E se i no vax avessero ragione?

Un affare senza precedenti: vaccinare tutto il mondo. Valanghe di milioni in movimento. Ma solo in una direzione. E la prova generale di una finalità malsana: da una parte una massa di eterni debitori, dall’altra una élite di pochi creditori. In un modo o nell’altro i vaccini li paga il povero e li vende il ricco.

Una cosa è certa nella tormentata vicenda del Covid: sin dall’inizio il programma visibile era quello di ‘vaccinare tutto il mondo‘. Il linguaggio mediatico è sempre stato smaccatamente tendenzioso e allarmistico: di certo ha fatto – da solo – più danni della malattia. E peggio di questa hanno fatto anche i provvedimenti governativi, non solo in Italia.  Non sfuggirà che, a 18 euro per ciascun vaccino si tratti dell’affare più grosso d’ogni tempo, perché senz’altro è quello del terzo millennio, che fa numeri grandi, una volta irraggiungibili, per molti motivi.

Si pensi che, per sostenere lo studio del nuovo vaccino ‘tutto italiano’ (ma ci collabora anche l’estero), il governo Draghi ha stanziato 84 milioni di euro. All’anima dei ristori ai ristoratori! E il relativo indotto? Chi sta individuando quanto indotto muovevano ristoranti, pub e tavole calde? Per non parlare di altre categorie… Immagino sappiate che cosa possa significare per politici e amministratori, commissionare merce, assumere personale, per portare a termine operazioni del genere. Ciò in termini di interesse privato. Diciamo che la tentazione è forte.  Diciamo che da sempre l’amministrazione pubblica cerca pretesti per ‘stanziare soldi’ per spese eccezionali, per le emergenze, per motivi insoliti di cui – in un modo o nell’altro – si perderà la memoria. Si pensi alla cura del clima ed alla green economy: non esistono provvedimenti più indeterminati ed evanescenti. Sono una pacchia per chi amministra.

Serve un must: ‘vacciniamo tutti, vaccinare occorre, vaccinare è l’unica strada, la sola via di salvezza’. I numeri si fanno enormi… Vacciniamo tuitti, anche i bimbi – che non si era detto – e vovaccineremo anche negli anni a venire! EVVIVA!

E’ evidentissimo che vaccinare contina ad essere il vero fine, ma vaccinare diviene sacro. E guai a parlarne male. Per cui noi ‘no vax‘ stiamo commettendo un reato o quasi a sostenere la nostra oppinione. E dire che non è solo un’opinione. Perchè due dei medici che hanno in cura me che scrivo – generico ed uno specialista – mi hanno detto testualmente: non ti vaccinare per nessun motivo. Beccati l’influenza e ti curo io. Mi assumo la responsabilità…

Non mancano del resto le tante testimonianze di medici ch hanno curato il Covid in casa ai loro pazienti con successo, con metodi tradizionale e senza plateali riultati nefasti. Quelli che – invec – risultano, comunque la si racconti, dalle pratiche imposte dagli ospedali e dalla somministrazione di vaccini.

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Un po’ di storia da ‘una che la racconta giusta’: la dottoressa Maria Grazia Dondini

La dottoressa M.Grazia Dondini – medicina generale a Monterenzio – ha appena dichiarato pubblicamente a ‘Un giorno spciale’: “le regole del ministero sono sbagliate. Ho curato il Civid senza seguirle. Non ho avuto un solo paziente in terapia intensiva”. La Dondini ha anche spiegato che lo Stato ha affrontato il Covid il ‘famoso 2 febbraio‘ con visibile ritardo e che fino al momento in cui non se n’era intressato, i medici generici avevano curato la malattia senza che assumesse le configurazione della perniciosa epidemia e pandemia poi conclamata. I medici generici avevano notato la presenza di una febbre con complicanze polmonari. Da quel 2 febbraio prevalse l’obbligo dell’isolmento del malato: il medico non poteva entrare neppure lui nella casa del malato senza la mascherina FFP2 che però arrivarono solo il 30 marzo. Il medico non potenva neppure inviare il malato a fare una lastra per una conferma diagnostica di una polmonite alveolare. Il malato peggiorava e giungeva in ospdale già in gravissime condizioni.

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Noi aggiungiamo che non deve stupire che anche all’estero le cose siano andate in un certo modo, siano state drammatizzate, sia stato seminato il panico – anche crendo il termine pandemia – e via dicendo. Perché noi stiamo sostenendo che tutto siaastao programmato per creare il business dei vaccini. E ci sembra evidentssimo, sia dalla realtà dei fatti, sia dal linguaggio fasullo usato dalla main stream regolarmente pilotata da colossi come Pfizer, Johnson&Johnson e simili.

