Foibe, 10 febbraio

il ricordo contro l’oltraggio tra commemorazioni e polemiche

Il 10 febbraio di ogni anno, l’Italia celebra il Giorno del Ricordo, solennità civile istituita con la Legge 92/2004 per commemorare le vittime delle foibe, l’esodo giuliano-dalmata e le complesse vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra, tra il 1943 e il 1947. 

Tante le iniziative in tutta Italia per celebrare una delle pagine più buie della nostra storia recente, per decenni negata dalla storiografia ufficiale.

Ed ancora oggi, oggetto di sorprendenti polemiche.

A Pordenone si è inaugurata la mostra “Foibe ed esodo. Una storia italiana, una storia europea”. La rassegna si compone di venti pannelli ed è realizzata da Emanuele Merlino con Emanuele Mastrangelo e Andrea Moi. Un viaggio attraverso due millenni di storia del confine orientale, lingua e cultura di matrice italiana tra le due sponde del mare Adriatico. Un’attenzione particolare è riservata alle vicende degli ultimi due secoli. L’esposizione è ospitata nel chiostro “Norma Cossetto” della Biblioteca civica, fino al 28 febbraio.

Da Bologna (che oggi ha dedicato la seduta solenne del Consiglio regionale al Giorno del Ricordo) a Torino, da Milano a Roma. “Le iniziative sono numerose perché sono tanti gli aspetti di una storia tragica ma anche lunga. Che inizia ben prima della Seconda guerra mondiale e del suo epilogo con le foibe e l’esodo di massa degli italiani”, ha spiegato Chiara Sirk, presidente del Comitato di Bologna dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

Tra gli appuntamenti dal forte impatto emotivo la cerimonia alla Stazione centrale di Bologna sul primo binario, davanti alla lapide del cosiddetto “treno della vergogna”.

Antonino Macaluso

Roma, 7 febbraio 2026

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