Formaggio senza latte? No grazie Ue!

Formaggi italiani: che varietà, che bontà, che genuinità!
Primosale siciliano a base di layyr di pch,
Primosale siciliano, ottimo, a base di latte di pecora,

Il formaggio senza latte, il cioccolato senza burro di cacao ma col sego, i figli con le seghe, perché in vitro, con l’inseminazione artificiale, l’utero in affitto… Ma ce n’è per tutti i gusti: la Vodka con lo spirito di patata e non con l’alcol da vino, per esempio. Peggio: il pane con i grani consentiti dall’Ue e non con quelli autoctoni della Sicilia che si volevano vietare. …Tranne a concedere formalmente all’Isola la palma della custodia dell biodiversità. Le reti con le maglie per lasciar passare i veri merluzzi baby: peccato, diciamo peccato, che merluzzi in mediterraneo non ce n’è, ma solo naselli che solo da “grandi” diventano quanto i merluzzi baby… E’ questa l’Unione Europea delle contraddizioni, dell’assurdo, della sostanziale ignoranza, della comune moneta – infatti – e non certo della comune cultura. E, vedi caso, è proprio questa che il mondo …ci invidia. Sarebbe questa la “merce” più preziosa da custodire e centellinare al mondo. Ma l”Ue non se ne accorge, sembra non saperlo…

Demagogia e delitto uguale follia e idiozia. L’equazione è presto fatta. E’ l’equazione europea. Di Questa Ue in cui si comprano euro di carta, volantini da due soldi, in cambio di ricchezza e valore aggiunto sudati e guadagnati sul campo… L’importante è che ci sia stampato sopra cinque, dieci, cinquanta, cento e persino 500 euro…

Alle periferie, all’Italia, alla povera Sicilia il compito di lavorare per guadagnare gli euro, arricchirli di valore aggiunto, moltiplicarli come i pani e i pesci per quanto possibile e …mandarli al centro. Lì qualcuno gli euro “se li stampa”, un po’ di carta, un po’ d’inchiostro e ce li manda così come li abbiamo prodotti e moltiplicati. Un bel sistema, no? Ma non vi piacerebbe essere dall’altra parte? Essere fra quelli che li stampano? Così lavora la finanza europea…

E’ conseguenziale che “noi della periferie” non ce la facciamo e chiediamo prestiti all’America. E questa ce li presta tramite le sue banche, ma in modo che non li restituiremo mai: pagheremo fin ce la faremo gli interessi composti (anatocismo) e noi – tranquillamente – falliremo.

Ma il peggio del peggio è rappresentato dagli aspetti morali. Mediaticamente e tramite visibili opinion leader prezzolati o a loro volta plagiati “mettono in giro” una serie di fandonie sia tecnico scientifiche che morali.

Perché lo fanno? Per svariati scopi e finalità in parte “semplicemente” losche, in parte addirittura criminali. Frattanto va detto che se lo erano proposto i loro predecessori già all’indomani dell’industrializzazione e del boom della classe borghese a temuto detrimento delle élite del denaro (tanto per capirci e non dire finanziarie). Erano vecchie élite nobiliari che torcevano il naso davanti al prossimo, a meno che non fosse ricco quanto e più dei loro stessi adepti. Allora questo “prossimo” monetariamente riceveva il lasciapassare, persino un titolo nobiliare non nobiliare… E’ tutt’oggi così, lo sappiamo… A più basso livello élite minori li imitano, ma – a ben vedere – rischiano di continuo di essere “risucchiati” nella “salamoia”, dove si perde la personalità e si scompare nell’anonimato come i cartoon di Roger Rabbit.

Questa bella “élite” decise presto di volere un mondo con pochi eletti e una grande classe borghese quasi formata da diseredati, oscuri consumatori di beni indispensabili, che debbano acquistare da pochi reali fornitori versando per intero tutto il denaro prodotto in qualsivoglia maniera con il loro lavoro, meglio – molto meglio – se arricchito di una quota di valore aggiunto. Teniamo presente che i numeri, in valore assoluto, di tale operazione sono sempre megagalattici, anche se riferiti a territori in parziale o totale sottosviluppo.

Ciò che più conta non è massimizzare le singole quantità di prodotto per ciascun territorio, bensì di tenere tutto sotto controllo.

