Due mondi e due modi diversi di fare cinema si confrontano sul grande schermo del Palazzo dei Congressi taorminese…
Inizia l’Argentina alle 19,15 con The Lunchroom (Planta permanente) secondo lungometraggio di Ezechiel Radusky, che nel 2013, con The owners, fu premiato come miglior regista esordiente. Due amiche, Lila e Marcela, lavorano da anni nel settore pulizie del Dipartimento Opere Pubbliche di una grande città. Ma è Lila la più sincera e generosa, sempre pronta ad aiutare chiunque sia in difficoltà. Ed è davvero un brutto momento. Il palazzo, sede dell’ufficio statale, è antico e fatiscente, molti locali sono in pessime condizioni, e necessitano di notevoli spese. Non tutti i contratti saranno rinnovati. E viene a galla anche un loro segreto.

All’insaputa della direttrice hanno creato una mensa clandestina, alla buona, in un locale dimenticato. Ma il loro sogno è creare e gestire una vera e propria mensa aziendale. La direttrice sembra assecondarle, ma in realtà ha ben altre intenzioni. Pagheranno a caro prezzo ingenuità e faciloneria.
Ben strutturato e ben diretto, il film parla di precarietà in tempi di crisi e deve qualcosa al cinema Ken Loach. Il tono tuttavia è più leggero e attinge alla felice tradizione del cinema argentino. Un titolo per tutti, Criminali come noi, del 2019, protagonista il mitico Ricardo Darìn. The Lunchroom infatti è una commedia agrodolce, fra l’ironico e il grottesco, storia di donne incaute e sprovvedute che ci provano a cambiare vita. I mariti, compagni o presunti amici, stanno invece a guardare, e non ci fanno una bella figura. Straordinarie le tre protagoniste: Liliana Juarez è una Lila di disarmante umanità, Rosario Blèfari è Marcela, l’amica profittatrice, Veronica Perrotta è la direttrice malefica e vendicativa.
Non sfigura di certo il film francese, sempre in concorso, delle 21,30. E’ Les Parfumes, secondo lungometraggio di Grégory Magne, che ci porta in un mondo assai poco conosciuto, quello dei “nasi”, persone dotate di un olfatto straordinario che sfruttano in numerosi campi, primo fra tutti, quello dei profumi.

Ed è lì che ha lavorato con successo Anne Walberg, fino a quando, un brutto giorno, qualcosa è andato storto. Ed ora deve accontentarsi di “lavoretti” che non la soddisfano, utili solo per sopravvivere, in attesa di guarire del tutto da quell’anosmia che ne ha compromesso gli straordinari poteri. Intanto rifiuta ogni rapporto sociale, chiusa in se stessa e nel proprio egocentrismo. Ma un giorno ingaggia un autista altrettanto sfigato che la porta in giro sulla sua lussuosa berlina. E’ Guillaume, padre separato di Lea, deliziosa decenne, che aspira ad un affido congiunto. A sorpresa, fra i due scatta una scintilla di empatia, l’autista è l’unico che sappia come prenderla.
Originale, affascinante e dotato di quell’esprit de finesse che distingue le migliori commedie francesi, Les parfumes è un film godibilissimo, che ci porta in un mondo sconosciuto, di cui apprendiamo i minimi dettagli. Pienamente all’altezza del compito, i protagonisti Emmanuelle Devos e Grégory Montel, con Sergi López in un ruolo minore.
Eliana L. Napoli








