Italia – la barca eppur si muove: avanti al minimo, ma avanti…

Il Mef Ministero Economia e finanze a Roma

Standard and Poor’s questa volta “non ci affossa”. Menomale: afferma che l’economia italiana sta mostrando positivi segnali di ripresa ma dopo sei anni di stagnazione il processo di recupero sarà probabilmente lungo. Fra i fattori positivi la crescita degli investimenti grazie agli incentivi fiscali ed al miglioramento delle condizioni di credito con la soluzione della crisi Mps e delle banche venete. C’è ancora molto da fare sulla produttività del lavoro.

Anche Confindustria alza le stime sulla ripresa economica ma va sottolineata la difficoltà dei giovani a inserirsi nel mondo occupazionale.

Si prevede entro fine anno una crescita del prodotto interno lordo del 1,5%. Finalmente senza lo zero vanti. Quanto al confronto internazionale sulla crescita, il differenziale rispetto al resto d’Europa resta negativo ed elevato.

L’inadeguato livello dell’occupazione, specie giovanile, sta producendo gravi conseguenze sulla società e sull’economia. Ciò comporta un abbassamento del potenziale di crescita. Tutto questo comporta la fuga dei giovani all’estero, valutando in 14 miliardi di euro la perdita di “capitale umano”.

La spesa familiare per la crescita e l’educazione di un figlio (fino a 25 anni) si stima intorno ai 165 mila euro. Con l’emigrazione dei giovani è come se l’Italia avesse perso quasi 43 miliardi di euro di “investimenti in capitale umano”. A questo va aggiunta la perdita associata alla spesa sostenuta dallo Stato per la formazione di questi giovani che hanno lasciato il paese.

Sul fronte della finanza resta il problema del risanamento dei conti pubblici. E’ fondamentale che l’Italia incanali il debito su un sentiero di rientro, benché graduale, rispetto alla regola europea del patto di Stabilità sul debito.

Da Roma: Simona Pepè Sciarria

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Gioiamo certo per la ripresa della crescita: un’economia moderna dovrebbe. però crescere, senza fatica alcuna ben più del’1 o il due o il 3 per cento. Ciò dipende da molti fattori: il più evidente è che i beni strumentali mobili e immobili durano molto di più dei tempi di ammortamento. Molti vanno ben oltre la durata di un vita. Un altro elementare motivo è l’intervenire di nuova tecnologia. I ritmi sono oggi esponenziali in ogni campo: intervengono lungo tutta la catena produttiva…  Nonb cerscere o crscre poco significa decrescere. Specie nel tenore di vita delle “masse” e dei meno ricchi. Ma questo è un tantino più difficile da spigare. Rinviamo ad altri articoli già scritti e da scrivere…

Volare cantava Modugno, tradoyto in tutte le lingue, esperanto compreso. Ma l'Italia va a piedi. A parole peggio che nei fatti.
Volare cantava Modugno, tradotto in tutte le lingue, esperanto compreso. Ma l’Italia va a piedi. A parole peggio che nei fatti.

Il valore dell’Italia, (già, quanto pesa su una internazionale bilancia ideale?) la qualità e lo stesso tenore della vita vengono da tempo sottovalutati dai media, che ripetono la lezione delle fonti ufficiali. Non sembrano italiani, ma nemici di se stessi, degni del protagonista della commedia di Terenzio, riscritta anche da altri…

Di fatto, si parla di una Italia che …potrebbe vivere solo di turismo sommando ad esso – magari – moda ed enogastronomia. La genericità delle argomentazioni mediatiche è allarmante. Non si valutano i dati statistici interfacciandoli, ma solo rispetto a se stessi, per esempio. Non si paragona la crescita alla contemporanea crescita della  concorrenza, quantificandola. E potremmo continuare.

In particolare si parla di scarsa crescita, ma non si indicano adeguatamente le cause e ancor meno i possibili rimedi. L’attività fondamentale nell’imminente è rappresentata dai trasporti (intermodali). Tanto più l’Italia è coinvolta (potenzialmente) dal raddoppio del Canale di Suez e per essere il primo e più appetibile paese proiettato nel Mediterraneo. Merci che potrebbero essere sbarcate in Itala giungono addirittura a Rotterdam e persino ad Amburgo. Fanno il transhipment ad Algeri, nella vecchia Malta o nella spagnola Algersiras: Molte compagnie ordinano ai comandanti di non sostare mai a Gioia Tauro…

Quale la soluzione per problemi come questo? Pochi lo chiariscono: migliorare il “prodotto” fornito in tutte le fasi del processo o della filiera… Questa la regola generale quando si lavora poco. Un altro esempio fra mille: in Canda si produce un Marsala taroccato che ha un mercato 40 volte superiore a quello dei marsalesi…

La realtà – tuttavia – è che, anche nei valori medi, vi sono situazioni e realtà di eccellenza dei prodotti made in Italy e della produzione italiana di beni e di sevizi. Sono realtà cui “il governo” ha poco interesse a far luce. Intendiamoci: non si tratta di marmellate e salsa di pomodoro, né solo della Nutella o di cioccolatini Ferrero… In questo settore, l’acqua frizzante Sanpellegrino è padrona del mercato americano (quello della Coca cola etc).

