UNIONE EUROPEA – ULTIMO ATTO

Seconda parte: La guerra russo-ucraina e la fine della UE


LORENZO ROMANO
Roma, novembre 2025

Nella prima parte del mio articolo avevo esaminato le incongruenze tecniche ed economiche che stanno portando l’Unione Europea verso un declassamento di livello mondiale.
Ricordo molto bene, infatti, che le personalità di taluni paesi africani con i quali progettai varie iniziative, vedevano l’euro come risorsa fondamentale per il loro rilancio economico, nell’idea di abbandonare il franco francese e il dollaro americano come base e utilizzare l’euro per le trattative economiche inter – africane e col resto del mondo.
In effetti l’euro parti benissimo e fu subito accettato dei mercati tant’è vero che venne quotato 1:1,3 rispetto allo USD, una grossa vittoria per i popoli delle prime 12 stellette! Un entusiasmo generalizzato serpeggiava per la UE trascinata da una Germania in piena produzione e con una Francia che si poneva come interlocutore europeo, un “gendarme”.
L’Italia iniziava la sua tipica travagliata esistenza tra l’accettare totalmente e senza discutere gli “ordini” (Direttive) UE anche se talvolta erano abbastanza sconvenienti (vedi prima parte), o arroccarsi in un sistema politico perdente con il quale cercava in tutti i modi di compensare le debacles industriali prodotte dalle strane politiche imposte dalla Commissione Europea.
Fu così che l’Italia pian piano si avvicinava al “default” e fu salvata dal miracoloso intervento del Presidente Mario Draghi col suo “bazooka”, sparando miliardi direttamente nelle casse dell’Italia a tasso infimo, onde prevenire l’impossibilità di saldare i debiti e la mancanza di rimborso dei titoli pubblici in scadenza!
Nota: qualcuno suggerì persino di vendere il Colosseo…
Ma come si sa, l’Italia, anzi, gli italiani sono “duri a morire” ed ecco che in pochi anni cambiò tutto: sconfitto il centrosinistra alle elezioni politiche del 2022, il centro destra con a Capo l’On. Giorgia Meloni, riportò l’Italia al rating B++, cioè la stabilità e affidabilità economica. Dai bollettini ISTAT si nota una forte ripresa dell’occupazione e dei livelli industriali anche se in lenta crescita.
Ciò nonostante vediamo, però, come la UE si stia dissanguando per mantenere in piedi il regime di Kiev e far confluire lì risorse notevoli per combattere una guerra persa in partenza!
Segnalammo fin dal lontano 2017 che la guerra contro la Russia non prometteva nulla di buono ma l’ingordigia dei guerrafondai, poi auto definitisi “volenterosi”, non fece valutare loro le vere capacità belliche della Federazione Russa.
In effetti la Russia stava procedendo con una guerra “morbida”, ben attenta a non gravare troppo sulla popolazione civile ucraina perché, vi ricordo, l’Ucraina è sempre stata una provincia russa fin dal 1730, anno nel quale Caterina II unificò le varie tribù del territorio. Soltanto nel 1991 divenne nazione sovrana, grazie a Eltsin che organizzò un referendum per far decidere alla popolazione ucraina se rimanere nella Federazione o diventare Stato autonomo. Per questo motivo i cittadini ucraini sono considerati per lo più di etnia russa.
Purtroppo, dopo il 1991 la situazione si aggrovigliò al punto tale che grazie a un golpe, ai soldi immessi da un ricco ucraino e all’intervento dei servizi segreti occidentali (i nomi non vengono mostrati per evitare rappresaglie) gli eventi costrinsero la Russia a portare le sue truppe in Ucraina a protezione delle etnie russofone, oggetto di decimazione da parte delle milizie naziste Azov agli ordini della Presidenza Ucraina, secondo i migliori canoni himmleriani (buon sangue non mente!).
La UE, nella sua magnifica insipienza, ignorò falsamente tutta questa Storia che è all’origine della guerra Russo – Ucraina, su suggerimento di coloro che volevano portare in Ucraina una specie di “Desert Storm” (da ricordare la guerra contro Saddam Hussein) per invadere la Russia onde appropriarsi dei suoi tesori e non esitò un istante a colpevolizzare la Russia accusandola di progettare un disegno di conquista dell’Ucraina, per poi affrontare le altre nazioni ex “satelliti” e rifondare l’URSS.
Venne così fatta una spaventosa pressante propaganda fortemente mendace alla quale contribuirono i giornali, le televisioni e quasi tutti gli esponenti dei maggiori partiti politici europei. Nessuno di costoro analizzò le vere cause della guerra, anzi, la UE si impegnò per il sostegno del Presidente nazista e golpista dell’Ucraina, a sostenerlo finanziariamente e rifornirlo di strumentazione bellica, ad oltranza…
Fu una scelta sbagliatissima per tre gravi motivi:
1. La Federazione Russa, smaltiti gli ideali del PCUS, è ora una nazione socialdemocratica ed è piuttosto orientata al commercio con gli europei e col resto del mondo, anziché combatterli per un “supposto” eventuale allargamento dei confini stabiliti con l’accordo di Minsk firmato nel 1991 (essenzialmente No NATO zone).
2. La Federazione Russa è conscia di avere una popolazione di circa 160 milioni di abitanti e un’estensione di 11 meridiani, per cui non è nemmeno ragionevole tentare di allargare i suoi confini sottraendoli ai paesi vicini.
3. Il terzo errore ben più grave è il non aver valutato correttamente la potenza bellica della Russia! Un banale errore che al momento sembra sia costato circa un milione di soldati ucraini morti o invalidati e circa 200 miliardi di euro concessi dalla coalizione USA-NATO-UE all’esercito ucraino per il mantenimento della guerra.

