Che cosa sia il male io non lo so

Il famoso affresco di Michelangelo: Dio coinvolge l’uomo nell’essere e in una missione. Il grande artista capiva…

Perché i bambini muoiono? Perché i bambini soffrono? Questo strano Papa dovrebbe rispondere, a distanza di poche decine di ore, per due volte alla medesima domanda. Non è una questione da nulla: riguarda la presenza del Male nel mondo. Il Papa, però, risponde: “…non lo so neppure io” e “sinceramente non lo so”. Chi dunque dovrebbe saperlo e comunicarlo, se non lui?

Il piccolo Palermoparla affronta spontaneamente il problema da sempre, ma ancor più in tempi recenti, perché il “vecchio problema” è …nell’aria. E’ attuale come poche altre volte.

La prima risposta potrebbe essere: “…ma c’è bisogno di veder soffrire i bimbi, per constatare la presenza di un male ‘ingiusto’ fra noi? Il male si manifesta con l’errore e il peccato, con la malattia e la catastrofe: Queste ultime due provocano un doppio danno: quello immediato e quello di attentare alla saldezza della fede nell’individuo.

Sono tutti colpevoli di qualcosa i morti del terremoto? Sono colpevoli le vittime di malattie e menomazioni? E’ colpevole chi cade vittima di un attentato fra la folla? E la storia delle tegola in testa? Esistono tegole “intelligenti”?

La risposta alle due domande, di fronte alle quali questo strano Papa resta sgomento, unendosi allo sgomento di chi gliele ha poste, ennesima sua “dolce” originalità, è: “Se i bambini soffrono e muoiono, anch’io soffro particolarmente. Ma siamo di fronte a una manifestazione del Male, cioè del margine e della possibilità di errore che questo Mondo, bellissimo, spesso incantevole, perfetto a volte come un orologio, contiene”.

Perché sul margine di errore del cosmo o mondo o, limitativamente, pianeta che dir si voglia, gli esempi sono innumerevoli. Le montagne si sciolgono e scendono a valle sommergendo uomini e cose solo per il disordine edilizio? No. Dio è lì a farle sciogliere? Neppure. Il male si insinua ovunque: in tutti gli uomini, incluso il clero. Di papi che hanno peccato ed errato ne abbiamo visti parecchi. Neppure ciò deve allontanarci dalla fede.

La seconda parte della risposta segue proprio …a ruota: “Il male che si manifesta contro i bimbi, ma anche contro gli adulti e gli anziani, contro l’umanità e persino le bestie, è quello contro cui dobbiamo fare scudo e combattere, per limitarlo e, quando possibile, sconfiggerlo. Sul piano individuale e su quello generale. Questa è la missione che Dio ci affida, dopo quella di non peccare e di non errare. Confidiamo in Lui. E’ in questo compito che, se ci impegniamo, più ci aiuta”.

Naturalmente si può e si deve continuare. E’ evidentissimo che, contro il male e tutte le negatività di questa terra, l’umanità lotta da sempre. Ha inventato il fuoco per non patire il freddo e cuocere i cibi intenerendoli. Ha creato la medicina per combattere le malattie. Sconfigge in una miriade di casi la stessa morte, ritardandola e le menomazioni, curandole e con le protesi… Sono esempi.

Ma, nel frattempo, l’umanità cura e migliora il buono e il bello di questa terra e vorrebbe farlo con il cosmo intero: l’arte in genere, la musica in particolare, la cura delle piante e del paesaggio, quanto meno come programma, etc. Ma attenti, il Male è dappertutto: inquina il bene in modo subdolo e continuo. Si traveste da bene. In questo è abilissimo. Anche il Bene, però, si difende strenuamente e compare dappertutto: improvviso, fulgido, meraviglioso!

