la rivoluzione delle cure
Una nuova sanità per i cittadini, a partire dal territorio, entro quest’anno 2026 dovrebbe vedere finalmente la luce.
Una riforma che mira a spostare molte cure dall’ospedale al territorio, per:
- ridurre le liste d’attesa;
- evitare accessi impropri al pronto soccorso;
- seguire meglio pazienti cronici, fragili e anziani;
- offrire servizi più vicini a casa.
Un modello basato su prossimità, integrazione e continuità assistenziale.
Le aspettative in Sicilia sono grandi ed antiche e già lo scorso anno le avevamo annunciato https://www.palermoparla.news/una-nuova-assistenza-sanitaria-per-una-migliore-salute/
Dopo tanti anni di lamentele, di costi esorbitanti (soprattutto per i “viaggi della speranza” in altre regioni d’Italia ed all’estero) il nuovo sistema dovrebbe entrare in funzione garantendo prevenzione, efficacia e la cosiddetta medicina di prossimità.
Il SSN nato nel ’78 copiando quello inglese si è, negli anni, adeguato al paradigma della universalità senza copiarne efficacia ed efficienza.
L’emergenza sanitaria del 2020 e 2021 ha ulteriormente messo in luce la debolezza italiana della medicina territoriale pur se negata, a correnti alterne, da politici, amministratori e media compiacenti.
Le cause erano molteplici, stratificate e da ricercare sia tra i gestori che epidemiologiche, finanziarie e nella cultura sanitaria.
Ricordiamo pertanto a grandi linee la medicina territoriale che vedrà l’impegno dei medici di famiglia, di continuità assistenziale, dell’ex 118, degli specialisti ambulatoriali con maggiori competenze e ruoli.
Fondamentale e prodromico è il rinnovo del CCNL Medicina Generale 2022-2024 che porta aumenti agli stipendi, nuove normative e cambiamenti operativi. E’ stato inoltre assegnato un fondo specifico per le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), incentivando l’adesione ai nuovi modelli organizzativi e il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Questi i cardini:
- Promozione di una collaborazione interdisciplinare, incentivando la comunicazione tra specialisti e medici di famiglia e la prescrizione diretta di esami e visite di controllo appropriate.
- Coinvolgimento attivo nei percorsi AFT, che permette ai medici di famiglia di assumere un ruolo potenziato nella programmazione e nell’esecuzione delle strategie territoriali, con benefici anche in termini di bonus economici subordinati al raggiungimento degli obiettivi clinici e organizzativi.
- Rafforzamento della collaborazione interdisciplinare, favorendo una maggiore integrazione con altre figure sanitarie per ottimizzare i percorsi assistenziali nell’interesse dei pazienti.
La riforma della medicina generale 2025, spesso contestata da taluni sindacati, non è un semplice adeguamento normativo, ma un cambio di paradigma.
Il medico di famiglia diventa parte di un sistema integrato, protagonista nella prevenzione e nella gestione della cronicità. La riforma introduce turni orari assegnati dalle Aziende sanitarie: oltre allo studio, i medici saranno impegnati in prestazioni orarie nelle Case di Comunità. Gli hub garantiranno presenza 24/7, mentre gli spoke 12 ore al giorno per sei giorni la settimana. La vecchia guardia medica viene sostituita da una continuità assistenziale h24, in collegamento con le centrali operative 116117 e 112.
Pilastro della riforma è, quindi, la collaborazione. L’isolamento professionale lascia spazio alle aggregazioni di MMG, con un modello di lavoro basato su reti territoriali e strumenti comuni. Comprendere come funzionerà questo sistema è essenziale per prepararsi.

Lavorare in rete significa non solo condividere spazi, ma anche responsabilità cliniche. Il paziente diventa del team, non solo del singolo medico. Il paziente cronico dovrà essere seguito da più figure in sinergia, riducendo duplicazioni, inappropriatezza, liste di attesa e migliorando la qualità del servizio.
In questo quadro ricordiamo che il Decreto Ministeriale riconosce un ruolo fondamentale alle associazioni dei pazienti anche attraverso i Comitati Consultivi Aziendali, che dovranno essere coinvolte nei processi decisionali e di controllo nel campo delle Case della Comunità. Non dovranno essere osteggiati e ritenuti ostacolo al programma di cura, ma potranno co-progettare i servizi, partecipare alla programmazione e seguire i percorsi di prevenzione, cura e riabilitazione. Una novità che necessita competenza, ascolto, partecipazione e responsabilità.
Le strutture funzionali ed organizzative di seguito elencate (già illustrate nel precedente articolo https://www.palermoparla.news/una-nuova-assistenza-sanitaria-per-una-migliore-salute/) sono alla base del nuovo modello volto anche ad evitare ricoveri impropri e dovrebbero essere tradotte in pratica entro il 2026.
Si tratta di: Ospedali di Comunità, Case della Comunità, Centrale Operativa 116117 NEA, Centrali Operative Territoriali (COT), Unità di Continuità Assistenziale (UCA), Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), Rete delle cure Palliative, Farmacie territoriali, Telemedicina.
A queste si aggiungono nuove figure assistenziali come il “case manager” e l’infermiere del territorio.
Il tutto potenziato ed assistito dalla telemedicina e dal fondamentale Fascicolo Sanitario Elettronico costantemente aggiornato da tutti gli attori sanitari autorizzati ad accedervi.
Cosa è già attivo o in itinere nella provincia di Palermo?
