Le amiche di Margherita, l’ultima pubblicazione di Mariceta Gandolfo, ci mostrano un microcosmo della società borghese divisa tra idealità e realtà.
Con la solita ironia che sembra contraddistinguerla, Mariceta Gandolfo, in Le amiche di Margherita, la sua più recente pubblicazione, ci propone uno spaccato della società borghese perennemente in bilico tra perbenismo e ricerca di autenticità.
Con altre parole, si potrebbe anche dire che quando i bei propositi si scontrano con la dura realtà non è affatto facile compiere le scelte giuste, quelle forse più opportune, perché allora entrano in gioco passioni, sentimenti, contrasti, le tante difficoltà della vita concreta che ci trascinano anche là dove non vorremmo andare.
La protagonista del romanzo, Margherita, ha un gruppo di amiche che la vengono a trovare e che trovano in lei una spalla su cui piangere e riversare i propri patimenti o magari qualcuno cui chiedere consiglio in situazioni difficili.
Si tratta di donne dalle personalità molto diverse e che, di conseguenza, fanno anche scelte diametralmente opposte.
Ognuna ha i suoi guai e la stessa Margherita non è esente, venendo anche lei coinvolta nelle vicissitudini delle amiche.
Amiche queste sì, ma non sempre, talvolta, infatti, si rivelano più nemiche che amiche.
In tutto ciò, le faccende si complicano allorché la figlia di Margherita, Marta, comincia ad ascoltare le conversazioni e ad annotare quel che accade nelle famiglie delle amiche della mamma: sarà un materiale utile per la stesura di un romanzo cui vorrebbe mettere mano.
Margherita e le amiche non sanno di essere ascoltate e, inoltre, si sentono al sicuro perché credono che delle bambine (le due figlie di Margherita, Marta e Serenella) non potrebbero mai comprendere il senso dei loro discorsi.
Purtroppo così non è: è tipico degli adulti sottovalutare le capacità intuitive dei bambini che, molto spesso, sanno ricostruire il filo di un discorso e arrivano a comprenderne perfettamente il senso.
Anche Marta, però, sottovaluta l’intuizione materna e non sarà in grado di nascondere bene il suo diario che finirà, così, tra le mani della genitrice, a questo punto ben decisa a scoprire che cosa ha scoperto la figlia ascoltando le sue conversazioni con le amiche.
L’autrice sa dare una descrizione alquanto verosimile della personalità di queste giovani signore, alle prese con mariti o compagni infedeli e poco affidabili. Anche la psicologia dei personaggi maschili appare ben costruita e ricca di sfaccettature.
Nessuno sembra salvarsi da colpe od errori: quanto lontana ci appare a volte la nostra metà, così diversa dalla persona che un giorno avevamo conosciuto e di cui ci eravamo innamorate.
Ma a tradirci è la vita, il fato o la persona che vive accanto a noi e ha giurato di amarci?
Neppure le mogli, del resto, appaiono, poi, del tutto esenti da colpe o errori: per alcune, infatti, le avventure sentimentali o sessuali risultano così divertenti, perché non approfittarne? Purtroppo, ahimè, le conseguenze non lo saranno altrettanto.
C’è, infatti, un mondo intorno a noi con cui dobbiamo comunque avere a che fare, un mondo sempre pronto a giudicarci senza fare alcun sconto: genitori, figli, amici…com’è difficile la vita anche quando vorremmo prenderla alla leggera!
Il dramma, però, si colora anche di comicità. Come in certe commedie italiane, dove, stranamente, il pianto si trasforma in riso e viceversa, così, le reazioni umane sono talvolta del tutto imprevedibili.
Nel romanzo di Mariceta si intravede una sorta di dolce-amaro che, forse, rivela l’animo dell’autrice e sembra dirci: “ci sarebbe tanto da piangere sulle vicende umane, ma, dopo tutto, è meglio riderci sopra”.
Lydia Gaziano Scargiali
Mariceta Gandolfo Le amiche di Margherita Casa Editrice Kimerik