Ma un’altra cosa è certa. Parlare di vaccinazione di fronte all’influenza è sempre stato …un discorso col punto interrogativo. E i miei medici non mi hanno fatto mai vaccinare. Perché sappiamo da sempre che: quando il vaccino arriva il virus è già un altro. Questa volta no, tutto cambiato! Il governo italiano si vanta di vaccinare entro il settembre 2021 l’intera popolazione dello stivale dell isole contro la ‘grave influenza’ del 2019!

Stiamo commettendo un reato io che scrivo e i medici che prescrivono quanto detto? , perché così sembra. La coesa al vaccino cancella anche il diritto di opinione. E’ èericoloso: l’opinione diversa è antisociale. Siamo alle solite!

Ma se la nostra è un’opinion e lo accettiamo pòerassuro, quella contraria che certezzaè? 

Non sanno se i vaccinati potranno camminare senza mascherine e magari una targa al petto per evitare che ‘i soliti deficienti’ cambino marciapiede per strada. Non sanno se potranno avere anche loro ‘ricadute‘. Ma è certo che le avranno: come hanno preso l’influenza del 2019, potramnno prendere quella in arrivo a settembre del 2021.

Quella del 2020 non si sa che fine abbia fatto perhé del Covid19 hanno fatto la peste del secolo. Per cui ogni nuova influenza è …una variante del Covid.19. MMMahh!

Infatti la mattana è che le seguenti influenze possano essere virulente ed acute come il Covid-19. Sempre perché questo è stato ‘spacciato‘ per un sorta di …malattia a sé. L’influenza che seguì prima la Spagnola, poi l’Asiatica e la Sars fu normali influenza: non apprese ‘quell’arte ‘ (per dirla con Dante) caratteristica della grave influenza precedente. Invece, l’informazione e alcuni fra gli stessi medici parlano delle nuove iflunze come ‘varianti del Covid-19‘. Ma siamo scemi?

La finzione becera e la falsità sono evidenti. Ed è triste e pericoloso, perché in termini di malafede o assoluta ignoranza parlano persone di governo e persino della classe medica. Hanno messo in testa – ad esempio – alla gente che il virus pèossa trovarsi ‘nell’aria’. Ci credoano persino i farmacisti. 

Il virus, però, non ha vita propria, è come se non esistesse. Esiste come parassita solo all’interno di una cellula animale. Per tenere in vita una cellula fuori dal corpo bisogna farlo in laboratorio, disponendo di una provetta e  di liquido organico ideale (plasm). Non si nega che in un grumo di catarro possa conservarsi per ore.  è da Ma su una suprficie asciutta è da escludere che si conservi. Nell’aria non resiste che frazioni di secondo. Se non nell’ambito di uno starnuto o di un colpo di tyosse. In questo caso rtessit ‘pochio secondi. 

E non ci sono dubbi.

Conclusione: la sola precauzione ‘seria’ è di mantenere le distanze da chi tossisce o starnuta. Giusto non darsi la mano e curare l’igiene in questo modo: tornando a casa, lavar bene le mani col sspone e acqua abbondante,spazzolare le unghia e,volendo, lavarsi le labbra da eventuali polveri depositate da poco (pochissimo).

Sanificare gli ambienti chiusi da settimane o mesi come si è fatto è da perfetti ignoranti. Ed evidentemente tale è chi ci governa.

Qualche virologo più onesto e più cosciente ha chiarito solo da poco che ‘il virus nell’aria non è presnte neppure nei luoghi chiuisi‘. E ci voleva tanto. Ma figuriamoci all’aperto! 

Gesse

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Forse è meglio che chiarisco ancora: io non mi vaccino per molti motivi. Ma neppure la prendo in considerazione… Credo che sia una ennesima manifestazione del salutismo deificato di oggi. Credo di sapermi guardare da solo dal contaggio e senza mascherina. Vaccinarmi e portare la mascherina non sono una variante alla mia vita ch monotoina non è. Per l’opinione generale ne ho fatte di tutti i colori, se mi è piaciuto, tranne quelle che personalmente ritrenevo giusto non fare. …E un tampone obbligatorio mi ha dato appena ragione.

Ma soprattutto non cedo ai ricatti di un governo – nazionale e ultranazionale – che mette le regole sotto i piedi a discapito dei cittadini e poi pretende il ‘rispetto delle regole’ che impone. Alle regole di governi così immorali obedisco solo quando le codivido. Trasgredire o disapplicare una regola ingiusta significa contribuire a far sì che il legislatore la modifichi. Il più ignorante degli italiani sa solo che …la legge non ammette ignoranza. Ma la legge – quando è buona – è lo specchio della volontà del cittadino, non deve convincerlo di ‘altro’ che non sia la sua opinione. Nei luoghi adatti si studierà come prediligere l’opinione della maggioranza. Non siamo di fronte ad una realtà di cemento armato e vi sono persino casi in cui la mancata conoscenza di una norma è -conqunque – quanto meno un’attenuante. 

Non facciamo degli italiani – popolo di poeti – un popolo di bacchettoni come pare stia avvenendo.

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