LISTE ATTESA SANITA’: LA CORTE DEI CONTI SEGNALA CRITICITA’ NELLE REGIONI

Nonostante siano stati stanziati oltre 2 miliardi di euro per la riduzione delle liste d’attesa tra il 2020 e il 2024, i dati comunicati da parte di Regioni e Province autonome non appaino pienamente attendibili in quanto sono basati su comunicazioni non omogenee ed autocertificate.  

La metodologia adottata infatti non si basa inoltre sull’utilizzo di flussi informativi nazionali e di sistemi informativi strutturati, allo stato non disponibili.

E’ quanto emerge dall’analisi sulla Riduzione delle liste di attesa relative alle prestazioni sanitarie non erogate nel periodo di emergenza epidemiologica da covid-19 che la Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti ha approvato con Delibera n. 90/2024/G del 19/11/24, esaminando l’adeguatezza dell’azione amministrativa posta in essere dal Ministero della Salute, in attuazione delle norme sul recupero delle liste di attesa per le prestazioni non rese a seguito della pandemia.

Il documento evidenzia le difficoltà incontrate dal Ministero stesso nello svolgimento delle attività di coordinamento e monitoraggio, sia sul versante della verifica dell’avvenuta programmazione, sia per quanto attiene alla capacità delle autonomie territoriali nel comunicare tempestivamente il grado di raggiungimento degli obiettivi da esse programmati.

I dati trasmessi, infatti, da Regioni e Province autonome – specifica la Corte – risultano spesso parziali e disomogenei e, dunque, non confrontabili fra loro per le diverse metodologie applicate alle stime dei ricoveri e delle prestazioni non erogate, con informazioni che non forniscono sempre quadri aggiornati e completi, dai quali potrebbe emergere un utilizzo regionale delle risorse stanziate maggiormente orientato al ripianamento dei disavanzi sanitari e a un abbattimento solo residuale delle liste di attesa, stante l’ampia finalizzazione prevista dalla normativa vigente.  

Non risulta, inoltre, un meccanismo di acquisizione dati che consenta di valutare l’effettiva applicazione da parte dei soggetti attuatori (aziende sanitarie, etc.) delle misure previste in materia e, soprattutto, per verificare il corretto utilizzo delle risorse finanziarie messe in campo con la fiscalità generale. Questo – sottolinea la magistratura contabile – anche in virtù dell’assenza di risultanze sull’operatività delle sanzioni previste per stimolare le capacità di risposta delle autonomie territoriali, a seguito delle richieste di dati avanzate dal Ministero della salute per il monitoraggio sull’abbattimento effettivo delle liste di attesa.

Anche sul fronte dell’attuazione delle misure assunte in epoca covid e sull’utilizzo delle relative risorse, il Ministero ha riscontrato problematiche legate a una metodologia basata su dati autocertificati.

Inoltre, presso ciascuna Regione, ai sensi del DL 73 del 7/06/24 legge 107 del 29/07/24 ciascuna regione dovrà identificare un Responsabile unico regionale dell’assistenza sanitaria – RUAS che dovrà definire gli interventi utili a correggere le problematiche emerse a seguito dei controlli dell’Organismo. Infine a vantaggio dei professionisti sanitari coinvolti nel processo di riduzione liste di attesa è prevista la detassazione delle prestazioni aggiuntive eseguite. Inoltre, dal 2025, viene abolito il tetto di spesa per le assunzioni di personale.

La Corte nel suo comunicato ha auspicato lo sviluppo di un apparato organizzativo e informativo per il monitoraggio sul conseguimento degli obiettivi in materia, viste anche le risorse stanziate, proprio di recente, per la riduzione del fenomeno.

Guido Francesco Guida

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