
Il lavoro manuale è indispensabile per esercitare l’ingegno.
La parola arte etimologicamente deriva da “arto“. Usare le mani è ciò che dobbiamo fare. L’artista usa le sue mani che sono la sorgente, la base per fare le cose.
Chi ha consuetudine con il lavoro manuale ha le mani callose vissute alterate dal lavoro e si distingue da una mano che non è abituata a fare lavori manuali. Con l’era della tecnologia digitale stiamo perdendo l’uso creativo delle nostre mani, che usiamo solo ed unicamente per digitare.
Occorrono dei “maestri” che ci insegnino ad usare le mani …oggi usiamo solo il polpastrello che è diventato uno strumento con il quale facciamo tutto. Ma il movimento delle mani è dato dal cervello e anche dal cuore questo riguarda l’artista in quanto crea un qualcosa che pensa ed ama con il movimento della mano.
Noi italiani abbiamo la padronanza dell’uso delle mani? Sicuro che si abbiamo molti artigiani ed artisti bravissimi ma purtroppo le nuove generazioni non sanno più scrivere a mano …disegnare: la calligrafia è materia di studio antica. Era fra le più apprezzate, sulla scia dei lunghi anni anteriori a Gutenberg. Oggi ecco l’enorme danno prodotto dall’uso sfrenato dei tablet, dalla digitalizzazione che è diventata una “droga “. I più intelligenti crescono con i tablet… E’ a furia di impostare e parlare con essi che procede l’evoluzione dell’uomo sapiens da una parte, ma dall’altra si sta perdendo un patrimonio, una ricchezza acquisita, certamente delle abilità o addirittura delle cose acquisire.

L’uso delle mani porta anche al misticismo. Resta la memoria di una setta di protestanti chiamati “shakers” perché scuotevano il corpo, che dicevano che il paradiso fosse su questa terra ed erano anche designers. Avevano deciso di non avere rapporti sessuali e insegnavano agli orfanelli ad usare le mani, insegnavano a fare il falegname. Erano una tribù e gli uomini dormivano a nord le donne a sud ma oggi si sono estinti.
Ciò che è comodo spesso non è intelligente, creare e fare delle cose con le mani è più piacevole e di sicuro più faticoso, ma più soddisfacente.
Il falegname il pianista lo scultore muovono le mani e creano delle cose; un falegname trasforma la materia, crea, vede il prodotto realizzato, ha soddisfazione. Fai un progetto con le mani che poi diventa arte. Dobbiamo ricercare la bellezza la creatività che l’uso delle mani solo può consentirci di raggiungere. Il privilegio della modernità è la comodità, ma tutto ciò che è comodo rischia di renderci …stupidi.
Marisa Mauro
(Riflessioni dedicate ad Oliviero Toscani – Corrispondenza da Roma)

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Una teoria scientifica sostiene che le caratteristiche delle mani di cui è provvisto il genere umano, in particolare la cosiddetta “opponibilità del pollice”, abbia svolto un ruolo fondamentale nell’evoluzione intellettiva dell’Homo sapiens. Anzi, uno dei momenti chiave dell’evoluzione umana sarebbe stato lo sviluppo del pollice opponibile, caratteristico della specie Un particolare morfologico che garantisce la presa salda con cui divenne possibile utilizzare utensili. Tipicamente questo “step” evolutivo viene fatto risalire all’Homo habilis, un ominide vissuto 2,4 milioni di anni fa, ma un più recente studio dell’Università del Kent ha ipotizzato che il primo esempio di opponibilità del pollice, tale da consentire il disinvolto uso di un utensile, risalga a quasi 800.000 anni prima, in un altro antico antenato della nostra specie: l’Australopitecus africanus. Quindi siamo a 3,2 milioni di anni or sono…
Sia chiaro che trattasi di ominidi estintisi e, in qualche modo, geneticamente soppiantati poi dall’Homo sapiens. C’è chi osserva che l’opponibilità del pollice sia comune fra l’uomo e i primati. Tuttavia, la struttura ossea interna del metacarpo di natura “spugnosa” della mano umana risulta decisamente più leggera e consente un uso della mano ben più articolato e disinvolto. Ridurre l’esercizio della manualità può rivelarsi una “scelta” contraria alla stessa natura che ha fatto dell’umanità ciò che è (D.)








