Mentre i media italiani parlano della volontà di collaborazione sugli arrivi dei migranti, sull’assurdo logico e giuridico delle navi straniere che “scaricano” i profughi nei porti della Penisola, la Francia e la Spagna – mica stupide – chiudono i propri porti.
Paolo Gentiloni aveva “minacciato” lui di “fare il cattivo”, di … chiuderli quanto meno alle navi, appunto, straniere. Per paradosso, aiutavano, così, l’Italia – scusateci il cinismo – a raccoglierne persino di più…
“Finalmente”, aveva detto qualcuno. Era no scatto di mero buon senso? Quando mai! Perfetti columnist buonisti si erano scatenati con fondi del tipo: Mai contro i deboli!
Il guaio è che l’Italia contro i forti non ci si mette neppure per scherzo da molti anni, se si vuol considerare un’eccezione la piccola alzata di scudi che risale B. Craxi, una cosina da Principauté de Monacò… Prima e dopo: il nulla.
No, mai contro deboli, mai contro i forti, ma tutti ammireranno l’Italia per la sua estrema disponibilità: sì a tutte le organizzazioni internazionali, sì ad ogni buonismo, anche quello dei più minchioni, sì alla protezione di tutto, sia nel mondo animale, sia in quello vegetale. Anche se dovesse significare no alle opere pubbliche, no ai porti, no alle ferrovie, no alle strade, ai cavalcavia, ai sottopassi e alle metropolitane, no alle innovazioni nell’agricoltura, non alle innovazioni nell’energia, no alle innovazione nei processi industriali…
Dopo i tanti danni, ecco l’ultima beffa. Ma che cosa ci vuole per affermare chiaramente sui giornali e in Tv che ci prendono tutti per i fondelli?
Gli Usa, la Merkel ed ora pesino quel pivellino di Macron e gli ex parenti poveri della Spagna. Andate a Bilbao, diciamo da settimane, a vedere una città dentro i confini della Spagna. Dopo averci fatto scoprire l’America con le loro caravelle, arriveranno con un razzo a Marte prima di noi? E la Francia, la più stolida che ci sia in politica internazionale, forse fa bene a tenersi agganciata alla politica massonico atlantica, rinunziando a pilotare il risveglio di un Mediterraneo che era già francofono? Che cale se oggi parla inglese, cioè neppure neo latino?
Appena Paolo Gentiloni prova a dire “fra noi” che …dobbiamo chiudere i porti, che dico, a sussurrarlo appena, quasi in segreto a rischio d’esser sentito oltr’Alpe, tutti levano gli scudi: mille columnist italiani, tutti gli editorialisti… Si scopron le tombe e si levano i morti, gli elzeviristi che giacevano da anni, non scrivevano in corsivo dai tempi in cui la Settimana enigmistica era una novità e Carolina Invernizio esordiva scandalizzando tutti sul giornale della scuola. Invece, adesso sì: Mai contro i deboli! Italiani novelli Robin Hood! Il “temino facile” sorge spontaneo come le domande di Antonio Lubrano, le parole sgorgano veloci, scendono giù nel pozzo dell’ovvio, riemergono con l’arte del riciclo, sempre le stesse: tutto fa brodo, va giù d’un fiato come il vino nella taverna d’un porto, purché contribuisca Borgiallo al contrario del buonismo imperante. Come se il buonismo risolvesse i problemi. Siamo, insomma, alle solite…
Scaramacai






