La “Sera del dì di festa” per la Ferrari è stata a Silverstone. Tutta al culmine di quella domenica, 8 di luglio, in cui ciascuna delle due rosse aveva battuto il suo avversario diretto. Le rosse avevano brillato più d’ogni altra macchina e il mondo intero ne era probabilmente contento. Se è vero che la Formula 1, motivo d’interesse, passione, divertimento di tanti, vive soprattutto di quella domanda domenicale: la Ferrari ha vinto o qualcuno è stato capace di batterla? Ciò anche se tante amarezze non sono mancate in casa italiana, com’è giusto che sia nello sport, dove si vince ma occorre saper perdere…
Il grande Leopardi ammette “una tantum”, nella Sera del dì di festa, che la felicità esista. Quantomeno negli altri: non già per lui – che non spera di tonare alla mente della donna che lo ha colpito – ma almeno per il paesino felice che s’addormenta ricordando l’allegra giornata….
E la felicità ha abitato nella casa che, un po’ simbolicamente, si trova ancora a Maranello, come se meccanici e artigiani fossero sempre lì, come un tempo, ad alesare cilindri, modificare a bielle e pistoni, perfezionare carburatori – roba che fu – lucidare al nichel cromo i tubi della miscela tonante meglio d’ogni altro al mondo…
Oggi la Ferrari F1 è costruita dai migliori tecnici ingaggiati in ogni dove. Ha dietro di sé la Signora Fiat che fabbrica i Tir in casa della Magirus Deutz prima ancora che le Jeep in piena Usa e le Chrysler a Detroit: una casa che è forse più potente – oggi – della stessa Mercedes. Ma è ovvio che porti sulla livrea impresso il marchio ancor più importante del made in Italy e quel colore rosso per il quale abbiamo visto tifare italiani dalla Dora Baltea fino a Capo Passero.

Eccoci, dunque, sulla pista di Silverstone, in quel breve tracciato inglese, l’asfalto dove è nato il campionato mondiale di Formula Uno, dominio incontrastato del campione del mondo in carica Hamilton negli ultimi quattro lunghi anni sportivi: 4 campionati 4…
La Ferrari con Vettel vince lì il Gran Premio, dopo una gara difficile, sulla pista più amata da Hamilton ed anche dalle Mercedes. Lui, Hamilton, molto simpatico non è. E neanche tanto english… Ma i britannici, si sa, feroci colonialisti, non esitano con il flemmatico pragma, a naturalizzare chi gli serva ed a non esitare se lo chiamano “inglese”.
Vettel, tagliato il traguardo, esulta dalla sua auto: “abbiamo vinto in casa loro e ci portiamo la bandiera inglese a Maranello“. Lui, come altri in precedenza, è ormai un tedesco molto italiano – uno strana tradizione ormai… – mentre gli uomini della Mercedes – tedeschi di Germania – non riescono a nascondere disappunto e scoramento.
Hamilton – polemico come sempre – si affretta a recriminare sotto intervista di avere avuto un incidente in partenza con l’altra Ferrari di Kimi Raikkonen: …sarebbe stato il coequipier ad aiutare Vettel a vincere. Un’allusione fuor di luogo, visto che lui, Hamilton, quando ha sorpassato Bottas, lo ha fatto grazie a un vistoso “…prego si accomodi”!
Raikkonen è stato, frattanto, penalizzato di 10 secondi, ha messo a rischio la sua stessa corsa ed ha scontato pagando il suo debito durante il pit stop…
Sia Raikkonen che Hamilton hanno disputato una gara magistrale arrivando così a fine gara: terzo Raikkonen, dietro Hamilton, ma davanti a Bottas. Il più grande è stato, ovviamente, Vettel che, quando ancora l’altra Mercedes di Bottas era in testa e lui secondo, ha effettuato un sorpasso che rimarrà nella storia dei video in formula 1: una sinusoide sull’asfalto fra le curve, quasi una fotocopia in movimento dei duelli fra Rossi e Lorenzo…

La Ferrari ha anche azzeccato la strategia durante il regime di safety car durato alcuni giri a causa di incidenti in corsa. Le Ferrari hanno cambiato le gomme durante il rallentamento dovuto alla safety car, mentre le Mercedes non lo hanno fatto. La scelta delle Ferrari è risultata vincente e Bottas con l’altra Mercedes ha dovuto pagar caro il consumo delle gomme nel finale di gara, giungendo soltanto quarto.
Adesso Vettel è in testa al mondiale con 8 punti di scarto su Hamilton, secondo. Poi c’è Raikkonen terzo con 55 punti di distacco. Una posizione che assicura alla Ferrari il crisma di miglior costruttore e il relativo premio finale.
L’Italia non canti vittoria: i giochi per il mondiale sono ancora apertissimi. Mancano ben10 gran premi alla conclusione del campionato. Ad ogni gran premio si assegnano 25 punti al primo, 18 al secondo, 15 al terzo e poi a scendere fino al decimo posto: come si vede tutto può succedere, ma la Ferrari vince, è vincente, allo stato attuale sembra salda in testa.
Non si può non essere convinti che solo con la sua vittoria questo potrebbe restare nel ricordo come uno dei più bei campionati della storia.
Germano Scargiali
(Ha collaborato Salvatore Scargiali)
Vedi anche ns articolo sulla morte di S. Marchionne in Attualità.








