Il regalo di San Valentino

Un racconto di Mariceta Gandolfo

Oggi sarebbe San Valentino,la festa degli innamorati. Uso il condizionale di proposito, in effetti è la festa di San Valentino, ma per me non c’è proprio nulla da festeggiare, nessuno con cui condividere una cenetta romantica, nessuno con cui scambiarsi regali e cioccolatini.

Perché’? Per quale motivo, per quale colpa sono così disgraziata?

Perché sono vecchia, ho settanta anni e secondo mia figlia non ho più diritto di amare e di essere amata, almeno in senso sentimentale e sessuale: l’unico tipo di amore a cui posso aspirare è l’affetto per i figli e i nipotini, in attesa della fine, che tutti si augurano che sia veloce, così da arrecare il meno fastidio possibile

Chiariamo subito le cose, perché non vorrei essere fraintesa: io amo profondamente le mie figlie e adoro i miei nipotini, ma devo ammettere che, quando si arriva a una certa età, i rapporti di forza fra genitori anziani e figli quarantenni impercettibilmente mutano e noi vecchi ci troviamo a dipendere dai nostri figli come se fossimo tornati bambini.

La mia secondogenita, Manuela, che vive ancora in casa con me, perché ha una situazione sentimentale complicata, essendo innamorata di un uomo sposato, che non lascerà mai la moglie, ha quaranta anni, ma dirige la mia vita di settantenne, come se io fossi la figlia e lei la madre.

Per dire l’ultima, Manuela mi ha vietato di continuare ad usare la mia macchina, anche se sono perfettamente in grado di guidare, arrecandomi un fastidio enorme, perché mi ha tolto la libertà di muovermi autonomamente; certamente le motivazioni da lei addotte sono perfettamente razionali(difficoltà di trovare posteggio vicino a casa, costo dell’assicurazione, del bollo, della benzina, etc),ma vogliamo mettere il disagio che mi provoca il dover dipendere sempre da qualcuno per ogni minima cosa?.

Ma torniamo a parlare di San Valentino : ripeto mille volte a me stessa che si tratta di una festa commerciale, nata nella nostra società dei consumi per incrementare la vendita di pupazzi e dolciumi, come da sempre mi spiega mio marito(a proposito, convivo ancora con mio marito, purtroppo, anche se sono così arrabbiata con lui che ho deciso di cacciarlo di casa ) ma non c’è niente da fare: la pressione mediatica è così forte che mi spinge a sentirmi uno straccio, una cosa inutile, se non ho un innamorato con cui condividere cuori di cioccolato e una canzonetta romantica, “la nostra canzone” da ascoltare al chiaro di luna.

Hanno cercato di lanciare la festa dei single, che sarebbe San Giustino, da festeggiare il giorno dopo, ma è stato un fallimento, in quanto, per prima cosa bisognerebbe distinguere se si è single per convinzione (felicemente single) o per necessità, il che farebbe ricadere il festeggiato nella categoria degli sfigati, togliendogli ogni voglia di festeggiare con cenette e regali.

Mentre mi verso rabbiosamente i corn flakes nel latte totalmente scremato, ecco che entra in cucina mia figlia Manuela, con un viso scuro, che fa intuire che anche per lei questo è un giorno difficile da affrontare e si augura che passi prima possibile: il suo innamorato deve averla informata che passerà la serata a cena con la moglie!

Ma io ho bisogno di sfogarmi con qualcuno, per cui metto da parte i suoi problemi e le sputo in faccia la mia rabbia, perché è l’unico essere umano a portata di voce.

“ TI comunico che ho appena cacciato tuo padre fuori da questa casa!”

“Perché, povero papà, che cosa ha combinato?”

“In questa casa non c’è amore! Sai cosa mi ha regalato tuo padre per San Valentino?”

“Su, cosa ti ha regalato per San Valentino?”- chiede stancamente mia figlia.

“No ,prima chiedimi cosa gli ho regalato IO”

“Che cosa gli hai regalato TU?”

  “IO gli ho regalato una finta pipa, scavata nella canna da zucchero da un abile artigiano salvadoregno, dipinta con colori atossici ,che può succhiarsi tranquillamente tutto il giorno senza paura di intossicarsi i polmoni”

“Ma può farsi venire il diabete mellito”- tenta di scherzare quell’insensibile di mia figlia.

“Sciocchezze, comunque è un regalo che viene incontro ai suoi desideri, che mi è costato un sacco di impegno ed esprime cura e amore, senza fare allusioni offensive alla sua età e ai suoi malanni. E ora sai cosa mi ha regalato LUI?”

“Finalmente stiamo arrivando al dunque!”

Manuela è chiaramente scocciata, ma io non demorderò se prima non avrò chiarito un altro fatto importante.

“Non  ancora, prima devo raccontarti gli antefatti. Da parecchio tempo mi sono accorta che per tuo padre io sono diventata invisibile: certamente mi parla, mi domanda dove sono messe le sue cose, mi racconta dei suoi malanni, ma non mi guarda, non fissa mai veramente la sua attenzione su di me, come se fossi un soprammobile, che sappiamo da sempre collocato in casa, al punto che non lo vediamo più. E non mi ascolta, non mi chiede mai come mi sento e cosa desidero veramente…”

“E che cosa desideri veramente, mamma?”

“Ma calore…passione…in una parola AMORE”

“Mamma, hai settant’anni e papà settantacinque …che passione vuoi?”

“Il cuore non invecchia, Manuela, te ne accorgerai quando arriverai alla mia età. Eppure gli avevo mandato dei segnali, alcuni veramente espliciti: gli avevo detto che il mio letto è freddo, che avevo bisogno che mi riscaldasse, che il calore del suo amore avrebbe potuto mettere in fuga i fantasmi gelidi della vecchiaia…e

sai cosa mi ha regalato?

Uno scaldasonno elettrico con termostato regolabile!”

“Mamma, non è facile farti un regalo che ti piaccia e non ti offenda. Mi ricordo che due anni fa papà ti regalò un costosissimo profumo francese e tu…

“vuoi insinuare che puzzo?”

“l’anno scorso ti ha regalato una crema di bellezza e tu…

“dillo, dillo che ho le rughe”

“…per non parlare della batteria da cucina, che tu minacciasti di tirargli addosso, perché vedeva in te solo una cuoca che gli preparasse abbacchio e tortellini. E poi dovevi essere più esplicita: invece di fargli fumosi discorsi sul calore umano, dovevi regalargli una confezione gigante di Viagra”

“Come sei materiale, Manuela! Sei precisa identica a tuo padre! Ma io l’ho cacciato di casa, che si arrangi! Non posso più vivere in una casa senza amore”

“E con chi litigherai da domani in poi?”

“In qualche modo me la caverò, stai tranquilla. Ma com’è diventata complicata la vita oggi! Fra il conquistato diritto  delle donne al sesso e al piacere e una società consumistica che vuole espellerci appena invecchiamo, oppure vuole illuderci che conserveremo sempre un aspetto giovane e piacente, a patto che acquistiamo i prodotti che ci offre, noi donne rischiamo di ritrovarci più confuse che mai. Sai che ti dico, Manuela? Mi tengo le mie rughe e i miei capelli bianchi e i soldi che dovrei spendere per regali, cenette e cioccolatini per San Valentino li spenderò tutti in libri, biglietti per il cinema e il teatro, viaggi e nuove esperienze di vita”

                                                                                        FINE

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