La guerra contro la Federazione Russa fu persa in partenza perché gli eserciti della coalizione USA (Biden)+NATO+UE credettero di poter conseguire una facile vittoria utilizzando truppe di terra equipaggiate con armi pesanti moderne. La Russia, invece, poiché carente di soldati e di moderni mezzi pesanti, sviluppò con notevole successo armi aeree automatiche, cioè prive di equipaggio.
Un mezzo meccanico si può costruire, ricostruire e adattare alle necessità. Un soldato ferito è un soldato in meno ed è di difficile rimpiazzo tant’è vero che i generali ucraini, finiti i soldati uomini, stanno meditando di creare divisioni di sole donne.
Dal “golpe” dell’attuale Presidenza ad oggi sono passati ben sette anni (2017 2025) e la situazione in Ucraina sta peggiorando a danno della popolazione civile e dei loro soldati. C’è un certo accanimento a perseguire la guerra la cui vittoria finale non può non essere la TERZA GUERRA MONDIALE. La Russia, per giungere ad una pace duratura, vuole l’autonomia amministrativa delle regioni Donbass, tra cui Kherson e Zaporizhzhia da lei considerate da sempre facenti parte della Russia.
Sull’altro fronte la Presidenza non vuole menomare l’integrità geografica dell’Ucraina. A questo punto un accordo sembrerebbe impossibile e nel frattempo gli attacchi all’entroterra della Russia sembrerebbero sempre più frequenti e con qualche successo strategico.
E’ una situazione che non potrà durare a lungo e la Russia ha già dichiarato che un eventuale attacco di una certa rilevanza, non le impedirà di utilizzare qualcuno dei suoi vettori ad alta capacità distruttiva. Ciò potrebbe essere l’innesco della III G. M., quale sarà la città europea che sarà bruciata per prima?!
Nel frattempo (e fortunatamente) gli USA sono bloccati da problemi politici interni e così anche la produzione di armi in grado di contrastare la Russia non sembrerebbe imminente. Ciò significa che un attacco russo su larga scala ai danni della UE e associati, non troverebbe alcun aiuto da parte degli USA-NATO i quali altrimenti si vedrebbero distruggere le loro principali città senza poter fare nulla, nemmeno con i loro super sommergibili atomici dislocati lungo le coste russe (qualcuno dimentica che tali coste sono distribuite su 11 meridiani, quindi impossibili da controllare con solo qualche sommergibile…).
Del resto gli USA si sono impegnati in una guerra contro i narcotraffici sudamericani, forse con qualche mira nei confronti degli enormi giacimenti petroliferi venezuelani che per quanto di scarsa qualità, sarebbero molto utili all’insieme degli occidentali, ora costretti a comprare comunque petrolio russo “triangolato” con nazioni terze, rendendo vane le sanzioni commisurate!
Tutta la questione dell’attuale instabilità dell’emisfero occidentale è da addossare alla UE, ormai chiaramente totalmente coinvolta nella distruzione dell’Unione Europea e, tra l’altro, la continuazione della guerra in Ucraina ne è la prova definitiva: che senso ha seguitare a spremere i cittadini europei estorcendo loro centinaia di miliardi per finanziare l’esercito dei “morti viventi” ucraini ?!
“Ave Caesare, morituri te salutant”. Salutavano così gli antichi gladiatori prossimi a morire in combattimento, ciò sembrerebbe negato alle giovani leve rapite e mandate in una assurda guerra: giovani soldati destinati a soccombere anche perché privi di un sufficiente addestramento!
Diciamo pure che la morte di tanti poveri giovani non interessa a nessuno perché ciò che conta è il giro di miliardi in uscita dalle Tesorerie dei vari Stati aderenti alla coalizione anti- Russia per finire – dicono – nelle tasche del Presidente ucraino e forse alimentanti direttamente o indirettamente anche qualche “nume” europeo ancora interessatissimo a mantenere attiva la guerra contro la Russia!
A mio avviso ritengo che la guerra in Ucraina ci proteggerà indirettamente contro la dissoluzione della UE, ora fin troppo intenta e distratta dal combattere una guerra già persa prima d’iniziarla, così come Israele ci sta proteggendo dall’invasione delle truppe islamiche intenzionate a riproporre gli ambiziosi piani degli Ottomani!
Non resta che augurarci una buona fortuna!

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