Diritto di vivere per il concepito?

Villa Cefalà, a Santa Flavia, ha ospitato un convegno organizzato dal Movimento per la Vita sul diritto di vivere fin dal concepimento

Il novecento, se ha segnato un importante momento di svolta per il riconoscimento dei diritti umani e, in particolare, dell’infanzia, ci sembra che abbia, invece, avuto, su questo fronte, un arretramento quando, in vari paesi del mondo, sono state approvate le leggi favorevoli all’aborto. Su questo tema, però, non c’è un consenso unanime e c’è chi si batte costantemente a favore del diritto di nascere.

Nel corso dell’incontro a Villa Cefalà, organizzato dal Movimento per la Vita di Palermo insieme al Centro Aiuto alla Vita di Bagheria, col supporto del Cesvop, sono stati, perciò, presentati due libri, entrambi incentrati sul tema della difesa del bambino, sin dalle fasi iniziali della sua esistenza: “Il diritto di nascere” di Marina Casini e “Le culle per la vita” di Rosa Rao.

Hanno partecipato la presidente regionale di Federvita Maria Concetta Domilici, che ha introdotto i lavori con i saluti ai partecipanti, le due autrici Marina Casini e Rosa Rao, la professoressa di Antropologia culturale Rita Cedrini, Rosellina Domilici, moderatrice, la presidente del MpV di Palermo, Sandra La Porta, molti soci, volontari e simpatizzanti del Movimento.

Rosa Rao, professoressa di lettere e past president del MpV, ha preso la parola per ricordare quanto sia stato tribolato il percorso per la stesura del libro sulle culle, non solo per il lavoro di ricerca che ha richiesto, ma anche per i tanti problemi connessi alla trattazione di un tema da molti avversato. Tuttavia ha voluto ringraziare la professoressa Rita Cedrini, che, al tema delle culle, ha dato un contributo importante, ripercorrendone la storia, che aveva lontane radici religiose e culturali e si basava su fatti storici documentati. Ricordando, poi, la figura del padre di Marina Casini, il politico e magistrato Carlo, presidente e fondatore del MpV nazionale, scomparso qualche anno fa, che aveva speso la sua intera esistenza costituendosi come fermissimo baluardo della difesa della vita in tutte le sue fasi, dal concepimento fino alla sua fine naturale, ne ha voluto ricordare le tante doti, tra cui la gentilezza, la pazienza, la serenità dell’animo unite al coraggio, alla forza di lottare a favore della giustizia anche per chi non può difendersi.

A questo parole di lode nei confronti del fondatore del Movimento per la Vita nazionale, Sandra La Porta ha voluto aggiungere che Carlo Casini, già proclamato servo di Dio, ha condotto veramente una vita esemplare ed è in corso un processo per la beatificazione.  

Rita Cedrini, a proposito del libro “Le culle per la vita” ha notato come queste abbiano attraversato vari secoli di storia e siano giunte fino ad oggi, subendo, però, nel tempo, varie trasformazioni. Create in epoca medievale, allo scopo di strappare da morte certa i neonati abbandonati, furono istituzionalizzate nel ‘700. Nonostante la buona volontà di chi le fece nascere, le culle, nei fatti, non riuscivano, però, a salvare che pochi bambini a causa di carenze igieniche e vari errori commessi nell’accudimento dei piccoli. Le culle erano poste a ridosso di chiese e conventi e, tramite una ruota, potevano essere girate dall’esterno verso l’interno dell’edificio. I bambini venivano bollati, subito dopo il ritrovamento, e veniva annotato tutto quello che poteva essere utile per un eventuale riconoscimento da parte dei familiari, anche a distanza di tempo. “Il lavoro di ricerca sulle culle per la vita, effettuato dagli studenti della facoltà di Architettura dell’università di Palermo, nell’ambito dell’Antropologia culturale, da me guidati alcuni anni fa – ha detto la professoressa Cedrini – è stato estremamente proficuo ed ha portato alla scoperta di importanti avvenimenti storici e di monumenti particolarmente significativi. Al termine, ho consegnato l’intero frutto del lavoro agli studenti della Facoltà teologica di Palermo. Abbiamo, così, scoperto che, tramite le culle, si voleva combattere l’infanticidio, molto frequente fra le famiglie povere. La cultura della vita, oggi, però, ci ha insegnato che non dobbiamo limitarci a salvare le vite, ma dobbiamo anche dare qualità alla vita. Il messaggio che, alla fine, si ricava da questo studio molto accurato e approfondito è che dobbiamo parlare sempre della dignità della vita, della sua sacralità.”

