Per evitare la pericolosissima escalation verso la III Guerra Mondiale, ma stavolta tutta nucleare, l’Onu ha occasione di riscattarsi resistendo alle lusinghe dell’amministrazione Usa e imponendo una tregua duratura sulla linea di guerra consolidata.
La pressante imposizione per far firmare il Mes anche all’Italia è totalmente fuori luogo per vari motivi, fa bene il Governo italiano a rifiutare queste imposizioni ingiustificate.
Ogni membro Ue è libero di operare scelte che siano a vantaggio della propria comunità e non di rifiutare i disastri combinati da un Parlamento Ue pieno d’incapaci e da una Commissione apparentemente orientata a seguire pedissequamente gli ordini che arrivano da oltre oceano!
Gli intenti di sviluppo dell’Unione sono naufragati nel momento stesso in cui la moneta “euro” ha iniziato a viaggiare a livelli stratosferici: al cambio era a 1,22 sul dollaro Usa, non che favorisse lo scambio commerciale ma era la moneta più apprezzata dall’intero mondo. Per convenzione internazionale solo il petrolio doveva essere ancora acquistato in Usd e non altro.
Il Gas russo costava poco e ce n’era in grande quantità, la UE stava guadagnando terreno commerciale, la Cina stava invadendo i mercati “consumer”. Occorreva recuperare, allora ecco che qualcuno, nel 2014, si inventò il “golpe” in Ucraina!
Quel che i media generalmente nascondono o non evidenziano è il fatto che alcuni territori dell’Ucraina, in particolare il Donbass e la Crimea sono a maggioranza russofoni.
Iniziò, così, da parte del governo ucraino, una sorta di pulizia etnica nei confronti degli ucraini russofoni, perpetrata dalle milizie naziste Azov agli ordini del Presidente ucraino, anch’egli nazista (tali truppe vengono definite naziste non da noi che scriviamo, ma da essi stessi). In pratica, le truppe dipendenti da Kiev sparavano già contro le popolazioni russofone fin dal 2014, cioè parecchi anni prima che intervenisse direttamente la Russia di Putin, nel febbraio del 2021. Queste azioni contro la popolazione civile furono considerate dai Russi una malvagità tale da costringerli ad intervenire direttamente col proprio esercito, legittimamente, in base agli accordi di Minsk del 1991, che glielo consentivano.
Da notare che tali eventi furono agevolati dal mancato intervento pacificatore dell’Onu, ma nemmeno della UE, così come costoro non rispettarono nemmeno il “diritto all’autodeterminazione dei popoli”, invocato dalle vessate popolazioni di Crimea e del Donbass e suffragato con vari referendum plebiscitariamente vinti dagli autoctoni.
Insomma, sembra che, all’origine, ci sia stato un complotto, ordito dai servizi segreti occidentali, forti corruttori, finalizzato a innescare una guerra contro la Russia, spacciandola per “aggressione al pacifico popolo ucraino”, mascherando, in tal modo, la realtà grazie all’appoggio incondizionato della stampa occidentale, la quale il più delle volte fu, ed è tuttora, costretta a pubblicare notizie mendaci o fortemente alterate.
Le mire occidentali erano di sconfiggere la Russia con una guerra imposta dalla Nato su territorio ucraino, pensando ad un “desert storm” già collaudato in Iraq e in Libia, dimenticando l’Accordo di Minsk, il quale impediva, invece, l’accesso della Nato in Ucraina, accesso che, in tal caso, avrebbe legittimato, la Russia persino all’uso delle armi nucleari. Pertanto, l’azione militare diventò una “guerra per procura” nella quale l’occidente avrebbe finanziato l’esercito ucraino contro la Russia in nome della libertà dei popoli (sic!)!
In tutto questo gli obiettivi occidentali, ma soprattutto americani, potrebbero essere molteplici: dalla possibilità dell’uso indiscriminato dei territori ucraini all’impadronirsi delle enormi ricchezze della Russia che vanno dalle riserve di energia fossile (il 37% dell’intero mondo) a quelle minerarie, distribuite sugli 11 meridiani della Federazione Russa, enormi e intonse da far invidia alle ricchezze naturali dell’Africa!
