Aborto: A 40 anni dalla legge 194/78 Storia valutazioni prospettive

Il manifesto orizzontale (particolare)

Lo spinoso tema dell’aborto è stato al centro di un convegno a Palermo, nella mattinata dell’1 dicembre 2018.  Il convegno, dal titolo  “A 40 anni dalla Legge 194/78 Storia valutazioni prospettive” è stato ideato dall’Associazione Società domani con la viva partecipazione del Movimento per la Vita sostenuto dal Cesvop (Centro di servizi del volontariato di Palermo).

L’evento è nato dall’idea dei 40 anni da cui è in vigore la legge 194, approvata il 22 maggio 1978. E’ un quarantennale importante per riflettere su tutto quello che è conseguito dalla sua applicazione. Purtroppo dobbiamo registrare che, da quanto la legge è stata approvata, abbiamo avuto 6 milioni di aborti. Il dato si riferisce a ‘quelli legali’ ma, considerando quelli che sfuggono alle statistiche e agli interventi con la pillola del giorno dopo, si può parlare di una vera e propria strage degli innocenti...

A promuovere il convegno ha contribuito un vero “cartello” di associazioni – Cesvop, Forum delle Associazioni Familiari, Forum Vita Famiglia Educazione, Movimento per la Vita, A.M.C.I., Associazione culturale “Società Domani”, Centro Aiuto alla Vita, SSB, AVULSS – che si sono ritrovate in occasione della “Marcia per la vita e la famiglia” che ha stabilito un record per le vie del centro di Palermo nell’edizione 2016 che ha registrato la partecipazione di circa 5mila persone.

La locandina
La locandina

Anche questo convegno ha avuto vivo risalto e folta partecipazione di pubblico in sala. Fattiva la presenza del Movimento per la Vita che è stato rappresentato a Palermo dalla presidente nazionale Marina Casini. Le interviste fuori conferenza sono state teletrasmesse da Siciliauno (canale 219) media partner di Palermoparla che le ha riprodotte dopo 24 ore anche su questo giornale (vedi sul motore di ricerca la voce legge 194).

Dagli interventi dei vari relatori e dalla discussione è emerso che la stessa legge è stata fortemente disattesa e applicata quasi come un incoraggiamento all’aborto, mascherato con l’acronimo Ivg (interruzione volontaria della gravidanza). La pratica è divenuta una sorta di rimedio, inquadrato fra i …normali metodi anticoncezionali. A ciò si sono aggiunte le varie pillole dei “giorni dopo”: nella sostanza vere e pericolose pillole abortive. L’aborto, anziché un atto di libertà della madre si configura spesso come un sacrificio ed un trauma per la stessa. Spesso non è lei, ma le persone vicine, a partire dall’uomo che la inducono al triste gesto che resta indimenticato nel suo animo.

Un manifesto significativo, oltre che carino, del Movimento per la Vita: perché i bimbi nascano se concepiti e siano anche tanti e "voluti" in ogni caso.
Un manifesto significativo, oltre che carino, del Movimento per la Vita: perché i bimbi nascano se concepiti e siano anche tanti e “voluti” in ogni caso.

Il convegno ha ribadito che la vita inizia nel momento del concepimento, cioè dell’unione delle due cellule gametiche, quella maschile e quella femminile. A quel punto la nuova vita è in atto e l’aborto si configura come un vero e proprio omicidio. Quasi vano che, secondo la stessa logica di pensiero la vita finisce con la morte naturale. Le associazioni riunite sono, quindi, contrarie, sia all’aborto, sia all’eutanasia. Favorevoli all’aborto terapeutico e contrarie all’accanimento terapeutico.

Sono intervenuti esperti di medicina, ginecologia e di vita sociale, tutti concordi nel condannare l’Ivg, anche perché nella pratica attuazione non si è dato spazio a quella parte che era rivolta alla dissuasione, alle prospettive di assistenza, materiale e morale nei confronti della donna. Più che mai essa è abbandonata a sé stessa con il suo problema e la soluzione unica diventa la cosiddetta Ivg, cioè quello che comunemente è la pratica abortiva. Questa, oltretutto, non tiene conto della volontà dell’essere umano in stato di formazione, che è già sostanzialmente formato nelle sue parti essenziali ed è certamente e decisamente vocato alla vita.