Per questo motivo, la borghesia deve vivere fra mille difficoltà, non deve accumulare ricchezza, tanto meno capitale (ecco uno dei motivi, oltre ai benefici – per loro – dello statalismo, della forte simpatia per il social comunismo con correzioni liberali, ma al vertice), barcamenandosi fra regole di ogni tipo: burocratiche, ecologiche, creditizie. Deve pagare forti premi assicurativi per assicurazioni “obbligatorie”, deve ottemperare ad una serie di regole costose, non deve soprattutto poter risparmiare denaro, ritrovarselo in tasca neppure nella tarda età e – tanto meno –lasciarlo agli eredi.

La borghesia piccola, cresciuta di numero, deve inseguire traguardi sbagliati, credere nell’aborto, nella eutanasia, nella necessità di privazioni e consumi cari e “a perdere”. Non rimanga ai suoi protagonisti un soldo in tasca… Ovviamente le scelte tristi saranno un’eccezione per i ricchi, da accogliere di libera volontà. Invece una scelta obbligata per i poveri. Questi, nell’inseminazione eterologa saranno quelli che vendono il seme, che concedono l’utero in affitto, che dovranno abortire, per i quali l’eutanasia sarà una scelta operata da altri… Il tutto renderà soldi – già e così – ad organizzazioni controllabili. Costeranno care acqua, energia, cereali, medicine e cure mediche, ma anche divertimento e falsi beni di lusso, spacciati come tali da campagne pubblicitarie e dall’opera degli opinion leader, ma prodotti a basso costo. Anche bassissimo…

Condanniamo pollice verso la logica di Al Queda e dell’Isis, criminali e in mala fede al vertice non meno dei banchieri di Washington, Manhattan, Parigi, Zurigo, Lussemburgo, Vaduz… Tuttavia teniamo conto che i musulmani condannano pollice verso l’usura e sconoscono la tassa di successione e neppure concepiscono possa esistere una tassa sul patrimonio come l’Imu. Essa ha vanificato gli sforzi di chi – con buona scelta – non ha investito in buoni del tesoro o azioni e obbligazioni, perdendo tutto direttamente, ma in beni immobili… Con l’Imu anche questi risparmi residui saranno azzerati.

Moralmente la classe borghese che – ad onta del pensiero marxista – stava assorbendo in regime liberista e nell’economia di mercato la classe proletaria, divenendo “la sola” classe della società civile, dev’essere tenuta in scacco, contagiandola con principi morali inconsistenti, contraddittori, consumistici, deleteri per la pace sociale. La famiglia, nucleo naturale e cellula indispensabile per il tessuto borghese da data immemorabile, viene continuamente sottoposta ad una sorta di prelievi sanguigni, perché divenga anemica, cagionevole, malata: una realtà da sostituire in vari modi, da simulare peggiorandola…

I pretesti sono numerosi e subdoli, perché presentati come frutto di modernità, di cambiamento: “cambiare” è il verbo alla moda. Non importa come si cambia, intanto si cambi… E’ come se lasciassimo la “sweet home” in cui viviamo senza girare le stanze di quella nuova, senza aprire i balconi, constatare il ricambio d’aria, verificare se la cucina ha un balconcino, se magari c’è un giardinetto che quella “vecchia”, forse, aveva…

In questo mare magnum di incertezze, in un mondo che tecnologicamente è in grado di produrre di tutto e di più – e lo fa – laddove il problema delle industrie non è certo di produrre, ma di trovare chi consumi a prezzo adeguato, si fa credere ai giovani, ma anche ai vecchi, che mancherà il necessario per il riproporsi delle antiche carestie.

Torneranno i milanesi ad assaltare il Forno delle Grucce come nel 1600 descritto da Manzoni nei Promessi Sposi? No, il grano arriva da ogni dove e la farina rischia i costare 39 centesimi al chilo. Continueranno i ricchi a mangiare i polli dei poveri come nella poesia umoristica di Trilussa? No, ci sono polli dappertutto, manca chi se li mangia. Et cetera, et cetera, et cetera…

Ma in un mondo che vuole imporre si faccia il formaggio senza latte e un mese prima imponeva le quote latte perché di latte ce n’era troppo e non se ne producesse di più ed è pronto ad imporle di nuovo, tutto – proprio tutto – può succedere. Tutto, proprio tutto, possiamo aspettarci.

Viva l’Italia, viva l’Europa! Questa Europa!

Forse la scelta giusta è di fare una muraglia sulle amate Alpi e aprirci agli …altri. Ma sul serio, in attesa di risposte e proposte meno assurde, proditorie e ridicole. Non importa se siano anche musulmani: l’importante è che non siano “mandati” ma da noi voluti, chiamati e abbracciati. Sapranno – credeteci – riconoscere i migliori e il meglio. Viva il Mediterraneo, ma questa volta non sia assolutamente uno scherzo…     (Germano Scargiali)

Articoli correlati