Si o no al Ponte sullo Stretto?

Il Ponte non unisce solo due rive ma la Sicilia al resto del mondo

Un ponte sognato da secoli quello tra le due sponde che si fronteggiano tra Sicilia e Calabria. Già gli antichi Romani progettavano un ponte di barche per unire le due rive, ma era un popolo di grandi ingegneri e architetti, le cui opere sono ancora ammirate dopo più di due millenni.

In realtà, va osservato che i mezzi e la tecnologia odierni offrono ai costruttori possibilità di gran lunga superiori rispetto a quelle dei nostri predecessori, ma, in compenso, i nemici delle opere pubbliche si sono moltiplicati.

Dati i due schieramenti, per il Si e per il No al Ponte, diciamo subito che propendiamo per il Si.

Certo, a questo mondo non si può dire ci sia mai nulla di assolutamente sicuro e privo di risvolti negativi, ma anche questo ci sembra un motivo per essere a favore e non contro questa grande opera infrastrutturale.

Infatti, quando ci possiamo ritenere al sicuro da ogni pericolo, al 100%, se persino il rinchiuderci in casa non ci mette al sicuro da eventuali calamità? La vita è un rischio continuo. Inoltre, al contrario, il non fare nulla, cioè il rinunciare a dotarsi di infrastrutture al passo con i tempi ci espone a rischi sicuri e danni di vario genere, sia relativi alla salute sia all’economia.

Vogliamo analizzarli?

Esaminiamo lo scenario attuale: lo Stretto senza il Ponte.

Tutta l’area risulta notevolmente inquinata per le emissioni tossiche di tir e auto di tutte le dimensioni. Ovviamente il traffico delle due città, Messina e Villa San Giovanni, è perennemente congestionato. Al tempo di attraversamento dello Stretto (di circa 20 minuti) vanno, poi, aggiunti anche i tempi di attesa in coda, prima di raggiungere il traghetto, tempi che possono anche superare le due ore in caso di ponti, festività o scioperi, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili per turisti (vacanze ridotte) e per trasportatori (merci danneggiate, costi lievitati…).

L’uso dell’aereo, al posto del traghetto, che in molti propongono, sicuramente può risultare spesso conveniente, ma non è sempre possibile: basti pensare agli abitanti delle zone vicine alle due sponde, ai trasportatori di merci, ai pendolari. Inoltre, si deve proprio alla mancanza di alternative il caro voli dell’Isola: infatti, la possibilità di servirsi dell’alta velocità ferroviaria obbligherebbe le Compagnie aeree a rivedere i prezzi.

Raramente, poi, si sente parlare di trasporto intermodale e ancora oggi molti non sanno neppure che cosa sia.

In questo campo, l’Italia accusa ancora notevoli ritardi, mentre un territorio è competitivo rispetto ad un altro solo se risulta attrezzato da questo punto di vista. Quel che serve, infatti, ai trasporti del terzo millennio, è l’interconnessione, senza la quale i costi e i tempi lievitano.  Affinché il trasporto intermodale risulti efficiente occorre dotarsi di ciò che ancora manca per rendere più efficienti le autostrade del mare, i sistemi veloci di imbarco e sbarco dei container, il completamento della rete dei treni ad alta velocità, le aree di parcheggio idonee, un’informatizzazione adeguata e così via…    

I porti della Sicilia, in particolare Palermo, Termini Imerese, Catania, Augusta, Trapani, con gli interventi delle Autorità portuali, si stanno attrezzando al meglio per ricevere navi crociera, container, aliscafi e quant’altro, insomma per fare fronte al grande aumento del traffico marittimo. Il Ponte sullo Stretto e l’alta velocità fanno parte di questo piano di modernizzazione dei trasporti perché riducono notevolmente i costi e i tempi, consentendo maggiori ricavi ed investimenti che si traducono, poi, in posti di lavoro ed anche in ambiente più pulito.   

E’ noto, infatti, che sono le aree più sviluppate del mondo a curare maggiormente l’ambiente. Contrariamente a quel che alcuni pensano la decrescita non è affatto felice e un paese povero non dispone dei mezzi per migliorare l’ambiente. Infatti, al riguardo, si suole parlare di sostenibilità ambientale e non di blocco dello sviluppo.

Chi è il Gruppo Salini Impregilo, oggi WE Build, incaricato della costruzione?

Il Gruppo Salini Impregilo, oggi ribattezzato We Build, ha una storia lunga più di un secolo, ha realizzato gigantesche infrastrutture in tutto il mondo, progetti avveniristici che hanno trasformato l’economia di interi paesi del Sud America. Ad esempio, con la costruzione del ponte Rosario-Victoria sul rio Paranà, lungo 608 metri, ora i trasporti tra 4 stati, Brasile, Argentina, Cile e Uruguay, sono enormemente facilitati.