L’avvocato Marina Casini, oltre ad illustrare l’opera del Movimento per la vita, ha affermato con fermezza che l’aborto cadrà similmente al muro di Berlino…

La pediatra Sandra La Porta, presidente a Palermo del ‘MpV’, ha affermato che … il popolo della Vita lavora in maniera instancabile per la sua causa: “Ogni vita che si salva – ha detto – è il mondo che rinasce. La vicinanza alle donne fa sì, inoltre, che esse si dissuadano dall’idea di interrompere la gravidanza e scelgano di avere un figlio, scelgano la vita anziché la morte…”

Molto deciso anche il neonatologo Michele Pomo dell’ospedale Buccheri La Ferla. “Il nostro è un ospedale cattolico – ci ha precisato – e nessun medico accetta di praticare l’aborto. Io faccio il medico da sempre per difendere la vita, non già per interromperla… Oltretutto, questa legge ha portato a restringere il ruolo del medico, nei primi 90 giorni di gravidanza, a quello di un mero burocrate. Né io, né i colleghi a me vicini lo accettiamo”.

L’avvocato Giovani Granatelli ha parlato come membro del Forum associazioni familiari… “La problematica – afferma – è anche di natura culturale. Questa legge ha modificato in peggio la nostra società inducendo una cultura generalizzata superficiale e votata alla rinunzia nei confronti della vita come dono. Un dono, va detto, di inestimabile valore…”

Molto dotta, nella materia, Paola Geraci, ginecologa e responsabile della Pastorale della Salute…  “Lo zigote – ci ha specificato – non è un progetto di vita, ma già una vita. Il progetto è quando una cosa si pensa. Qui siamo di fronte a qualcosa che, evidentemente, già esiste…”

Il sacerdote Don Lillo D’Ugo, molto noto a Palermo per la sua alacre attività… “L’aborto – ha sottolineato – è un problema umano e non esclusivamente religioso. Il Cristianesimo non è che la sublimazione dell’umanesimo. Ci si renda conto che quest’atto contravviene alla morale umana oltre che a quella di Dio…”

Diego Torre, a nome della Milizia dell’Immacolata, ha risposto ad una nostra domanda su Padre Massimiliano Kolbe, il fondatore della Milizia: “Padre Kolbe – ha affermato Torre – si sarebbe battuto come un leone per questa causa che è sacrosanta. La Madonna Immacolata è la mamma per eccellenza, di Gesù e di tutti noi…”

Le conclusioni hanno ribadito come la Legge 194, pur non essendo tutta da cancellare non sia stata neppure bene applicata nella sua interezza. Ma, soprattutto, se si vuol salvare parte della 194, occorre riaffermare, davanti alla comunità sociale come l’ivg non sia l’unica soluzione. La società civile deve proporre alternative, assicurare la propria presenza e prestare assistenza alle mamme in difficoltà. Difendere la vita e le nascite in tempi di calo demografico è, infine, un preciso dovere politico…

Germano Scargiali

Total visits: 800 al 14/01/2019

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Nota 

L’attimo del concepimento – avvenuta l’unione dei due gameti – è per il genere umano quel momento magico in cui un essere pensante passa dal non essere all’essere, dal nulla giunge alla conoscenza del creato. Il dono incommensurabile di venire in essere non può essere più affidato alla volontà nessuno, neppure dalla madre. La volontà è, ormai, quella del nascituro, che vuole di certo venir alla luce, così come, una volta cosciente, desidererà di perdere la vita il più tardi possibile. Questo nella più grande generalità dei casi, questo è ciò che l’umanità intende per  la “giusta regola”.

Il diritto romano previde e assicurò i diritti del concepito, alludendo anche ai possibili diritti del concependo. Tanto la nascita e la vita erano considerati preziosi, pur in tempi di politeismo e di quella morale che fu, poi, definita spregiativamente …pagana. Oggi,  vaghi sentimenti di libertà individuale degenerano verso un relativismo etico e tracimano in un “neo paganesimo” che si manifesta in sentimenti materialistici, come lo stesso salutismo, le eccessive paure rivolte al cosmo e al pianeta, mentre ignora gli stessi lieviti morali che, anche in tempi di politeismo erano, certamente, già maturati.  Le avanguardie culturali elle società antiche esprimevano una saggezza che oggi dovrebbe essere surclassata anche a livello di popolo…

(Ge. S.)

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