‘Grande Monica Cirinnà‘ che nel parlare a Radio1 pochi minmuti fa cade in un errore di grammatica penoso. Non si può ‘per errore’ cadere nella frase: “nel scegliere una scuola…” Bisogna essere ignoranti.
La domanda che ci si pone non è come scegliere una sucola, ma un’altra: “Come si fa in Italia a diventare senatrice essendo così ignorante?”

C’è stato chi ha osservato nello stesso dibattito come la legge Zan sia una legge chiaramente ‘ideologica’. Ebbene, il cittadino che giudica ‘ideologia’ la religione, ha ottenuto la possibilità di esentare i figli dal relativo studio. Mentre il decretto Zan importrebbe ‘a tutti i bambini‘ di imparare che possono essere stati definiti maschi alla nascita, ma essere femmine o vicevesa.
Ma i frizzi e i lazzi contro gli omosessuali sono tali da oppprimerli? Ma lo sono mai verament stati? Chi scrive icorda da giovanissimo e da giovane, tavoli in tyratoria o al ristorante (ricordo anche alla ZZì Teresa di Napoli) occupati da amici omosessuali o addrittuta da travestisti. Più di ‘un sorisino fra noi’ non ci scappava. Oggi la tolleranza è cresciuta. Come è cresciuta – in forma ‘setaria’ – l’organizzazione della catgoria (gli omosex). E’ chiaro che l’insidia sociale siano più gli ‘omo’ ch gli altri. Se è vero che parlarne bene pare possa esser ncessario anche …per ‘far carriera’.
La legg Zan non si limita, infatti a ondnnare ‘il delitto di opinione’ (ritenuto tale) di chi cosidera l’omosessualitàuna cattivba abitudine, un malvzzo divenuto un vizio, ma contiene una serie di altr norm che apronola strada ad una degenarzione certamente degne della storia biblica di Sodoma e Gomorra o della Semiramide dantesca, la reginache ‘libito’ (assoluta libertà di comportamento morale) rese lecito nella sua legge per eliminare il biasimo generale che le veniva attribuito (libito félicito in sua legge per torre il biasmo in che era condotta).
Tutte le confessioni cristiane (cattolica, evangelica, valdese etc) hanno espresso la lorocontrarietàalla legge Zan. Ma si può dubitare che la società civile abbia intyerese ch sia messa in dubbio la forma tradizionale della famioglòia – definita come la celòlula del tessuto civile – formata da padre, madre e figli. Con i due gnitori, uniti dalla’amore naturale li abbiano procreati?
E che cos’é l’amore naturale – arricchito sì dal sentimento – se non il pòiacer che accompagn ogni funzione fisiologica indispensabile all buona salute individale e generale?
Ma di che cosa continuiamo a parlare?
Gesse






