
Serata di gala ieri al Teatro Antico, per l’apertura ufficiale del 67° TaoFilmFestival. Sul palcoscenico è salita per prima la presentatrice Anna Ferzetti che ha poi chiamato il team di esperti che quest’anno, per la prima volta, compone la direzione artistica. Francesco Alò, Alessandra De Luca e Federico Pontiggia si sono dichiarati soddisfatti del lavoro svolto e sperano che il pubblico comprenda ed approvi.
Intanto hanno ricevuto le lodi del sindaco Bolognari che ha salutato, ha plaudito al ritorno del TaoFilm Festival in presenza, ed ha apprezzato la competenza e la passione con cui i tre hanno svolto fin qui il loro lavoro. A seguire la cerimonia di consegna del Premio intitolato a Nino Manfredi di cui quest’anno si celebra il centenario dalla nascita. La scelta è caduta su Massimo Ghini, considerato in qualche modo erede della sua comicità, che è salito sul palco assieme al figlio Luca Manfredi, in rappresentanza della famiglia. Regista e sceneggiatore, quest’anno Luca ha scritto un libro che ripercorre la vita ed il percorso artistico del grande padre, di cui entrambi hanno ricordato la serietà e lo studio accurato con cui preparava i suoi personaggi. E’ salita sul palco per consegnare il premio, anche Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici che annualmente collabora con la famiglia alla sua assegnazione.
Poi a sorpresa una valanga di attori ed attrici -10 o 11! – hanno invaso il palcoscenico, mentre sul grande schermo compariva Neri Marcorè, l’unico attore del film Boys che non ha potuto essere presente. C’era anche il regista Davide Ferrario e c’era l’autore delle musiche Mauro Pagani, che si è esibito con l’armonica bocca. Va detto che quest’anno, oltre ai film, sul grande schermo si proiettano un bel po’ di clip pubblicitarie (mentre è scomparsa la lunga e straordinaria sigla che riassumeva la storia pluriennale di uno dei festival fra i più antichi del mondo).
E si conclude con la proiezione del film. La storia è quella di quattro amici che negli anni ’70 formavano un gruppo musicale di successo che poi si è sciolto lasciando ciascuno alla propria vita privata e al proprio mestiere. Ora però c’è un giornalista che crede nel loro ritorno sul palcoscenico ed è sicuro che anche i giovani apprezzeranno la loro musica e il loro look “vintage”. Ma non è facile ricostruire il passato. Difficile, tra l’altro, rintracciare la vocalist che molto contribuiva al loro successo.
Da questa storia improbabile, che stenta a partire e si riprende nella seconda parte, Davide Ferrario – regista, sceneggiatore, scrittore, tra i suoi film La strada di Levi e La zuppa del demonio – ha ricavato una sorta di“operazione nostalgia” che suscita qua e là qualche sorriso. Una rievocazione che però rimane in superficie, e scorre via leggera senza lasciare traccia. Fra gli interpreti spicca Marcorè, che ha il ruolo più significativo. Riconosciamo anche Giovanni, il piccoletto del trio “Aldo, Giovanni e Giacomo”. Impossibile nominarli tutti. Tra le donne Giorgia Wurth, Linda Messerlinger e Isabel Russinova.
Ma qualcosa di buono si è visto anche nel corso della giornata. Molto apprezzato alle 16, il bel documentario Space Beyond (Italia 2020), del messinese Francesco Cannavà, alla prima proiezione pubblica e al primo festival. Trattasi del documentario ufficiale, sulla missione Beyond organizzata dalle tre più importanti agenzie spaziali (NASA America, ESA Europa, Roscosmos Russia) e racconta la permanenza dell’astronauta siciliano Luca Parmitano a bordo della stazione spaziale nel corso della “Expeditio60/61”. Il lavoro contiene le immagini straordinarie della Terra girate da lui con l’aiuto di Cannavà, e ci fa conoscere la quotidianità della sua vita nello spazio, coi suoi pensieri, i dubbi e le riflessioni.
E alle 17, al Palazzo dei Congressi, inaugurazione della mostra fotografica “Cinema e Legalità”, e a seguire la presentazione del libro “Sciascia e il cinema”. Il tutto a cura di Vincenzo Aronica e Fabrizio Catalano.
Eliana L. Napoli
(Nostro servizio particolare)
Nota
Il bacio fra B. Lancaster e D. Kerr risale al 1953: il film è Da qui all’eternità.
Esiste una classifica dei ‘Top ten’ stilata da un istituto statistico britannico che pubblichiamo di seguito. La ritenimo interessante. Fra i più recenti il bacio fra Di Caprio e la Winslet in Titanic… Ma si ricordano U. Bogart e I. Bergman in Casablanca, Raff Vallone e Silvana Mngano in Riso amaro, H. Hepburn e G. Peppard in Colazione da Tiffany, R. Gere e Julia Roberts in Pretty woman o i baci – pur da coniugati – fra Tom Cruise e Nikole Kidman, vedi Cuori ribelli. Spesso il bacio è ‘sospirato’ lungo tutto il film: si dice che il primo posto spetti fino ad oggi all’intenso contatto di labbra fra Reth (C. Gable) e Rossella (V. Leih) in Via col vento. Infine, un bacio famosissimo è il bacio allo spaghetto o al pomodoro fra Lilly e il Vagabondo. Un cartoon crea un attimo sexy, un flash amoroso come pochi…