- Già inaugurata a Godrano la prima Casa della Comunità realizzata dall’Asp di Palermo, un presidio territoriale che rappresenta uno dei cardini della nuova rete di prossimità prevista dalla Missione 6 – Salute. La struttura, già operativa, ospita il Servizio di continuità assistenziale, l’ambulatorio del medico di medicina generale, un punto prelievi attivo il mercoledì, la postazione di consegna dei farmaci (sempre il mercoledì) e l’ambulatorio specialistico di pneumologia. A questi si aggiungeranno a breve gli ambulatori di cardiologia e diabetologia. Gli spazi includono inoltre un’area dedicata all’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), una sala riunioni e locali tecnici destinati a spogliatoi e depositi. L’intervento sull’immobile ha riguardato una completa ristrutturazione e rifunzionalizzazione dei locali: nuova distribuzione degli spazi interni, sostituzione degli infissi, rifacimento degli impianti idrici e degli impianti di climatizzazione estiva e invernale centralizzata. È stato, inoltre, installato un impianto fotovoltaico da 20 kW, che rende l’edificio autonomo dal punto di vista energetico. Il costo complessivo dell’intervento, comprensivo di arredi, attrezzature sanitarie e allacciamenti, è stato di 545.234,53 euro, interamente finanziati dal PNNR.
- Il 22 dicembre 2025, l’Azienda sanitaria provinciale ha inaugurato altre due Case della Comunità. Una a Valledolmo in via Stagnone n. 35 a e l’altra a Ventimiglia di Sicilia in Piazza Santa Rosalia n. 8.
- Il 12 gennaio è stata inaugurata a Monreale la Casa della Comunità di via Ignazio Florio. All’interno dell’edificio trovano spazio la Continuità assistenziale, la postazione del 118 attiva 24 ore su 24, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, l’ambulatorio infermieristico, il Punto Unico di Accesso (PUA), i servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e diverse attività specialistiche, tra cui angiologia, neurologia, otorinolaringoiatria, pneumologia, diabetologia e cardiologia. L’edificio si sviluppa su due elevazioni per una superficie complessiva di 623 metri quadrati ed è stato oggetto di interventi di ristrutturazione e adeguamento funzionale per un investimento complessivo di 905.972 euro.
- Nel territorio provinciale, l’Asp di Palermo ha, già, completato i lavori di ristrutturazione di altre 4 Case della Comunità (Cerda, Cinisi, Capaci e Alimena) che, una volta ultimati gli allestimenti, dovrebbero divenire fruibili dagli utenti.
- Completati anche i lavori dell’Ospedale di Comunità di Piana degli Albanesi, che sarà operativo dopo le autorizzazioni amministrative di rito.
- A LAMPEDUSA inoltre è già OPERATIVO un SERVIZIO ONCOLOGICO DECENTRATO frutto della sinergia di diverse strutture sanitarie che attua anche chemioterapia nei locali del Poliambulatorio dell’Asp di Palermo in Contrada Grecale. Nella prima fase l’attività sarà dedicata alle sole visite oncologiche ambulatoriali, con accessi programmati di specialisti del Policlinico di Palermo, in stretta integrazione con l’equipe sanitaria locale dell’Asp di Palermo. Dal mese di febbraio è previsto anche l’avvio dell’attività chemioterapica, che consentirà ai pazienti di effettuare i cicli di trattamento direttamente sull’isola.
- Prosegue inoltre il programma dell’Open day dell’ASP di Palermo con il seguente calendario del 2026:
- 20 gennaio – Bolognetta 29 gennaio – Roccapalumba 5 febbraio – Castelbuono 10 febbraio – Ciminna 17 febbraio – Palermo – Zen 28 febbraio – Cefalù 3 marzo – Giuliana 6–8 marzo – Lampedusa 12 marzo – Villabate 17 marzo – Geraci Siculo 19 marzo – Gratteri 24 marzo – Pollina 28 marzo – Corleone 9 aprile – Castellana Sicula 14 aprile – Palermo – Sperone 16 aprile – Valledolmo 21 aprile – Santa Flavia 23 aprile – Roccamena 28 aprile – Villafrati 5 maggio – Palermo – Danisinni 7 maggio – Belmonte Mezzagno 12 maggio – Montelepre 14 maggio – Chiusa Sclafani 19–20 maggio – Ustica 23 maggio – Petralia Soprana 26 maggio – Torretta 28 maggio – Trabia 4 giugno – San Mauro Castelverde 9 giugno – Contessa Entellina 11 giugno – Caltavuturo 16 giugno – Altofonte 18 giugno – Alia 23 giugno – Alimena 25 giugno – Gangi 30 giugno – Isnello 7–8 luglio – Linosa.
In ciascuna delle tappe in calendario i cittadini potranno accedere gratuitamente e senza prenotazione a screening oncologici (mammella, cervice uterina, colon retto), prevenzione cardiovascolare e prevenzione delle malattie infettive sessualmente trasmesse, vaccinazioni, controlli audiometrici e diabetologici, screening pediatrici visivi e logopedici, oltre ai servizi dello sportello amministrativo.
Un servizio utile, ma con costi non indifferenti che, in passato, è servito in passato ad affrontare deficienze operative e gestionali che adesso non dovrebbero essere più presenti.
Un nuovo percorso quindi volgerà a breve a termine.
Un percorso agognato che, comunque, presenta anche diverse incognite sia in termini di risorse umane che di organizzazione e partecipazione.
di Guido Francesco Guida








