Il femminismo che vorremmo: un uomo e una donna ancora insieme

Come in tutte le cose umane c’è il bello e c’è il brutto. Le lotte storiche per l’affermazione dei diritti delle donne, pur necessarie, hanno talvolta portato a degli eccessi.

Senza dubbio le vicende individuali incidono parecchio nella formazione delle proprie convinzioni e le donne che hanno vissuto sulla propria pelle gravi ingiustizie o maltrattamenti per colpa di qualche uomo lo possono testimoniare, ma la realtà umana ha tante sfaccettature che bisogna saper vedere, non ignorare.

Il faticoso cammino delle donne per la conquista di un loro spazio nella società non ha visto l’altra metà del cielo, in questo caso gli uomini, sempre all’opposizione, ma in tanti casi, alleati, amici, complici, per cui non crediamo alle condanne generalizzate. Lo dimostrano anche le nostre esperienze personali: a fianco di tante donne oggi affermate professionalmente ci sono stati degli uomini, nonni, papà, mariti. Lo vediamo in Iran, dove sono in tanti ad affiancare le donne nelle proteste contro il velo.

La società aveva in passato un certo tipo di struttura, un’organizzazione che aveva comunque le sue motivazioni storiche, economiche, culturali. Esigenze differenti, nate da situazioni differenti, hanno portato ai cambiamenti attuali, notevoli soprattutto nel mondo più tecnologicamente sviluppato.

Se in altre aree del pianeta, invece, le donne sono ancora confinate tra le mura domestiche, è chiaro che lì il problema della parità dei diritti rimane.

Nella realtà italiana, sono tanti i papà che accudiscono i bebè, che si occupano di faccende domestiche, che danno il tempo alle loro mogli o compagne di studiare, di lavorare, di coltivare i propri hobby…perché non riconoscerlo?

Di recente, ad esempio, mi ha pure colpito positivamente la partecipazione attiva di molti uomini (non sono pochi), nel nostro paese, a favore delle donne vittime di violenza di genere. La loro collaborazione per la soluzione di un problema così grave è fondamentale. Penso che vadano ringraziati per quanto fanno perché spesso si dimentica di gratificare chi merita e il progresso umano, invece, è fatto anche di questo. Crediamo in un progresso frutto della partecipazione di tutti, non in uno scontro perenne incapace di costruire rapporti, relazioni fra gli esseri umani. Tra i vari punti di vista è inevitabile, talvolta, la contrapposizione, ma non deve mancare la sintesi, altrimenti si cade preda del pessimismo, la convivenza rimane un’utopia e la pace un obiettivo irraggiungibile.

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