Per il governo Meloni una conferma al nord e al centro, ma non al sud
In Sicilia trionfa Forza Italia e Schifani si rafforza, ma l’astensione è al top




Per il governo italiano le elezioni europee sono state indubbiamente un successo e una conferma, ma con molte luci e qualche ombra.
La coalizione formata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, ne esce, infatti, rafforzata e per di più rappresenta l’unico governo europeo che abbia ricevuto un così ampio consenso popolare. L’opposizione, al contrario, ne esce indebolita perché, nonostante il recupero di voti da parte del PD (un recupero che, però – va osservato – è andato a discapito del Movimento 5 Stelle), la distanza in numeri dal centrodestra al momento risulta abissale. Inoltre, il cosiddetto terzo polo, in realtà mai decollato, ha preso tali batoste da non poter essere più considerato un supporto possibile per la sinistra. Si tratta, nel complesso, di una vittoria del sistema bipolare. Una nota positiva, per l’opposizione, potrebbe, invece, essere rappresentata da Alleanza Verdi e Sinistra, che ha ottenuto un ottimo risultato (il 6,7%), ma non si sa, poi, quanto una forza estremista potrebbe realmente inserirsi in un governo nazionale. Il crollo del centro finisce, così, per dare un ulteriore vantaggio al governo di Giorgia Meloni.
Tutte le formazioni di centrodestra sono cresciute: Fratelli d’Italia è al 29%, Forza Italia quasi al 10% e la Lega al 9%. In questo ambito non ci sono state sorprese. Il PD della Schlein è al 24%, ma cannibalizzando gli alleati, soprattutto il Movimento 5Stelle (passato dal precedente 16% al 10% circa) e i centristi, per altro divisi, scesi al 3% circa, senza riuscire, così, a centrare l’obiettivo di portare una propria rappresentanza a Bruxelles.
Fratelli d’Italia raccoglie un ottimo risultato nelle regioni settentrionali, togliendo voti alla Lega, come del resto già avvenuto per le Politiche del 2022, ma quest’ultima mantiene ancora la posizione attestandosi al 9% circa e appaiandosi a Forza Italia che, però, risulta in leggero vantaggio. Nelle regioni meridionali, escluse le Isole, si è avuta l’affermazione del PD, che ha sottratto parecchi voti anche all’alleato Movimento5Stelle.
In Sicilia, invece, si è avuta una grande affermazione di Forza Italia, che si presentava in coalizione con Noi moderati di Maurizio Lupi e godeva anche dell’appoggio di Democrazia cristiana, guidata da Salvatore Cuffaro. Ha così superato (sia pure di poco) Fratelli d’Italia, in seconda posizione, ma con un buon risultato complessivo. Terzo posto per il Movimento 5Stelle, sceso, però, dal 32% al 16%, quarto il PD, quinta la lista Libertà di Cateno De Luca, che supera di poco la Lega di Matteo Salvini, sesta. Settima Alleanza Verdi e Sinistra al 4% circa. Le altre formazioni, non raggiungendo la soglia di sbarramento del 4% a livello nazionale, rimangono fuori, ma neppure Libertà, nonostante il buon risultato in Sicilia, riesce a superarla a causa di un deludente 1,5 % a livello nazionale.
In sintesi, gli Italiani, a quasi due anni dalle Politiche, sostanzialmente mantengono il proprio sostegno all’attuale governo, ma soprattutto al nord, al centro e nelle Isole, mentre nel meridione emerge un chiaro dissenso: il PD, infatti, supera persino FdI, 24% contro 23%, il Movimento 5Stelle risulta terzo col 16,8, Forza Italia è quarta col 10,7, la Lega quinta al 6,8, Verdi e Sinistra al 5,7. Probabilmente, su questo esito, deve aver pesato il sostegno del governo nei confronti dell’Autonomia differenziata. Un altro segnale di scontento diffuso si manifesta, poi, nell’alto numero di astensioni.
Gli eletti in Sicilia
Forza Italia/Noi Moderati si aggiudica due seggi che vanno ad Edy Tamajo e a Marco Falcone. Sempre nella lista di Forza Italia, risulta, invece, terza Caterina Chinnici, seguita da Massimo Dell’Utri, quarto, sostenuto da Totò Cuffaro.
Per Fratelli d’Italia a imporsi è Giuseppe Milazzo (preceduto solo da Giorgia Meloni), seguito da Ruggero Razza.
Nel Movimento5Stelle si è avuta l’affermazione di Giuseppe Antoci.
Nel Pd, dopo Elly Schlein, c’è Giuseppe Lupo, seguito da Pietro Bartolo.
Libertà di Cateno De Luca, nonostante il buon risultato in Sicilia, non raggiunge lo sbarramento del 4% e resta fuori.
Nella Lega si afferma, invece, Raffaele Stancanelli che supera il plurivotato generale RobertoVannacci.
Alleanza Verdi e Sinistra registra la vittoria di Ilaria Salis, seguita da Mimmo Lucano, secondo, e da Leoluca Orlando, terzo.
Tirando le somme, sono state elezioni nel segno della stabilità, in Sicilia si registra una grande affermazione di Forza Italia e del suo governatore Renato Schifani, che col 23,73% di queste Europee migliora di più di 6 punti in percentuale il risultato delle precedenti Europee del 2019, quando a guidare il partito era ancora Gianfranco Miccichè. Gran bottino di voti per Edy Tamajo e un consistente contributo al partito da parte di Marco Falcone. In Fratelli d’Italia queste elezioni premiano, invece, soprattutto, Giuseppe Milazzo e Ruggero Razza.
Lydia Gaziano Scargiali







