Un evento che ha certamente del particolare ha accompagnato la discussa trasformazione della famosa Chiesa di Santa Sofia (comunque sconsacrata da tempo e divenuta museo) in una grande moschea, convertendo un ex simbolo della Chiesa Ortodossa in un luogo di culto della religione islamica. Il Muezzin del nuovo tempio musulmano, Osman Aslan, è morto improvvisamente a causa di un infarto, domenica 2 agosto 2020. Con un atteggiamento da fondamentalista non sarebbe difficile ipotizzare che si tratti di un segno del Cielo.
Il muezzin è deceduto dopo pochi giorni che la ex basilica di santa Sofia è stata convertita in moschea e che una preghiera musulmana vi si è tenuta per la prima volta. In quell’occasione, Osman Aslan aveva invitato i fedeli musulmani alla preghiera, richiamandoli dai minareti del tempio stesso.
Osman Aslan era entrato nella moschea come responsabile “volontario” delle misure di sicurezza anti-Covid. Il decesso è stato tenuto nascosto per giorni. Egli sarebbe morto in seguito ad un attacco cardiaco. Cordoglio è stato espresso dal governatorato di Istanbul, che invoca la “misericordia di Dio”.
Il muezzin Osman Aslan è morto all’improvviso mentre si trovava all’interno del grande edificio. Secondo quanto riferisce in una nota il governatorato della città di Istanbul, dietro al decesso vi sarebbe un attacco cardiaco che gli è risultato fatale.
L’atmosfera nei confronti della cristianità era già molto tesa…
In occasione del primo venerdì di preghiera a Santa Sofia, ora diventata moschea, a far scalpore era stato una ‘performance’ dell’imam Ali Erbas ( che è anche ministro degli Affari religiosi in Turchia): l’imam ha salito le scale del pulpito con una spada ottomana in mano. Un gesto che nel mondo cristiano è stato certamente giudicato come ‘di sfida’…
L’imam ha spiegato alla stampa che trattasi di “una tradizione nelle moschee che sono il simbolo della conquista e Hagia Sophia (Santa Sofia, ndr) è un simbolo di conquista”. Il che non getta, peraltro, acqua sul fuoco: è stata un’azione altamente simbolica in perfetta linea con l’aspirazione neo-ottomana di Recep Tayyip Erdogan, il premier turco che ha preso la discussa decisione di convertire Santa Sofia in moschea.
Non tutto il mondo musulmano condivide scelte così radicali e predica – assieme a Papa Francesco, che non esce certo bene da tutto questo evento – il dialogo e addirittura forme di collaborazione… È stata netta ed è stata resa nota la posizione di Yahya Pallavicini, l‘imam di Milano, presidente della Coreis (Comunità religiosa islamica in Italia), sulla scelta del governo turco di riconvertire Santa Sofia in moschea. Una posizione che Pallavicini sa non essere in linea con buona parte del suo ambiente: Tutta, a quanto pare, sarebbe sarebbe suffragata anche da …fatti storici e riferimenti coranici.
“Sarebbe dovuta rimanere una chiesa. Punto. …Da secoli – ha affermato Yahya – sono state fatte scelte politiche e culturali con cui non mi trovo d’accordo…”








