Le recenti elezioni amministrative hanno confermato il successo del centrodestra in tutta la penisola e per la sinistra si parla ormai di un vero e proprio cappotto.
Come commentare un simile risultato? Certo chi pensava a un successo effimero, che si sarebbe limitato alle sole Politiche dello scorso settembre dovrà ricredersi. Il cambiamento in atto in Italia non sembra passeggero, ma ormai proprio strutturale.
Del resto, l’elezione della Schlein a segretario del Pd non ha migliorato le cose in quel partito, anzi! Chi aveva pensato che l’elezione di un personaggio anti Meloni avrebbe fatto la differenza in termini di voti si è certamente sbagliato.
Le battaglie intestatesi dalla sinistra rosso-verde-fucsia non sembrano destare particolare interesse. Quel che preme ai più è ben altro: la possibilità di lavorare, un fisco meno iniquo, una sanità che funzioni, una maggiore attenzione alla famiglia e al welfare…tutti problemi annosi rimasti senza soluzione.
La sinistra, infatti, nell’ultimo decennio, in termini politici, ha occupato quasi tutto l’occupabile: dal governo nazionale alle regioni, fino ai comuni, senza trascurare neppure tutte le poltrone che contano nel parastato e non. E con quali esiti? I risultati delle Amministrative sembrano smentire, di fatto, ogni tipo di autocelebrazione che una certa parte politica cerca sempre di fare.
In poche parole: la gente è stufa di sentire chiacchiere prive di fondamento e agisce di conseguenza.
Certamente, le scelte operate dal centrodestra forse non sempre sono ottimali, ma almeno sono improntate al pragmatismo e non all’ideologia, un’ideologia tanto più pericolosa perché: vecchia, astratta dalla realtà e di impronta dittatoriale.
Se le ricette adottate dal centrodestra funzioneranno lo dirà il tempo, ma intanto, nonostante i danni provocati dalla guerra in Ucraina e dalla conseguente inflazione, l’Italia è ancora in piedi, anzi, si trova in una situazione economica meno grave rispetto a quella di altri paesi europei, come la stessa Germania.
A colpire, però, è anche lo scenario europeo che vede, ovunque, trionfare il centrodestra. Da nord a sud, da est a ovest assistiamo ad un cambiamento epocale: il socialismo arretra dappertutto e, in alcuni casi, scompare proprio per lasciare spazio a nuove formazioni politiche che ne prendono il posto.
Tornano in auge nazionalismo, sovranismo, liberaldemocrazia. Le idee e i programmi una volta tanto demonizzati tornano di moda a furor di popolo. Come mai, si chiederà qualcuno?
Ci sembra che, a un certo punto, la gente, finalmente svegliatasi da un sonno letargico, si sia chiesta: “Ma dove stiamo andando?” Il sogno statalista, a conti fatti, si è sgretolato davanti alla realtà di sprechi e cattiva amministrazione. Il popolo non vuole più specchietti per allodole, ma politiche concrete. Al Pd, ormai, rimangono aggrappate solo lobby e clientele.
“Ma c’è anche molto astensionismo” – noterà qualcuno. – Senza dubbio, ma il popolo dei non votanti è talmente disilluso dalla politica in generale che difficilmente tornerà a votare anche ai prossimi appuntamenti elettorali, a meno che non accada qualcosa di veramente epocale.







