Quali i vantaggi?
L’incontro in Alaska fra Trump e Putin ha segnato, di fatto, una svolta nel conflitto Russia-Ucraina.
Sono state messe sul tavolo le questioni principali e avviato finalmente un percorso di pace. Ma non tutti sono d’accordo.
Naturalmente, i media allineati al mainstream lo hanno criticato con le motivazioni più varie, ma la realtà, piaccia o no, è la seguente:
La Russia occupa le regioni a est dell’Ucraina (da sempre popolate da russofili, che, infatti, avevano votato plebiscitariamente a favore dell’indipendenza da Kiev).
L’Ucraina e i suoi alleati non sono riusciti a realizzare i propri veri propositi, che erano quelli di indebolire economicamente la Russia tramite le sanzioni, di far cadere il governo di Putin e di installarvi al suo posto un governo accondiscendente con gli Stati Uniti.
Si trattava di un piano molto ambizioso, che avrebbe dato notevoli vantaggi agli Stati uniti e, forse, anche all’Europa, se fosse riuscito, ma che non teneva conto dei rischi che comportava e che, di fatto, si sono poi verificati. Bisognava, infatti, chiedersi se le sanzioni alla Russia avrebbero funzionato realmente, se un attacco così deciso in territori geograficamente così vicini all’ex colosso sovietico non avrebbe innescato reazioni pericolose e imprevedibili e non avrebbe, invece, rafforzato l’alleanza con la Cina e con i paesi facenti parte dei Brics, indebolendo ulteriormente il potere del dollaro e dell’economia occidentale.
Il presidente americano Biden e i suoi alleati europei si sono fatti trascinare dall’euforia bellicista, trascurando o ignorando del tutto i rischi che l’impresa comportava. Come spesso accade, hanno prevalso le lobby della finanza e delle armi sul buonsenso e sulla buona politica con i risultati che abbiamo ora difronte:
L’Ucraina ha perso più territori, la Russia si è rinforzata politicamente, mentre dal punto di vista economico non è stata annientata come si sperava. Al riguardo, va detto, infatti, che le sanzioni hanno colpito soprattutto i paesi europei, travolti da un’inflazione fuori controllo, e risparmiato la Russia che ha continuato a vendere il suo gas, tramite i paesi amici, persino agli stessi europei, ma a un prezzo più alto di prima.
Infine, il preteso obbligo morale che ci sarebbe stato da parte dell’occidente nella difesa dell’Ucraina, ingiustamente attaccata da Putin, è tutto da discutere.
In primis, tra le regioni ucraine dell’est (filorusse) e quelle dell’ovest (filo UE), si combatteva, fin dal 2014, una guerra civile durante la quale i “buoni Ucraini dell’ovest (nazisti)” non facevano altro che sparare e ammazzare “i cattivi Ucraini dell’est”.
Lasciamo all’immaginazione dei lettori quanto sarebbe stata gradita da parte di questi ultimi una vittoria di Kiev. A un certo punto, però, a fine febbraio 2022, la Russia è intervenuta direttamente in difesa delle martoriate popolazioni ucraine dell’est.
Qualcuno, allora, dirà; “Ma Putin aveva anche i suoi interessi.” “Certamente – diciamo noi – se si considera che, da parte occidentale, arrivavano dichiarazioni del tipo: l’Ucraina deve restare unita, deve entrare nella Nato e nella UE, ovviamente per aver modo, poi, di puntare i missili direttamente contro Mosca e contro Putin”.
Concordiamo, però, sul fatto che la UE e gli Stati Uniti dovevano cercare di impedire che il conflitto scoppiasse, ma non solo non hanno fatto nulla in questo senso, ma, caso mai, proprio tutto il contrario. E non si dica che non avrebbero avuto dei mezzi per dissuadere la Russia dall’attaccare l’Ucraina, se avessero usato il buon senso e rispettato la volontà dei popoli coinvolti.
Invece, la politica di potenza, portata avanti da Biden e dai suoi alleati non solo si rivelata perdente, ma ha indebolito soprattutto questi ultimi, rafforzando, al contrario, la coalizione dei paesi nemici dell’occidente. Davvero un bel risultato!
Ma, come se tali errori non fossero bastati, chi ha perso vorrebbe ora continuare a perdere, sprecando così risorse economiche fondamentali per la crescita dei paesi europei.
Il pragmatismo di Trump sta cercando di impedirlo, scegliendo la distensione perché, da valido imprenditore qual è, sa che a volte è meglio perdere che straperdere e che se l’occidente (cioè l’area del dollaro) vuole ancora contare qualcosa deve, per forza di cose, evitare guerre inutili e sanguinose che, oltretutto, impoveriscono i popoli e le loro economie.
Lydia Gaziano Scargiali







