Eliana L. Napoli intervista Davide Vigore
Classe 1989, nato ad Enna, Davide Vigore è uno dei più brillanti e talentuosi giovani cineasti usciti dal vivaio del Centro Sperimentale di Cinematografia – Sezione di Palermo, città dove torna sempre volentieri, che ha lasciato, conseguito il diploma nel 2014, per trasferirsi a Roma. E lì gira nel 2015 “La compagna solitudine”, un esordio promettente.
Ma il salto di qualità arriva l’anno dopo, quando, a Venezia 73, “La viaggiatrice” è uno dei sedici film brevi, scelti su 800, per partecipare al concorso della neonata sezione MigrArti, dedicata al tema della migrazione. Un piccolo gioiello di soli 15 minuti (tanti ne concedeva il regolamento)

Mentre a Venezia 76, nel 2019, porta “La bellezza imperfetta” in concorso nella sezione “I love GAI (Giovani Autori Italiani)”, presentato poi in anteprima al Rouge et Noir di Palermo e in un cinema catanese. Sullo sfondo di una Palermo quasi sempre notturna, magistralmente fotografata da Daniele Ciprì, la storia che racconta è intrigante, quasi un noir che alterna il realismo al fantastico e all’onirico.
Un magnifico Melino Imparato è Girolamo Scimone, uno che si mantiene sfruttando la prostituzione e poi perde alle corse di cavalli, cuore arido che ha conosciuto a 18 anni, “l’imprevisto” meraviglioso dell’amore. E lo rivive, per un momento, perdendosi negli occhi tristi e innocenti di Victoria (la splendida Victoria Pisotska) ucraina giunta in Italia con l’inganno. E’ un amore salvifico, che lo riscatta e giunge fino al sacrificio. Gli rivolgiamo alcune domande.
I tuoi due film più recenti sono accompagnati da altrettanti libri omonimi.
“Non è – dice lui – come si potrebbe pensare la classica sceneggiatura. La trama del film vi è narrata in maniera discorsiva, a mo’di romanzo, e c’è dentro anche il link che consente di vederlo, e tante foto inedite del backstage”.
Altra curiosità quella del titolo…
“Perchè – chiediamo – La bellezza imperfetta? Suona quasi come un ossimoro…”
“L’imperfezione – risponde – è proprio quella che la rende unica. Pensiamo a Palermo, che nel film è protagonista. Splendore e miseria. I suoi contrasti, le sue imperfezioni, sono parte del suo fascino”.
“La tua produzione cinematografica al momento si ferma qui. C’è la pandemia con i divieti ed i lockdown. Per il mondo dello spettacolo è una completa debacle. Cinema, teatro e musica, si vedono solo in streaming, il futuro è incerto e nebuloso. Ma forse, come si dice, non tutti i mali vengono per nuocere…”
“A volte l’ozio e la noia stimolano la creatività. Ed ecco la mia idea vincente. Si chiama You Movie – Streaming Platform (www. youmovie.it – ndr), un social di tipo nuovo, una piattaforma per chi ama il mondo dello spettacolo, che stimola il confronto e lo scambio di idee. Un modo diverso, per autori, attori, registi e gente di spettacolo, per attrarre l’attenzione e trovare lavoro. Un libero mercato, in altri termini, che diverrà prezioso quando la pandemia sarà un brutto ricordo”.
Come ci si iscrive?
“Iscriversi al momento è gratuito e ci sono dentro tanti buoni film, passati al vaglio di un comitato di esperti, fra cui nomi noti come Roberto Andò, Donatella Finocchiaro, Daniele Ciprì, Nello Correale, garanti della qualità. Il battesimo del web risale a qualche giorno fa. Ci credereste? Centinaia di adesioni nelle prime 24 ore”.

Hai qualche progetto per il futuro?
“Sto scrivendo ‘ ‘, un libro che racconta la storia di Totò Schillaci, calciatore palermitano che salì alla ribalta nel campionato mondiale del 1990. Uscirà a luglio per i tipi di Utterson”.
Il calcio è lo sport nazionale. Ho sentito che vuoi ricavarne un altro film?
“Sarà il mio primo lungometraggio”.
Sarebbe bello vederlo anche su grande schermo.
“Puntiamo sulla vaccinazione. E’ l’unico mezzo per sconfiggere il virus e tornare a una vita normale”.
Eliana L. Napoli