Indagavamo sulle campagne pubbli-promozionali delle fiere di Dusseldorf… Siano dovuti finire lì per saper che la presenza all’estero delle aziende italiane segue in Europa – di poco – quelle della Germania in testa alla classifica.

Passiamo finalmente alla nota dolens del debito. E’ un dato che l’Europa visibilmente esagera: il debito c’è sempre stato, anche negli anni in cui il boom (parola nata in Italia e copiata dal mondo) esplodeva e faceva tutti benestanti. Condizione che resta, rispetto agli anni post guierra e fino ad olyttr il ’60. Non ci sono più sederini di fuori nei quartieri bassi: Tutti fanno il pranzo di nozze e partono in auto verso almeno una crocierina… Mia nonna, la più ricca della strada, preparava la pasta col macco di fave per il matrimonio dei poveri e mandava giù pentoloni fumanti. Quello era il pranzo di nozze. E nell’entrterra del Nord c’era la pellagra, come al Sud la malaria…

Tornando al debito, la prima cosa da render pubblica sarebbe la “composizione” di questo debito: è il minimo in un’analisi di bilancio. A chi li deve lo Stato (intendiamoci, non noi cittadini) tutti questi soldi? Non lo fanno…

Conclusione: c’è del marcio. Qualcuno “lassù” ha interesse a far apparire piccolo e  “povero” lo Stato italiano, quello della Ferrari, della Fincantieri, della Fiat che acquista prima la Magirus Deutz, poi chiede in vendita la Citroen, poi acquista la Chrysler, compresa la Jeep, l’auto con cui gli yankee sbarcarono ad Anzio e in  Sicilia… Già, non l’Italia delle canzonette e degli stilisti: quella delle acciaierie, degli impianti di estrusione, delle industrie tessili. quella che collabora allo studio dei buchi neri, alla conquista dello spazio e dispone del più importante acceleratore di particelle del mondo (Gran Sasso). E taciamo vini e formaggi: il pecorino romano prodotto in Sardegna domina nel mercato Usa. Gli spumanti Franciacorta e il Prosecco stanno invadendo il mondo come fossero il pericolo giallo… Andiamo indietro nelle graduatorie ufficiali? Che cale?

Stiamo sostenendo che l’Italia, dove i piccoli nascondono i soldi nel materasso, nasconde ben altro ad alto livello…

L’errore è: consentire il funzionamento dello scudo dello statalismo. E’ un male di tutto l’occidente: è diventato un riconoscibile  espediente. E’ stato creato da un mala interpretazione del socialismo. Esso permette di nascondere la mano ai cosiddetti boiardi di stato: l’interesse evidente è di piangere miseria nei confronti dei cittadini e della classe media e spillar loro denaro. Gran parte di quello che producono. Ebbene: la logica del reddito di cittadinanza è che esso nasce grazie all’enorme sovrapproduzione di tutto. Tutto si butta, tutto si conserva per evitare che vada sul mercato (quote latte, magazzini del burro, vino immagazzinato come alcol per occupare meno spazio, bulldozer sulla frutta, eccedenze trasformate in biomasse…).   E’ mai possibile che, per far fronte ad ogni surplus di bilancio debbano esser tassati i padroncini del mattone, a partire dalla seconda casa che possiedono?

Ciò che dipende dalle imprese va bene (appalti da primattori persino sul Canale di Panama). Anche l’Eni, amministrata come fosse privata e la Fincantieri non perdono denaro. Ciò che dipende da vicino dallo Stato è un fallimento ed è una pena per il pubblico erario. La sapete l’ultima? L’abbiamo sentita in Tv: “dobbiamo tassare di più le piccole imprese”. Ma non si era detto che dovevamo aiutarle a crescere? L’Enel costruisce la centrale geotermica più moderna del mondo in Nevada e per l’Etna non c’è neanche un progetto. La politica energetica è una farsa: la farsa del sole e del vento, che danno energia quando non  serve e garantiscono solo la “sopravvivenza” del petrolio. Non si parla di nucleare? Un’idiozia. Ma neanche di idrogeno… Già: il “generatore i acqua”. H2 O è composto da  due terzi di acqua ed esplode come una bomba. Ricordate la bomba all’idrogeno? Ma già si “imbriglia da anni e si produce con facilità. No: le pestilenziali pale eoliche, distruttrici del paesaggio italiano .

L’Italia cresce all’1 per cento? Accontentiamoci, meglio di niente. E’ un malato che guarisce nonostante le cure da 73 anni. Ma quanto crescono gli altri e quanto dovrebbe crescere l’Italia, se almeno la lasciassero fare?  Ospedali e scuole sono ancora quelli “cosiddetti” …di Mussolini.

Mio figlio insegna al liceo. “Com’è la nuova suola?”, gli ho chiesto ad ottobre. Risposta: “la solita scuola di Mussolini”. Già, perché purtroppo …si vede! (D.)

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