Cordoglio ‘di Stato’ per Attanasio e Iacovacci ma la Farnesina non esiste

Attanasio, Iacovacci, Di Maio: uno solo dei tre italiani è ancora vivo. Gli altri due sono morti senza colpa né motivo, assolvendo a doveri ‘di rito’, compiti di servizio, per i quali non avrebbero dovuto rischiare nulla..
AntonioMartino, politico prima DC e poi F.I. è stato unaparentesi:unveroministrodegliesteri come lo fuanche Giulio Andreotti.
Antonio Martino, politico prima DC e poi F.I. è stato una parentesi: un vero ministro degli esteri come lo fu pure Giulio Andreotti. Prima della guerra brillò la figura di Dino Grandi, uomo di notvole caratura: fu lui che mise ai voti la deposizione di Mussolini davanti al Gran Consiglio che con voto democratico lo dichiarò decaduto da Capo del governo. Nel momento drammatico della sconfitta il fascismo salvò almeno l’onore, dimostrando una propria consistenza costituzionale.

Quando l’amministrazione Obama subì l’affronto e il dramma dell’uccisione del console americano a Bengasi, in Libia – era  l’11 settembre 2012 – emerse subito la responsabilità oggettiva – pertanto la colpa – del ministro degli Esteri degli Stati Uniti Hillary Clinton, la quale – occorrericordarlo – ammise: “Sono io la responsabile di tutto ciò che accade ai 60.000 diplomatici americani sparsi in 516 posti diversi del mondo”.

L’attuale ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio, invece, non sarebbe responsabile di altro che del suo stupore per la notizia della tragedia che è piombata non soltanto a Roma, ma a Ginevra dove risiedono gli uffici delle Nazioni Unite e a Bruxelles. Si è così saputo che il più giovane ambasciatore italiano, Luca Attanasio di 43 anni, andava in giro con un convoglio dell’Onu nella zona del nord est del Congo infestata da bande armate (la stessa in cui i Rangers inviati dal governo belga hanno perso in cinque anni 200 dei 700 loro effettivi decimati dall’Esercito di liberazione del Rwanda che imperversa con violenze saccheggi e stupri) senza avere l’autorizzazione della Farnesina a Roma. Questo non sarebbe stato possibile. Nonsarebbe dovutoiavvenire.
Anche l’ONU (se ne parla poco) ha un corpo diplomaticio: la verità nuda e cruda è che ‘una montagne di denaro pubblico’ vienea ssolutamente sprecata da un inutile grandc carrozzone e dalle sue affiliate (OMS): quel carrozzone si cchiama ONU. Un assoluto fallimento, un ‘deposito’ di ex politici decotti e raccomandati nullafacenti… 
Attanasio, un ambasciatore conil ruoloe il trasporto di unTarzan...
Luca Attanasio, un ambasciatore con il ruolo e il trasporto di un Tarzan… Il corpo diplomatico italiano, per unostiorico contrasto con il minitero, ha una grande tradizione. Gli ambasciatori italiani brillano per capacità, tratto, eleganza… In poche occasioni, nel dopoguerra, hanno avuto alle spalle un vero ministero degli esteri (che svolgesse un autentico ruolo politico, in corpore vili). Fra i validi ministri egli esteri si ricordano Dino Grandi (colui che propose e determinò la destituzione politica di Mussolini), Antonio Martino e Giulio Andreotti. Con il primo governo Craxi, Andreotti favorì il dialogo Usa – Urss. Merito riconosciutogli a livello internazionale. L’Italia ebbe una notevole prsenza internazinale negli ann di Berlusconi, interrotta dalla violenta fine di Gheddafi, in Libia dove si stavano giocando le carte decisive di un ingresso nel vivo della politica per una fattiva poresenza in Africa. E’ questo il ‘tasto’più caldoinassoluto.

Occorre sapere che i movimenti del nostro personale diplomatico nel mondo, specialmente nelle zone comunque a rischio, sono regolati da protocolli e coordinati dal ministero che concede o nega le autorizzazioni, con il compito di monitorare e proteggere tutte le situazioni a rischio.

Si sa che l’ambasciatore Attanasio viaggiava senza scorta, che gli era stata “negata” all’ultimo momento dal governo di Kinshasa così come era avvenutoper per l’auto blindata, che aveva richiesto e che gli era stata promessa “fra qualche giorno”. Oggi si viene a sapere che le forze governative sarebbero intervenute dopo l’attacco al convoglio dell’Onu – di cui facevano parte Attanasio e il povero carabiniere Vittorio Iacovacci – ingaggiando un conflitto a fuoco.
Lo scopo dell’attacco armato sembra fosse quello di catturare – comunque – ostaggi delle Nazioni unite, ma questi dettagli saranno chiariti nelle inchieste sul terreno congolese.
Forse, diciamo forse, occorre chiedere solo come siano andate le cose alla Farnesina, responsabile di tutto ciò che accade alle ambasciate e ai diplomatici di ogni rango, insieme agli uomini dei servizi segreti nelle ambasciate.
E gli adetti commerciali e culturali? Spesso – pur ben stipendiati dalla ‘Madre Patria’ – non fanno assolutamente nulla
(Testo da varie fonti impaginato ed elaborato in redazione)
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