La vicenda storica di Edgardo Mortara va vista da due diverse angolazioni, diverse perché, in realtà, pone due temi altrettanto importanti: quello del legame con la famiglia di origine e quello delle scelte religiose individuali.
Quella di Edgardo Mortara, un bambino ebreo che, all’età di soli sei anni, viene tolto ai genitori e affidato alle cure del papa, è una vicenda realmente accaduta verso la metà del 1800, una vicenda che scosse gli animi della comunità ebraica che protestò e cercò in ogni modo di opporvisi.
Diciamo però che, al di là di come ognuno può pensarla individualmente sul caso in oggetto, giudicare col metro odierno quel che accadde due secoli fa è già errato in partenza, posto che, a quell’epoca, sia le leggi dello stato, sia le libertà individuali non erano certo ispirate alle moderne concezioni democratiche.
Ma il bambino in questione, Edgardo Mortara, una volta cresciuto, lasciò la sua testimonianza, che risulta del tutto a favore della Chiesa e del papa, Pio IX.
Che cos’era accaduto, allora? Il bambino era affidato alle cure di una balia di religione cattolica, cosa che era proibita dalla Chiesa proprio allo scopo di proteggere le famiglie ebree da possibili tentativi di conversione al cattolicesimo dei loro familiari.
Il piccolo Edgardo, a un certo punto si ammala gravemente tanto da sembrare ormai in punto di morte, la balia, allora, ubbidendo al suo credo cattolico, che le impone di salvarlo dalla morte dell’anima, lo battezza di nascosto, senza dirlo a nessuno. Il bambino, però, miracolosamente guarisce. Quando, poi, anni dopo, un altro bambino della famiglia si ammalerà, anche lui gravemente, la balia, per paura delle conseguenze che avrebbe rischiato se il bimbo si fosse poi salvato, come Edgardo, decide di non battezzarlo, ma il bambino muore. In seguito, la verità verrà fuori, cioè il fatto che Edgardo era stato battezzato, e a questo punto interverrà la Chiesa, obbligata ad evitare che un bambino divenuto cristiano sia, poi, costretto dalla propria famiglia a seguire un’altra religione.
Edgardo, portato via alla sua famiglia, avrà, sempre, comunque, la possibilità di incontrare i propri familiari (cosa che avverrà) e di tornare alla fede ebraica, una volta compiuti i diciotto anni, nel caso lo avesse voluto, ma non solo rifiuterà di tornare con i propri genitori, pur affermando di amarli, ma da grande sceglierà di farsi sacerdote e morirà, persino, in odore di santità. Questo è quanto ha raccontato lo stesso protagonista dei fatti, Edgardo, una volta divenuto adulto, così come viene narrato da Vittorio Messori nel memoriale inedito del protagonista del “Caso Mortara”, dal titolo:
«Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX».
Naturalmente ognuno è libero di scegliere quella che ritiene sia la verità, cioè la versione dei fatti data da Messori, corroborata anche dalle testimonianze dello stesso protagonista, o quella di Bellocchio che, però, ignora certi fatti e presenta anche delle forzature. In sintesi, da parte dei credenti cattolici, si tende a credere nell’intervento soprannaturale, da parte degli atei no.
La vicenda, inoltre, si svolge durante l’età del Risorgimento, quando lo scontro fra Chiesa di Roma e monarchia sabauda si fece più aspro e toccò il suo apice con la conquista dello stato pontificio da parte del nascente regno d’Italia che portò, come immediata conseguenza, il rifiuto del papa a riconoscerne la legittimità.
Solo il Concordato tra Stato e Chiesa del 1929 ricompose il grave dissidio, creatosi tra le due istituzioni e durato vari decenni.
La Chiesa di Roma, infatti, con tale accordo, riconobbe lo stato italiano, rinunziando ufficialmente al possesso dei territori expontifici, in cambio, lo stato italiano, a quel tempo Regno d’Italia, col re Vittorio Emanuele III e il governo Mussolini, concesse alla Chiesa l’indipendenza politica dello stato vaticano e la libertà di culto per i cattolici.