Fra un milione, ci affiora un esempio. Esiste la bellezza e la bruttezza. Il bene trasforma anche la seconda nella prima. Elementare, quasi puerile: era bella Madre Teresa? No, ma ce la rendeva bella il bene che si manifestava in lei. Le abbiamo voluto bene e la ricordiamo con affetto. La sua immagine povera e dimessa è riprodotta spesso: ci piace e ci consola…

La bontà rende bello ciò che è brutto. L’intelligenza fa lo stesso con la stupidità, perde qualche battaglia, ma poi vince la guerra…

Tutto ciò va visto con fede. Il problema del Male su questa terra è il massimo mistero, assieme a quello della libertà: questa è un dono naturale ed evangelico, ma anche un impegno. Si deve farne buon uso.

Tornando a questo Papa, di stranezze ne dice e fa tante. Piace perché “parla” dei poveri e si atteggia a tale. Mah! Ciò che di “meglio” si può pensare delle sue stranezze è che sia “vittima del peggior errore di Platone e dei platonici”. Anche di questo il “piccolo” Palermoparla tratta da sempre. Platone pensava con Parmenide che un Dio perfetto avesse creato necessariamente un mondo perfetto. Le imperfezioni sono dunque, apparenza. Quelle che constatiamo di continuo sono una sorta di “incidenti di percorso”. Di fronte al Male, Platone e i platonici puntano i piedi, restano sgomenti. E’ come un incidente di percorso, oppure è da attribuire alla stupidità, all’errore, ai peccati dell’uomo…

La tentazione è forte nel suggerirci questa semplice obiezione: ma anche l’uomo non è creatura di Dio? Il pensiero di Platone è un castello di carte. Se ne accorse egli stesso nel Fedone e se ne accorse il platonico Sant’Agostino. Ambedue si preoccuparono, però, solo delle gravi conseguenze morali della loro teoria apparentemente morale: qual è il ruolo dell’umanità in una realtà già perfetta? La stessa vita non ha senso, infatti, se la vittoria è assicurata, se il paradiso è già su questa terra. Platone non sta in piedi da nessuna parte. La Chiesa, di regola, condanna Platone e il suo mondo fatto solo di idee… Ma il pensiero di Platone affascina e riecheggia, purtroppo, in Hegel, Croce, Gentile, nel marxismo, nel romanticismo, nel nazi fascismo…

Secondo la migliore interpretazione teologica che conosciamo, il Male è il margine migliorabile, ciò che Dio vuole perfezionare ancora in se stesso. Ha fatto un dono inestimabile all’umanità: grazie a Lui essa viene in essere dal non essere, gode dell’immensa realtà e possibilità di perfezione e bellezza che c’è in Lui. Inoltre deve assolvere con onore ad un ruolo della più alta responsabilità: sconfiggere il male e l’errore residuo che è nel cosmo. Tale battaglia deve condurla e possibilmente vincerla da sola. Dio l’aiuta globalmente e individualmente, solo quando essa nel suo insieme o nei singoli manifesta ciò che le sacre scritture insegnano: la fiducia nel risultato positivo, quindi la speranza e soprattutto la fede.

Se è chiaro che il Male preesisteva ad Adamo e al Demonio, tanto è vero che essi lo scelsero, l’impegno è fondamentale già negli esempi del Vecchio Testamento: Abramo, Mosè, Giobbe…

Gesù viene a dire quanto di più importante si possa immaginare. Dà all’umanità il massimo che può. Ma non guarisce tutti i ciechi, né salva tutti i bimbi che muoiono, tantomeno quelli che verranno. Se fosse così, se fosse stato così, il mondo si sarebbe fermato, la storia sarebbe giunta al traguardo. Non è certo così. Quante volte avrebbe dovuto ripetere la frase: “la tua fede ti ha salvato” per farci capire come stanno le cose? Occorre che l’individuo partecipi alla lotta contro il male. Con la sopportazione, con la fede, con l’intelligenza, con l’amore, con la fiducia, con la speranza. Tutte parole, più o meno, mille volte ripetute dalla religione cristiana. Gesù conclude la sua breve vita col suo esemplare atto eroico. Muore senza colpa e con il massimo del merito.

Se poi Dio non avesse creato il mondo e avesse rinunziato a migliorarsi, avrebbe peccato di omissione. Anche all’uomo il messaggio evangelico chiede un impegno verso il bene senza limiti né condizioni: mai dire mai, mai dire basta al meglio…

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