In Italia, di recente, We build, insieme ad altre aziende, ha ricostruito anche il ponte Morandi a Genova.

Gigantesco, poi, il ponte costruito sul Danubio, a Braila, è il più lungo della Romania e il secondo ponte sospeso più lungo dell’Europa continentale.

I ponti più lunghi al mondo

Molti dei ponti più lunghi del mondo si trovano in Cina. Il primo a comparire nella top 10 è il Runyang Bridge, lungo 35.660 metri e largo 1,490 metri. Questo ponte è progettato per il trasporto pubblico ed è stato completato nel 2005.

Hangzhou Bay Bridge: 35,67 km si trova in Cina. Questo ponte è stato costruito sopra la baia di Hangzhou, che collega le città di Ningbo e Jianxing. Il ponte è stato completato nel 2007 e misura 35.673 metri di lunghezza.

Yangcun Bridge: 35,81 km. Anche il Yangcun Bridge si trova in Cina. E’ stato progettato per la linea ferroviaria che collega Pechino a Tianjin, percorsa da treni ad alta velocità.

Manchac Swamp Bridge: 36,71 km si trova negli Stati Uniti, è il primo dei due ponti situati negli Stati Uniti ad essersi aggiudicati una posizione in classifica. Lungo 36.710 metri, viene utilizzato per il trasporto pubblico e porta fino alla Interstate 55.

Lake Pontchartrain Causeway: 38,44 km, si trova negli Stati Uniti. Costruito nel 1969, questo ponte stradale attraversa il lago Pontchartrain nello stato della Luisiana. Per diversi anni ha detenuto il primato di ponte continuo sospeso sull’acqua più lungo del mondo.

Beijing Grand Bridge: 48,15 km si trova in Cina. Anch’esso è stato sviluppato per un tratto ferroviario sospeso dedicato al passaggio di treni ad alta velocità. Collega Pechino a Shanghai, semplificando notevolmente il viaggio da una città all’altra.

Bang Na Expressway: 54 km. Si trova in Thailandia, il Bang Na Expressway è il ponte stradale più lungo. Detiene il primato fin dalla sua inaugurazione, nel 2000.

Weinam Weihe Bridge: 79,73 km Si trova in Cina Tutti i gradini del podio sono occupati da ponti progettati per il trasporto ferroviario, tutti situati in Cina. Il Weinambridge collega le città di Zhengzhou e Xi’an.

Tianjin Grand Bridge: 113 km Si trova in Cina. Anche il Tianjin è un ponte attraversato da treni ad alta velocità. Collega Pechino a Shanghai e misura oltre 113 metri. E’ stato completato nel 2010.

Danyang Kunshan Bridge: 164 km. Si trova in Cina, è il ponte più lungo al mondo secondo il Guinness dei Primati. Relativamente recente, è stato completato solo nel 2010. Misura ben 164.800 metri e collega le città cinesi di Pechino a Shanghai, proprio come il Tianjin ed il Bejiing Grand Bridge.

Curiosità: Il Ponte sul mare più lungo al mondo

Nel 2018 è stato inaugurato ad Hong Kong il ponte sul mare più lungo al mondo, lungo ben 55 km.
Questa imponente opera d’architettura iniziata nel 2009, collega Hong Kong, Macao e la Cina ed include una sezione sommersa che attraversa le acque dell’estuario del Fiume delle Perle. Fra proteste degli ambientalisti, incidenti mortali sul lavoro e quant’altro, la realizzazione del ponte è stata per anni al centro di controversie, ma di certo non si può negare che si tratti di una delle opere ingegneristiche più grandi della storia recente.

Si sta già lavorando per l’alta velocità

Sia in Sicilia sia in Calabria sono già aperti molti cantieri per la costruzione dei collegamenti, stradali e ferroviari, al ponte sullo Stretto. Ponti, gallerie, rotatorie: si è già messa in moto un’immensa macchina che sta dando occupazione alle regioni del sud e si tratta di occupazione qualificata: si stanno assumendo ingegneri, tecnici, esperti nei vari settori interessati. Non solo, sono state aperte, addirittura, varie scuole per la formazione professionale di alt livello in Sicilia e in Calabria.

Gli imprenditori italiani, come i profeti, non hanno molta fortuna in patria, così i più capaci sono spesso costretti ad emigrare. Speriamo che questa volta la conclusione sia diversa. In quanto al meridione, da sempre penalizzato in quanto a infrastrutture rispetto al nord, sembra soffrire parecchio della sindrome di Stoccolma.

Per finire, speriamo che l’opera finalmente si faccia, che sia costruita bene e che i messinesi non debbano soffrire troppo a causa dei lavori.

Lydia Gaziano Scargiali 

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