E’ querra fra la Confindustria di Carlo Bonomi e il governo Conte. E’ il minimo che possa ccadere, visto che gli industriali chiedono a mala pena – in conto degli ‘aiuti’ per la ripresa post covid – che lo Stato saldi loro i crediti pendenti. In altri termini, che paghi loro le forniture e i lavori esegutiti per suo conto. Ci sono fatture pendenti da più anni… E’ questo che il governo fa per aiutare chi produce valore aggiunto?
Al quarto giorno degli ‘Stati generali‘ non c’è solo sul piatto la dura analisi della Confindustria sulle politiche del governo, ma anche la voce delle altre associazioni imprenditoriali che puntano il dito contro l’esecutivo.
A tutti Giuseppe Conte promette attenzione, chiede suggerimenti per 187 progetti del piano di rilancio, che è stato appena presentato. Il premier assicura che verrà fatto un cronoprogramma per tutte le misure.
Ma i messaggi che gli vengono rivolti dalle aziende vanno dritto al sodo. Solo a quello: che cosa c’è di concreto?
Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha chiesto il pagamento immediato di 50 miliardi di debiti arretrati della P.A. e l’altrettanto immediato rispetto per la sentenza della magistratura che impone la restituzione di 3,4 miliardi di accise energia, impropriamente pagate dalle imprese e trattenute dallo Stato.
Bonomi ha, poi, attaccato il governo sulla cassa integrazione: “E’ stata anticipata in vasta misura – ha ricordato – dalle imprese e così sarà per ulteriori 4 settimane. Gravi ritardi segnalo anche per le procedure annunciate a sostegno liquidità. Le misure economiche italiane si sono rivelate più ‘problematiche’ di quelle europee…”
Inazione, farraginosità, scarsa visione dei reali problemi… Che cosa imputare ancora al governo in carica? In circostanze ‘normali’ la sfiducia sarebbe questione di ore. Ma l’Italia è l’ombra di una UE che in parlamento si è appena inginocchiata alla memoria di Floyd. Un buon modo, non c’è chedire, per mascherare l’oblio cui condanna i problemi del continente che ‘governa’. A ben vedere, l’UE partecipa alla campagna elettorale anti Trump. Un ‘buon modo’ per andare a cogliere un’ennesima sconfitta…
Germano Scargiali