Tornando al caso Mortara, la vicenda, all’epoca, fu sfruttata e gonfiata, per motivi politici, da Camillo Benso conte di Cavour, primo ministro del Regno Sabaudo che, coltivando il disegno dell’ampliamento dei possessi piemontesi, da raggiungere tramite la conquista o l’annessione di varie regioni della penisola, si scontrava con la volontà, opposta, di papa Pio IX, che questa conquista intendeva, invece, impedirla.
Per la verità, nei primi anni del suo pontificato, Pio IX era apparso quasi come un papa liberale, benedicendo la coalizione degli stati italiani, formatasi, durante la prima guerra d’indipendenza, contro gli Austriaci, che occupavano la Lombardia e il Veneto. L’esito negativo della guerra e i conseguenti attriti tra il papa e l’Austria cattolica fecero cambiare idea a Pio IX che, da quel momento in poi, preferì seguire una politica di conservazione piuttosto che di apertura alle nuove istanze liberali e democratiche che si andavano affermando in Europa.
Del resto, a confortarlo in questa scelta, c’era pure la grande diffusione, tra i liberali italiani, di ideologie atee, fortemente contrarie alla Chiesa, alla sua stessa esistenza e, in genere, alla religione cristiana. In questa direzione lavorava soprattutto la Massoneria, le cui convinzioni contrastavano nettamente con quelle del cattolicesimo, soprattutto per quel che riguarda il nucleo fondamentale del cristianesimo, cioè la nascita di Gesù e la sua rivelazione al mondo. Il Dio cristiano è un Dio-persona, un Dio che si fa uomo, condividendone, cioè, la natura umana, pur restando, la sua, anche divina. Quindi, a differenza delle divinità di altre religioni, astratte e lontane dall’uomo, il Dio cristiano è un Dio che salva, che si fa piccolo per salvarci. Rifiutando potere, denaro e piaceri, ci dice che c’è un potere più in alto di tutti, incommensurabilmente più grande, un potere, immenso e universale, di cui ognuno di noi può fare esperienza, se vuole, che si chiama Amore e non è destinato solo a qualche fortunato o predestinato, ma a tutti, sulla Terra. Buoni o cattivi, grandi o piccoli, intelligenti o stupidi, tutti possiamo salvarci, anzi l’Amore di Gesù si rivolge particolarmente verso gli umili, i piccoli, gli sventurati: quel che spesso l’uomo rifiuta, Dio, invece, lo abbraccia.
Questa religione cristiana, tanto combattuta e tanto esecrata nei secoli, nonostante le persecuzioni, si è diffusa in tutto il mondo.
E ancora continua a diffondersi. La Chiesa, poiché fatta di uomini, ha certamente compiuto tanti errori, ma ha saputo, nel tempo, anche riconoscerli e chiedere scusa. Ormai da tempo l’evangelizzazione viene portata avanti nel pieno rispetto delle culture dei popoli e degli individui. Possono altre religioni affermare la stessa cosa?
Il rispetto della volontà altrui comprende anche il rispetto per la scelta consapevole che qualcuno fa quando sceglie di convertirsi a un’altra religione (naturalmente in modo libero e senza imposizioni di alcun tipo), diversa da quella di origine. Tale scelta andrebbe rispettata sempre, di qualunque religione si dovesse trattare. Non può essere considerata una colpa solo strappare un bambino ai propri familiari – cosa che oggi la Chiesa certo non farebbe più – ma anche tenere con la forza un bambino nella religione di origine, se egli non intende farlo. Edgardo, da adulto, ha fatto la sua libera scelta, ha deciso di servire il Signore ed è stato un ottimo sacerdote, col nome di Pio Maria, in onore del padre adottivo Pio IX. Infine, è morto in odore di santità. A qualcuno questa conclusione non sarà piaciuta, ma tocca a ognuno di noi cercare la verità e rispettarla comunque.








