Confimprese si rivolge al Sindaco, al Prefetto e al Questore proponendo alcune misure per rafforzare la sicurezza nelle aree della movida
Confimprese Palermo ha trasmesso al Sindaco di Palermo, al Prefetto e al Questore una nota contenente alcune riflessioni sulle misure adottate per rafforzare la sicurezza nelle aree della movida cittadina e sulla possibile rimodulazione degli orari delle attività.
Nella lettera l’associazione riconosce la necessità di affrontare con determinazione il tema della sicurezza e considera la limitazione temporanea degli orari come una misura che può essere valutata nell’ambito di una fase sperimentale, finalizzata a verificare l’effettiva riduzione delle situazioni di rischio nelle fasce orarie maggiormente interessate dagli episodi più gravi.
Allo stesso tempo, l’analisi dei principali fatti di cronaca degli ultimi anni evidenzia alcuni elementi che meritano attenzione. In diversi casi, infatti, gli sviluppi investigativi e giudiziari hanno fatto emergere contrasti personali preesistenti, rivalità tra gruppi o altre dinamiche che hanno trovato nelle aree della movida il luogo in cui manifestarsi, ma non necessariamente la propria origine.
Confimprese Palermo richiama inoltre l’attenzione sulla frequente presenza di armi da fuoco o da taglio negli episodi più gravi e sulla necessità di valutare il possibile spostamento delle aggregazioni verso aree diverse della città, considerando che le modalità di ritrovo giovanile non si esauriscono all’interno dei pubblici esercizi.
Per questo motivo l’associazione nella persona del suo presidente Giovanni Felice propone che gli effetti delle misure adottate siano accompagnati da un monitoraggio periodico fondato su dati oggettivi relativi agli episodi registrati, alla loro distribuzione per fascia oraria, alla localizzazione territoriale e alle dinamiche emerse dalle successive attività investigative. “La sicurezza rappresenta un interesse comune delle istituzioni, dei cittadini e delle imprese- conclude Felice – Per questo riteniamo necessario affrontare il tema sulla base di dati ed evidenze concrete, evitando semplificazioni e verificando nel tempo gli effetti reali delle misure adottate”.







