Un processo per reati commessi nel corso di decisioni politiche? Legalmente incredibile… Per trovare un precedente giuridico occorre tornare al processo di Norimberga quando i capi nazisti, sconfitti dalla guerra, furono ritenuti dei criminali per le decisioni prese contro ebrei, massoni e nomadi nei campi di concentramento. E così fu per molti ufficiliche li avevano eseguite.
Adesso è il leader politico Matteo Salvini che – a quanto pare – andrà a processo, ma stavolta in Italia, per sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio. Un inedito, dunque… Poco conta il seguito di cui gode Salvini presso l’elettorato… Il Senato ha votato a favore dell’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno per il caso Open Arms.
È stata, dunque, bocciata (149 No, 141 Sì e 1 astenuto) la relazione della Giunta per le immunità che chiedeva di non autorizzare quest’originale processo contro l’attuale capo della Lega….
Eppure, a maggio aveva votato no, la stessa giunta, davanti alla richiesta del Tribunale dei ministri di Palermo e ciò grazie all’astensione dei senatori di Italia Viva.
“Contro di me – ha contrattaccato subito Salvini – festeggiano i Palamara, i vigliacchi, gli scafisti e chi ha preferito la poltrona alla dignità. Sono orgoglioso di aver difeso l’Italia: lo rifarei e lo rifarò. Vado avanti, a testa alta e con la coscienza pulita!”
E’ stata Italia Viva risultare determinantecon il suo voto. Il partito di Matteo Renzi ha dato,infatti, l’ok all’autorizzazione a procedere con una decisione che rasenta l’azzardo e che potrebbe costare cara a chi è stato il più capo del governo della Repubblica italiana…
Il voto dei senatori di Italia Viva è stato in bilico fino al dibattito. Infine, a sciogliere i dubbi è stato Renzi stesso con un suo intervento: “Noi dobbiamo – ha affermato – dobbiamo rispondere alla domanda non se Salvini ha commesso reati o no, o se fosse accompagnato da altri membri del governo. Dev’essere la magistratura a pronunziarsi… Ma se ricorresse l’interesse pubblico. Ebbene l’interesse pubblico non c’è nel tenere un barcone lontano dalle coste…”
Resta, infine, da raccontare il ‘pasticciaccio’ dell’errore procedurale… Il 25 maggio, la senatrice del Carroccio Giulia Bongiorno avanzò la richiesta ufficiale della difesa del senatore Salvini nell’ambito del caso Gregoretti.
Ne seguono sessantanove giorni di silenzio, senza che da Palazzo Chigi arrivasse alcuna risposta. Il motivo di questo silenzio? Presto detto: gli uffici del Presidente del Consiglio avevano spedito il materiale a un indirizzo mail errato – perché non riferibile allo studio dell’avvocato Giulia Bongiorno – e quindi niente è stato ricevuto prima di oggi, che è il 3 di agosto.
Il ‘buco’ di 70 giorni è imbarazzante per Palazzo Chigi che, anziché inviare una comunicazione ufficiale all’indirizzo Pec dello studio dell’avvocato Bongiorno, ha pensato di rispondere all’indirizzo della segretaria dello studio stesso. Sbagliando anche questo secondo indirizzo. In questo modo, anziché servirsi della pec consigliata per questo tipo di comunicazioni, è stata inviata una mail a un indirizzo generico ‘errato’ con tutta la documentazione relativa a un processo contro un ex ministro, un personaggio non certo da nulla….
Le comunicazioni ufficiali su questioni come questa – peraltro delicatissima – andrebbero indirizzate alla mail dello studio. Ma non è stato così: gli uffici di Palazzo Chigi hanno preferito – chi sa come e perché – rispondere all’indirizzo di segreteria, sbagliando ancora…
Ma Salvini rientra, ormai, fra gli italiani ‘pluri processati’. Lo ha sottolineato anche Silvio Berlusconi: “proprio come hanno fatto a me”, le sue parole. Di certo un precedente non da poco, quello dell’ex Cavaliere…
Di fatto personaggi come Berlusconi e Salvini si trovano contro, oltre agli avversari politici veri e propri, quella generica (e generale) avversione e per i decisionisti che caratterizza l’Italia tempo, in cui ‘non comanda nessuno’. Oppure comanda chi non si vede…
Il giovane capo politico più odiato e amato d’Italia, nei prossimi mesi, dovrà difendersi – infatti – in due diversi procedimenti: in entrambi è accusato di sequestro di persona, per aver tardato lo sbarco dei migranti a bordo dell’imbarcazione della Guardia Costiera Italiana (Gregoretti) e della nave della Ong spagnola (Open Arms). Il primo appuntamento è fissato a inizio ottobre, il 3: in quel giorno di inizio autunno è stata fissata l’udienza preliminare del processo Gregoretti.
Pare che siano ben duecento gli avvocati che da tutta la Penisola hanno scritto a Salvini pronti a difenederlo in aula. Di certo è il processo – se si instaura – ad essere sbagliato. Ma l’Italia è lo stato che impone l’Imu, pur essendo contro l’art. 1 della Costituzione che limita le imposte al reddito. Più avanti la Costituzione specifica le eparticolari circostnze (grandi calamità pubbliche) in cui è possibile richiedere un’imposta ‘una tantum’ sul patrimonio. Ma, tant’è…
Siamo in effetti ‘ai minimi termini’. Ma, date le ultime notizie sulla magistratura in Italia, c’è da chiedersi, di fronte al confronto fra i due Mattei (Salvini e Renzi), che cosa ne pensi segretamente un terzo Matteo: Messina Denaro. Chi sa se il pensiero dell’eterna Primula Rossa possa pesare su un argomento del genere. Al punto in cui siamo, tutto è possibile…
Scaramacai







