E’ noto come il “vaticanista” Gianni Valente abbia scritto tempo fa che l’opposizione a Papa Francesco, in contrasto con la fama popolare di nuovo “papa” buono”, sia un fenomeno senza precedenti negli ultimi secoli…
Andiamo con ordine, perché le “stupidate” sul tema …piovono. In un senso e nell’altro… Conseguenza non tanto della “conoscenza zero” o quasi in fatto di dottrine teologiche, quanto delle più elementari nozioni catechistiche: oggi non si leggono più neppure i 10 comandamenti e poi si pretende di dare giudizi sul Papa, negativi o positivi che siano…
Premetto un particolare aneddotico relativo a chi scrive: siamo tutti cattolici in famiglia e sia mio padre, sia mio figlio, conosciutisi per meno di 20 anni, finché il “nonno” morì, mi hanno etto, separatamente le stesse identiche parole: “…però tu non parlar male del papa in pubblico”…
D’accordo papà, d’accordo, figlio mio… Ma i papi recenti, santi o meno che oggi siano, non mi sono piaciuti – a parte Papa Luciani – perché sono caduti tutti nell’errore i cui cade la gente mediocre e di mediocre fede: rinfacciare al mondo la sua recente degenerazione, più che evidenziarne i latti positivi, la crescita generale che per altri versi si registra e i casi di eccellenza in fatto di altruismo, bontà, carità, eroismo sempre presenti fra noi… Sembrano i parroci di campagna che rimproverano chi non va in chiesa a chi nella Messa, invece, evidentemente è presente…
Quanto a Papa Bergoglio, l’aspetto più preoccupante è come sia difeso nell’ambito del “coro mediatico”, protagonista di tanti altri infingimenti e campagne vere e proprie di disinformazione. Afferma tale “difesa” che il Papa innovatore sarebbe accusato dai conservatori e additato come eretico perché ha pronunziato asserzioni come il suo famoso: “chi sono io per condannare un omosessuale…” e ci aggiungono, sinceramente cristiano che non ricordo se lo abbia detto. E poi, di recente, in Sud America: non preoccuparti se se sei omosessuale, se vuoi credere… Fra l’altro esprime stima per Emma Bonino che “…si è vantata di aver abortito e di aver aiutato tante altre donne ad abortire”. Poi Bergoglio si è lasciato sfuggire: “…non preoccupatevi se avete pochi figli, Ci penseranno gli extra comunitari”. Ma era in un momento di follia?
Daccordo, pienamente, che gli omosessuali, i separati e i risposati (specie quelli senza colpa) abbiano diritto ad essere cristiani: la fede è un’aspirazione ed è verissimo, per contrasto, che tutti noi siamo, più o meno, solitamente lontani dalla virtù. A volte molto lontani. Tranne i santi: di recente Teresa, Pio… Ma qual’è l’errore? E’ evidentissimo e marchiano: l’errore è di “contrabbandare” che sia ammesso un qualsivoglia peccato. Il peccato tale è e tale resta: è vietato. O no?
Magari, però, fossero “solo” questi i motivi! Nell’elencare tutte le stranezze da eresia che gli sfuggono nel parlare non si sa neppure da dove cominciare… Al bimbo che gli chiede perché altri bimbi soffrono e perché possono morire giovani “francamente non lo so nemmeno io!” E chi mai dovrebbe saperlo. Insomma lui non è mai nessuno…
La risposta potrebbe essere: il male è fra noi e colpisce visibilmente in mille modi. altro che bimbi che muoiono senza giusta causa… Perché, se muoiono più grandi per una tegola in testa? Se muoiono certamente tanti innocenti per un cataclisma? Per l’affondamento di una nave? C’è bisogno che siano bambini per restare sgomenti? E’ il male che è fra noi continuamente, ci aggredisce, ci mette alla prova, se vogliamo. Come L’Isis con le sua prosecuzioni ai “Nazzareni”. Grave è certamente l’apertura verso l’omosessualità, che quasi sempre è un peccato di sesso come gli altri, ma aggravato da un’ottica dilatata e certamente contro natura e contro ciò che le sacre scritture indicano a chiare lettere che vogliono che gli esseri umani facciano su questa Terra…
Ma il peggio Bergoglio lo fa attorno al concetto di ecumenismo: questo non consiste certo in un’apertura verso tute le fedi e neanche contro le differenti confessioni cristiane… L’ecumenismo è un concetto altissimo che riguarda la sola religione cristiana e quella cattolica in particolare: questa non si atteggia a religione di popolo, come l’ebraismo e come l’islam o altre fedi. E’ la sola a ritenersi religione universale.
Il momento significativo è quello in cui Gesù, concedendo lo Spirito Santo agli apostoli, li esorta con il famoso: “andate e convertite tutto il mondo, instaurando il principio missionario dell’apostolato, che non ha né origine, se non in Dio, né fine, né confini. Gesù non insegna certo che l’apostolo debba dire a chi comunque creda in un dio che quel dio vada bene. Forse a Bergoglio basta ricordare il primo comandamento: Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio all’infuori di Me. Questo Dio non è un mero nome fatto di tre lettere, bensì è un Dio che si configura come illustrano i lunghi libri del Vecchio del Nuovo Testamento: scusate se è poco. Noi crediamo che vadano interpretati come ci aiuta a capire il Vescovo di Roma, che è anche papa. Perora, purtroppo, il papa è Bergoglio. Uno salito al soglio di Roma non si sa neppure com, al posto di chi lo occupava di diritto.
Dobbiamo, perciò, credere di meno? No di certo! Il Papa rappresenta Dio e, forse, direbbe sempre il vero per un miracolo del Cielo? Non è affatto così. Bergoglio non parla ex cathedra, né l’infallibilità del Papa è sancita dalle sacre scritture. E’ stata sancita da un recente concilio di pochi secoli fa in piena età moderna. Essa precisa, peraltro, che non può dire eresie, ma solo fornire interpretazioni…
C’è persino di peggio: ciò che Bergoglio professa è in linea con il peggior progetto del mondo attuale: la mondializzazione, la religione unica, il nuovo ordine mondiale: diffidate “a vista” di questi tre concetti. Sono l’assalto che il Male sta sferrando al progresso, alla crescita e allo sviluppo materiale, morale e civile dell’umanità! E concludiamo con la presunzione, tutta massonica, di attribuirsi il nome di uno dei più grandi santi della storia dopo Gesù stesso, detto “il santo dei santi”: Francesco, il più santo egli italiani, il più italiano dei santi… Lasciamo a Assisi e nei sublimi dipinti di Giotto il vero “poverello” che tanto ci ha insegnato…
Gesse
Il Male è uno dei misteri della fede, seguito da quello della libertà, un dono – questo – e un impegno senza pari… Anche venire al mondo lo è. Noi condividiamo l’interpretazione che il Male sia il margine di miglioramento che Dio impone a se stesso nella sua sete infinita di assoluta perfezione. Il mondo, la terra, il cosmo sono una creazione alta e sublime, ma è evidente che contengano margini di errore. Tali margini vanno colmati nel corso ella storia anche con l’intervento della razza umana che ha avuto per questo la conoscenza, la sensibilità, la ragione, la memoria, il pollice opponibile ed altri doni in cambio dl dover di combattere una battaglia assieme a Dio, un compagno di squadra d’eccezione che ci gratifica di un dono inestimabile: il passaggio – se si potesse dire – dal nulla, dal non esser all’esser. Non ha prezzo, per quante difficoltà il Male ci proponga… (G.)







