Ho voluto scrivere questa nota perché ho sentito alla televisione un giornalista che diceva che gli USA hanno bombardato le centrali nucleari in IRAN. E’ una imprecisione grave.
Le cosiddette “centrali nucleari” sono centrali di produzione di energia elettrica, dette nucleari perché sfruttano come combustibile barre di Uranio il cui nucleo atomico ha la caratteristica di spezzarsi in due se colpito da un neutrone vagante (fissione nucleare). Questo processo viene controllato nel suo succedersi e produce calore. Calore che viene poi trasformato in energia elettrica.
Una centrale tradizionale utilizza gas fossili come combustibile con emissione di fumi residui che si disperdono nell’atmosfera, una centrale nucleare usa uranio come combustibile e non produce fumi che si disperdono nell’atmosfera. Produce uranio spezzato, uranio che si spezza in vari nuovi elementi altamente radioattivi, questi vengono assorbiti da un mantello che racchiude il cuore della centrale, dove ci sono le barre di Uranio, in modo da non fare fuoriuscire nessun residuo.
La manutenzione di una centrale ha come importante lavoro lo smaltimento regolato del mantello protettivo in luoghi protetti e sicuri e il suo rinnovo. Bombardare una centrale nucleare significherebbe rompere questo mantello con fuoriuscita di materiale altamente radioattivo che si disperderebbe nell’atmosfera. Nessuno bombarderebbe una centrale nucleare, si farebbe del male per tutti.
Allora cosa hanno bombardato gli USA in Iran?
Beh, realmente lo sa solo l’Iran e l’intelligence USA, ma logicamente si deve pensare che siano stati bombardati dei laboratori dove si lavora l’Uranio. Ogni elemento in natura ha nel suo nucleo neutroni e protoni. L’Uranio è un elemento con 92 protoni all’interno del nucleo e 146 o 143 neutroni, cioè esiste un Uranio con 238 particelle e un Uranio con 235 particelle. In natura l’Uranio si trova mescolato tra 238 in grande percentuale e 235 in bassa percentuale. Ora, ricordate il neutrone vagante che spezza l’Uranio in due nuovi elementi? Bene, l’Uranio 235 si spezza molto più facilmente dell’Uranio 238.
All’interno di una centrale nucleare per produzione di energia elettrica la quantità di Uranio è tale che lo spezzarsi, la fissione per usare un termine corretto, avviene in modo controllato. Se invece pensiamo a una concentrazione di solo Uranio 235 tale da creare una catena di fissioni con incremento esponenziale, dopo lo spezzarsi di un nucleo di Uranio vengono liberati neutroni che vanno a spezzare altri nuclei vicini, in questo modo abbiamo una esplosione con emissione di una quantità di energia che raggiunge milioni di gradi e un’onda di espansione incontrollabile: la bomba.
I laboratori dove si lavora l’Uranio e si vuole aumentare la percentuale di Uranio 235 a fronte dell’Uranio 238, il cosiddetto arricchimento dell’uranio, sono laboratori che possono creare quantità di Uranio arricchito per costruire una bomba. Questi laboratori non hanno grande materiale radioattivo in se, se bombardati, non producono grandi emissioni di radioattività. Questi laboratori hanno depositi di Uranio e possono produrre Uranio con una percentuale di Uranio 235 maggiore, Uranio arricchito in 235, per fabbricare le bombe. Questi laboratori vanno eliminati, andrebbero messi al bando da per tutto.
Fissione nucleare (usata nella bomba atomica o a fissione)
- Cos’è: è la scissione del nucleo di un atomo pesante (come uranio-235 o plutonio-239) in due nuclei più leggeri, liberando energia e neutroni.
- Reazione a catena: i neutroni prodotti colpiscono altri nuclei, causando ulteriori fissioni. In una bomba, questa reazione avviene in modo incontrollato e rapidissimo.
- Esempio storico: le bombe di Hiroshima (uranio-235) e Nagasaki (plutonio-239) erano entrambe a fissione.
Salvatore Scargiali – ingegnere nucleare








