RECENSIONE Io Sono Ancora Qui. Regia Walter Salles Con Fernanda Montenegro, Fernanda Torres, Selton Mello Origine Francia, Brasile 2025
Decimo lungometraggio di un autore di film che hanno lasciato il segno, a 20 anni dall’indimenticabile “I Diari Della Motocicletta”, il brasiliano Walter Salles ritorna con un film di tutt’altro tono, che si svolge tra Rio De Janeiro e San Paolo. Siamo nel 1971, un momento tragico. Il colpo di stato del 1964 instaurò infatti una feroce dittatura militare, che vedeva ovunque nemici da eliminare. Tra le vittime Rubens Paiva (Selton Mello), ex deputato laburista, che viveva serenamente con la moglie e i cinque figli a Rio De Janeiro. E si servono perfino delle mogli, per confermare chissà quali delitti, sperando di arrestare tutta la famiglia. Sottoposti a terribili torture, molti arrestati non tornarono più, i loro cadaveri, si seppe poi, furono ammassati in una fossa comune. E se all’inizio vediamo quanto serena fosse la vita della famiglia Paiva, atteso invano il marito, a prenderne le redini fu la moglie Eunice, una donna coraggiosa che riuscì a stento a salvarsi assieme ai figli, e nascose loro la verità alimentando la speranza di rivederlo. E furono tante le difficoltà, anche economiche che Eunice dovette affrontare. Solo molti anni dopo, col ritorno della democrazia, arrivò a casa un certificato ufficiale di morte del padre, un atto dovuto, necessario. E intanto è tornato a casa l’unico figlio maschio, Marcelo Rubens Paiva (Antonio Saboia), giornalista e scrittore. E’ lui che ci consegna, in un suo scritto, la storia vera della sua famiglia. Piace però che ci sia sempre una donna in primo piano: la moglie del “desaparecido” Tutti eccellenti comunque, attori e attrici, e niente retorica o facile commozione. E nel finale i Paiva, ora molto più numerosi, festeggiano la vita ormai serena. A sorpresa, sulla sedia a rotelle, appena riconoscibile, ma serena e sorridente, c’è anche Eunice, ultranovantenne. Che dire di un film sui generis, complesso, a tratti disturbante che ci intrattiene per più di due ore. Walter Salles, come sempre è un magnifico regista. Il suo è un film d’autore, imperdibile, chiara denuncia dei pericoli di guerre e di regimi dittatoriali. A Venezia 81 il film ha avuto successo, tanti premi e candidature agli Oscar. Peccato non averlo alleggerito di una ventina di minuti.
Eliana L. Napoli








