Se la violenza è di sinistra troppo spesso viene giustificata
Crediamo fermamente che la violenza, da qualunque parte provenga, vada sempre condannata. Chi, invece, ritiene che il proprio avversario politico vada abbattuto a colpi di pallottole è un soggetto pericoloso per se stesso e per la società civile.
L’assassinio di Charlie Kirk, il giovane influencer americano difensore della famiglia e dei valori cristiani, è infatti la dimostrazione lampante di come una sinistra che sta perdendo presa sui giovani si senta sconfitta e, in preda alla disperazione, ricorra a qualunque mezzo pur di continuare a vincere.
Questo delitto, poi, lungi dall’indebolire la destra la rinforza: chi ha sparato a Kirk ne ha fatto un eroe e se, da vivo, le sue idee potevano anche apparire non del tutto condivisibili, da morto, le rafforzano dimostrando in modo plateale quanto siano pericolose e antidemocratiche quelle dei suoi oppositori.
Chi era Charlie Kirk
Charlie Kirk aveva 31 anni e rappresentava il braccio di Trump dentro le università. Aveva milioni di follower sui social e aveva influenzato le scelte governative del presidente Usa, che lo ha definito una “figura leggendaria”
A soli 31 anni era diventato un punto di riferimento per i giovani universitari che in qualche modo si sentono vicini alla dottrina Maga. Influencer di destra, capace di fidelizzare milioni di follower attraverso i suoi podcast e profili social – oltre 8,7 milioni su Instagram e 7 su TikTok – Charlie Kirk, sposato con una ex Miss Arizona, Erika, e con due figli, è stato ucciso mentre teneva uno dei consueti eventi di un format di dibattiti pubblici che portava abitualmente nelle università statunitensi, “The American Comeback Tour”. Quando è stato raggiunto da un’unica pallottola che lo ha colpito mortalmente al collo, parlava con gli studenti del campus della Utah Valley University (Uvu). La notizia è giunta alla Casa Bianca come un fulmine a ciel sereno. Donald Trump ha accolto questo omicidio con incredulità, rilasciando un post sui social nel quale parla di una “figura leggendaria” e disponendo alla Casa Bianca la bandiera a mezz’asta.
“Charlie era un patriota che ha dedicato la sua vita alla causa del dibattito aperto e al Paese che amava così tanto, gli Stati Uniti d’America – ha detto poi Trump in un intervento -. Ha combattuto per la libertà, la democrazia, la giustizia e il popolo americano. È un martire per la verità e la libertà, e non c’è mai stato nessuno che sia stato così rispettato dai giovani”. aggiunto. Diversi analisti indicavano il 31enne come un possibile futuro leader della destra americana.