Insomma un insieme di golosissimi obiettivi economici…
Ma “non tutte le ciambelle escono col buco” e per l’esercito ucraino (improvvisato e male addestrato) ora la guerra sembrerebbe volgere al peggio nonostante i circa 60 miliardi di dollari sborsati dagli occidentali e l’enorme quantitativo di armi fornito affinché riportassero una vittoria totale e la conseguente invasione della Russia.
A distanza di alcuni mesi dall’inizio, gli eventi di questa guerra, volutamente provocata, si fanno sentire pesantemente per gli occidentali perché i finanziamenti agli ucraini sono stati fatti con i soldi pubblici e hanno svuotato le casse degli Stati partecipi (Usa, Nato e alcune new entry Ue) e in effetti gli stessi Usa hanno dichiarato l’approssimarsi di un imprevedibile default economico con circa 37 miliardi di DP (NdR è la prima volta che si sente dire!) contro l’enorme e insolvibile DP italiano di “soli” 2800 mila miliardi!
A questo punto, per evitare la bancarotta totale degli occidentali, la Nato deve per forza vincere in Ucraina, non si può più parlare di pace perché non risolverebbe alcunché della questione dei debiti pubblici che ormai ha concupito l’intera Europa!
Da qui nasce l’escalation di una possibile guerra totale contro la Federazione russa!
Ciò è molto pericoloso perché se gli occidentali sperano di sconfiggere la Russia con un attacco militare combinato di forze terrestri Nato e aerei con mezzi ultramoderni Usa, non tengono conto che a distanza media di 2500 km dai confini russi vi sono ben 32 capitali occidentali a rischio distruzione totale e i russi hanno dimostrato più volte di essere in grado di far esplodere bombe atomiche ovunque e comunque infischiandosene delle batterie Patriot come quelle disseminate in Ucraina!
Ora più che mai è necessario fermare questa guerra, il presidente ucraino insiste nel rifiutare compromessi sulla integrità territoriale, ma sbaglia di grosso perché ci sono vari referendum che spingono le regioni del Donbass e la Crimea a staccarsi dall’Ucraina.
Volere è potere (M. Lassona, 1869)
Il danno è stato fatto e la guerra ne sta producendo altri grazie alla cecità e totale sottomissione della Commissione Ue e dei Governi delle 27 nazioni UE, tutti agli ordini d’oltremare che non tengono conto dei diritti dei popoli all’autodeterminazione, così com’è sancito da numerosi documenti Onu. In effetti questo organismo internazionale sarebbe dovuto intervenire già da tempo, ormai che cosa si può fare? Soltanto dare ragione al Donbass e alla Crimea, scontentando l’Amministrazione USA, oppure mandare i caschi blu per salvaguardare i diritti di quei popoli richiedenti l’autonomia?
Appendice
La pericolosità dell’escalation militare nucleare in Ucraina.
I vettori russi Zircon ultrasonici volano a oltre 5 mac (4500 metri/sec) ed hanno una portata stimata in 10.000 km.
Il loro rientro sulla verticale del possibile obiettivo, da un’altezza di circa 300 km, avverrebbe in circa 66 secondi: questo è il tempo utile al sistema di intercettazione per individuare, lanciare l’anti-missile, calcolare la traiettoria e distruggere il vettore.
Fin qui può sembrare semplice ma a questo si aggiunge un problema: le bombe di Hiroshima e Nagasaki furono esplose a 400 metri di altezza e sappiamo quanto distrussero, gli anti missili riuscirebbero a distruggere una minaccia ad altezza di sicurezza ben sapendo che una bomba termonucleare ha un raggio di 25 km di distruzione totale?
Meglio non provarci!
Lorenzo Romano (da Roma)







