’, almeno provvisoriamente, alle attività economiche ritenute essenziali per l’emergenza coronavirus: banche, assicurazioni, infrastrutture sanitarie, agroalimentare. E in queste si sta valutando anche se alzare un altro muro, analogo a quello esistente negli Stati Uniti, che consentirebbe di intervenire, ex post, su operazioni non soggette ad obbligo di notifica (ad esempio quelle provenienti dall’interno dell’Ue) ma che potrebbero rivelarsi pericolose per la sicurezza nazionale.
Ma le ‘antenne’ dei Servizi e del Copasir si sono alzate per motivi di ordine geopolitico su un altro fenomeno: le campagne di disinformazione dispiegate sulla Rete, che nelle ultime settimane vedono un protagonismo senza precedenti da parte dei cinesi.
Secondo un’analisi del Cyber Policy Center del Freeman Spogli Institute for International Studies della Stanford University sono state fatte circolare informazioni indirizzate non soltanto a rimbalzare le critiche sulla “iniziale cattiva gestione dell’epidemia da parte della Cina”, ma anche a ‘deviare le colpe‘, per esempio verso altri stati ‘scomodi’, fra cui l’Italia.
Ecco perché il presidente del Copasir, il leghista Raffaele Volpi, avendo ‘registrato la presenza di una campagna’ italianista ha incaricato ufficialmente Enrico Borghi del Pd di operare una ‘ricognizione‘ sulla tema della ‘disinformazione online da parte di entità statali esterne’.
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Le gelosie nei confronti dell’Italia sono, del resto, prevedibili. Ne abbiamo già parlato… Nonostante i tanti ‘guai’ …sbandierati e cui si parla fin troppo, nonostante e i piagnistei di un governo italiano non certo brillante, né efficiente – che piange miseria e chiede denari anche ai poveri – la posizione dell’Italia equivale nell’imminente a quella che nel marketing si definisce un’azienda ‘stella‘…
Si ritiene che l’Italia possa presto iniziare a riscuotere la ‘rendita di posizione‘ che si prevede da tempo per la sua collocazione geopolitica nel cuore del Mediterraneo: l’antico ‘Mare Nostrum’ sul quale iniziano a fiorire commerci in crescita a livello esponenziale….. In un’area in cui essa – lo si voglia o meno – l’Italia è la maggiore potenza industriale e quella più ‘evoluta’, cioè che vanti un miglior tenore economico e culturale a livello sociale e civile.
L’Italia deve, quindi, aspettarsi anche il peggio dall’estero: rappresaglie provenienti sia dal continente europeo, sia dai protagonisti secolari dell’economia oceanica. Oggi penalizzata dall’impossibile utilizzo del canale di Panama per il gigantismo navale, a tutto favore di Suez, da qualche anno a doppia ‘corsia’. I trasporti per mare (base di quelli intermodali) sono la colonna portante di un futuro che è già iniziato.

Più che mai a Roma dovrebbe sedere un governo forte e competente, che dia forza agli ‘Esteri’, utilizzando anche un corpo diplomatico che non è ‘disprezzabile’. Dovrebbe essere in grado di affrontare dure trattative con lo spirito del ‘braccio di ferro’.
Se le maggiori insidie vengono da Francia e Germania, si conferma anche quanto infida sia l’UE che è anche quella dell’Olanda. Ma in tutta la Mitteleuropa l’invidia nei confronti dell’Italia è pronta a ‘scattare’. Ne ha, infatti, motivo…
Né può negarsi che da realtà misteriose – fino ad un certo punto, perché certamente malevole – come il Bilderberg non c’è da aspettarsi niente di buono.
Germano Scargiali







