Stop al plasma cura ‘troppo’ economica…

De Donno e Burioni, famosi come lo furono tanti anni fa Bruneri e Canella. Chi dei due dice il vero? Il Medico o …l’esperto? Il secondo si fa ‘paladino’ del vaccino nei talk show. E’ l’esperto di fiducia di Fabio Fazio…

Tutto èmonnezza’, ciò che conta, ciò che vale è …il vaccino antinfluenzale!

Il PD Marcucci, attraverso la sua società farmaceutica, vuole guadagnare con il sangue degli italiani? Buon pro gli faccia! Dietro chiglissasulla cura al plasma – o peggio – si nasconde un evidente conflitto di interessi… È quanto sostiene Giuseppe De Donno, il pioniere della tecnica ormai nota (ma, dicono i detrattori, era nota da prima) che ha ottenuto grandi risultati di guarigione dal coronavirus, senza possibili effetti collaterali né recrudescenze. Come? E’ ormai ben noto: con ‘il plasma dei guariti’. Né possibili speculazioni, né spese di rilievo. Niente soldi in movimento. Cui prodest, dunque? Ai cives? All’utenza? E chi se ne frega?

Giuseppe De Donno, il valido e coraggioso sperimentatore della cura col plasma iperimmune per combattere il coronavirus, esprime preoccupazione per la decisione di lavorare il plasma dei pazienti guariti a livello industriale.

Si vuole spianare la strada ai prodotti di sintesi, verso i quali peraltro io non sono contrario. Ma ciò non vuole dire demonizzare il plasma convalescente. Gli industriali cercano profitto. Noi no. Il problema è quando il profitto collude con la scienza o con la politica. Vuol dire che il sistema ha delle pecche …mostruose”.

Lo pneumologo solleva il conflitto di interessi anche all’interno del Pd. Il plasma dei donatori italiani guariti da Covid-19 finirà, infatti, alla multinazionale Kedrion, di proprietà della famiglia Marcucci (comunisti, ma moderni, ovviamente): Paolo è l’amministratore delegato, il fratello Andrea è capogruppo Pd al Senato.

“C’è – osserva il medico – un evidente conflitto d’ interessi”.

 “Se neutralizzato – spiega De Donno a proposito del plasma – può durare fino a sei mesi. Se non neutralizzato, molto di più. Il vantaggio (?) però del plasma convalescente è che costa molto meno, segue la antigenemia del virus. Pertanto (cosa non da poco, ndr) gli anticorpi sono più specifici. Il plasma inoltre contiene sostanze antinfiammatorie che sicuramente in futuro dimostreranno avere un peso notevole nel miglioramento clinico”.

 “Abbiamo visto – prosegue De Donno – che bassi livelli di testosterone correlano con la gravità di malattia. Questo dato, se confermato, potrà aprire nuovi e importanti scenari anche nell’ambito della terapia. Sul plasma abbiamo sottomesso i dati a Jama (Journal of American Medical Association, che è una rivista medica peer-review pubblicata 48 volte l’anno dall’American Medical Association, ndr). Siamo tutti ansiosi di sapere se verrà accettato”.

Ma De Donno ha un nemico giurato in Roberto Burioni che gli dà addirittura del ‘buffone’. E Burioni – mutuando Shakespeare – è …un uomo d’onore! O, per lo meno, …passa per tale.

Scaramacai

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