Licenziate nuove guide
Se un alimento non esisteva 100 anni fa, probabilmente non è un cibo vero o real food (Lo dicono le nuove linee guida USA 2025-2030).
Pubblicate le nuove linee guida nutrizionali USA. Nascono soprattutto dall’impegno di Robert F. Kennedy, Jr. segretario dell’U.S. Department of Health and Human Services e da quello di Brooke L. Rollins Secretary, U.S. Department of Agriculture.
Si basano sull’assioma “eat real food”, ovvero sull’impegno a riportare al centro dell’alimentazione alimenti poco processati e ad alta densità nutrizionale.
Gli USA, infatti, ormai da decenni, sotto l’influenza pressante di falsi miti e capziosa comunicazione del mercato, stanno vivendo una pandemia sanitaria dannosa per la salute dei propri cittadini e per l’economia statale.
I responsabili istituzionali, insieme ad una equipe di specialisti da loro definita nell’ambito dell’alimentazione, hanno infatti evidenziato ciò che da tempo è noto, ma poco considerato: in USA – ed invero, in tutte le società occidentali Italia inclusa – esiste un dilagante “sovrappeso-obesità” causa delle cosiddette malattie croniche non trasmissibili (diabete mellito, ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, etc.).
Una condizione all’origine di circa il 90% della spesa sanitaria e del deterioramento delle condizioni psico-fisiche statunitensi.
Quasi tutte queste patologie – l’Italia è stata la prima al mondo a dichiarare malattia l’obesità – sono collegate ad un errato stile di vita dove l’alimentazione svolge un ruolo principe.

Più del 70% degli americani adulti sono in sovrappeso od obesi.
Circa 1/3 degli adolescenti tra i 12 ed i 17 anni ha un pre-diabete.
A queste si aggiungono errate condotte sociali e sanitarie e dipendenze.
Ma quello che predomina e che può essere corretto è una malnutrizione. Sia essa per eccesso o per difetto (note e diffuse da decenni) anche parziale.
Quest’ultima all’origine del il terzo fronte (burden) e cioè la malnutrizione per carenza di micronutrienti. Esempi ne sono l’anemia (dovuta a carenza di ferro), la carenza di vitamina A, iodio, vitamina D, vitamina B12, folato, e zinco.
Le statistiche, infatti, ci dicono che circa il 30% degli statunitensi dai 9 anni in su sono a rischio di carenza di vitaminica o anemici. (National Health and Nutrition Examination Survey).
Ma, tornando alla relazione della commissione americana presieduta da Kennedy Jr., in essa è chiaramente segnalato che per decadi, gli incentivi federali hanno promosso cibi di bassa qualità, altamente processati e trattamenti farmacologici piuttosto che fare prevenzione e coordinamento tra i vari attori della catena alimentare federali, locali e privati.
Questo è il motivo per cui adesso occorrerà supportare fattorie, agricoltori e compagnie che producano cibo vero (real food) tradizionale, genuino e nutriente per una buona salute.
Tutto questo incoraggiando il movimento, un’attività fisica regolare e diffusa per ritrovare energia fisica e mentale utile a se stessi, alle comunità ed alla Nazione.
E’ questa iniziativa l’inizio di una chiamata per migliorare della salute le condizioni di salute di tutta la nazione.
Dai singoli produttori di alimenti alle aziende, ai distributori, ai docenti, ai comunicatori per riportare in America nuovamente la salute del corpo e della mente.
I 4 cambiamenti per della dieta statunitense nelle nuove linee guida prevedono:
- più proteine e grassi salutari e meno cereali integrali. Essi comunque dovranno essere assunti focalizzando su qualità, bilanciamento e bisogni individuali in base all’età e l’attività fisica;
- meno grassi saturi (non più del 10% del fabbisogno calorico individuale), ma più latte e derivati del latte intero. Quest’ultima scelta, piuttosto controversa, sembrerebbe legata al fatto che il latte intero darebbe più sazietà ed indurrebbe meno all’aggiunta di zuccheri ed al consumo di snack;
- massima riduzione dei cibi processati che contengono molto sodio, zuccheri aggiunti e grassi non salutari. Nutrienti ed additivi che portano alla ipertensione arteriosa, infiammazione cronica e malattie cardio-metaboliche;
- restrizione di tutti gli zuccheri aggiunti e dolcificanti non naturali. Con un limite di non più di 10 gr di zuccheri aggiunti per cibo.
Alla base di questa scaletta esiste comunque il ritorno al cibo vero, agli alimenti naturali. All’alimento minimamente processato, che mantiene le sue proprietà nutritive; fresco autentico come lo sono verdure, frutta, legumi e carne fresca.
E la rappresentazione grafica del nuovo stile alimentare inverte e capovolge la vecchia piramide alimentare privilegiando proteine e grassi salutari che, in termini alimentari, sono: frutta, carni magre, latte e derivati, vegetali e grassi salutari e confinando all’apice i cibi integrali, quelli ricchi di zuccheri anche sotto forma di amidi, ricchi di sodio, additivi chimici e dolcificanti artificiali. 
Sono state avanzate da alcune associazioni scientifiche europee alcune critiche. In particolare relative alla poca chiarezza sulla qualità e quantità dei diversi alimenti proteici, sul tipo dei grassi consigliati e sulla non chiara immagine della piramide che necessiterebbe di un commento ragionato di accompagnamento. Ma su questo gli autori dicono che è ancora presto per incominciare a declinare le nuove linee guida, ma che sono i principi che contano, real food in primis e che occorrerà impegno collettivo.
In definitiva cosa cambia davvero con queste nuove linee guida?
- Piramide capovolta: la base non sono più i cereali, ma proteine e cibi integrali.
- Slogan ufficiale: “Mangia cibo vero”.
- Riduzione drastica di alimenti ultra‑processati (snack industriali, prodotti ricchi di additivi).
- Maggiore spazio a proteine: carne, latticini anche interi, formaggi stagionati.
- Cereali integrali relegati in fondo alla piramide.
“Mangia real food” non è solo uno slogan: è un principio alimentare molto semplice che sta guidando molte nuove linee guida e non solo la nuova piramide alimentare USA. Significa tornare a mangiare cibo vero, alimenti che riconosci, che esistono in natura, che non hanno bisogno di un’etichetta lunga come un romanzo.
In altri termini; cosa significa?
- Cibi minimamente processati: verdure, frutta, carne, pesce, uova, legumi, cereali integrali, frutta secca;
- Ingredienti semplici: se un alimento ha più di 5–6 ingredienti, spesso non è “real food”;
- Evitare gli ultra‑processati: snack confezionati, merendine, bibite zuccherate, prodotti pieni di additivi;
- Preferire la cucina vera: piatti preparati in casa, anche semplici, con ingredienti riconoscibili.
Esempi pratici di Real food vicini alla nostra cucina mediterranea
- Uova strapazzate con pomodori, Pesce azzurro alla griglia, ceci con olio d’oliva e limone, frutta fresca, Yogurt intero naturale, pane integrale fatto con farina, acqua, lievito, sale.
Perché funziona?
- Riduce picchi glicemici, aumenta la sazietà, migliora energia e concentrazione, aiuta a controllare il peso senza contare calorie, riduce infiammazione e rischio metabolico
E in Italia o, meglio, in Sicilia?
Paradossalmente, in Sicilia siamo già molto vicini al concetto di “real food”: pesce fresco, legumi, verdure, olio d’oliva, frutta… è praticamente la Dieta Mediterranea originale.
di Guido Francesco Guida