Ha fatto seguito, poi, l’intervento di Marina Casini, come sempre, illuminante.

A proposito della sua opera, “Il diritto di nascere, storie e prospettive”, ha infatti detto: “La cura dell’accoglienza è maternità e – ha aggiunto – in realtà, il tema dell’aborto è argomento attuale e divisivo, ne sono una prova anche le manifestazioni di dissenso verso coloro che difendono la vita umana.”

La presidente nazionale del MpV, nel suo discorso ha ricordato pure che, dal 1978 al 2018, ben sei milioni di bambini non hanno visto la luce e non sappiamo ancora quale numero si è raggiunto nel 2025. Agli aborti in ambito ospedaliero, vanno aggiunti, infatti, anche gli aborti clandestini (tuttora esistenti), le pillole del giorno dopo e le pillole abortive. Va detto, però, che nonostante la fotografia del fenomeno sia questa, il tono del libro esprime serenità e fiducia. Infatti, secondo Marina Casini, la speranza è che, nel tempo, prima o poi, non si sa quando, questo muro tra nati e non nati sarà abbattuto. Il bene nasce anche dal male. Continuando nel suo intervento la professoressa ha, quindi, detto: “Il popolo della vita non si arrende, continua a lottare e a gridare, a pieni polmoni: le difficoltà della vita si superano insieme. Non bisogna separare la mamma dal bambino: se la madre è aiutata, se non è sola, è lei la prima a dire sì alla vita. Inoltre, bisogna dire la verità: ogni vita è sacra, ‘chi salva una vita salva il mondo’ (Talmud). Madre Teresa di Calcutta, la santa albanese vincitrice di un premio Nobel per la pace, scelta come protettrice dei Movimenti per la Vita mondiali, soleva dire: “Promettiamoci in questa città, in questo Paese, nessuna donna sia costretta ad abortire.”

“La realtà – ha continuato nel suo intervento la presidente del MpV – troppo spesso nascosta o negata, ma che, invece, va posta in evidenza, è che le donne, in molti casi, non scelgono l’aborto di propria volontà, ma sono costrette a ricorrervi a causa della pressione sociale, della paura delle conseguenze, della solitudine. Carlo Casini osservava: ‘Non si può vedere tutto l’uomo se non si vede solo l’uomo.’ Dobbiamo riconoscere l’uomo microscopico, nudo, privo di potere, è la prima pietra del rinnovamento di tutta la società. Le tenebre e il buio accerchiano il bimbo non nato. Se non amiamo ogni uomo non possiamo amare l’essere umano, l’umanità. Siamo in uno scontro frontale tra il bene e il male, la vita e la morte per cui l’invito rivolto al popolo della vita è di non preoccuparsi degli insuccessi, dobbiamo pensare ai cuori, noi siamo il lievito nella pasta, non abbiamo il monopolio perché, in realtà, il lieto annuncio è scritto nel cuore di ogni uomo, di tutti gli uomini, solo che a volte è oscurato da vissuti individuali, delusioni, dolori, tragedie. Dietro ogni giustificazione dell’aborto c’è sempre una menzogna, non c’è chiarezza sul bimbo concepito.”

Infine, parlando del Referendum sull’aborto del 1981, secondo l’autrice del Diritto di nascere, questo non va considerato una sconfitta, ma, al contrario, un momento di rilancio della cultura della vita, quindi la vittoria degli abortisti non è stata una sconfitta dei cattolici, ma un’occasione per tenere la porta aperta sul tema.  Ora, però, occorre un cambiamento culturale: il bambino è uno di noi, sia dal punto di vista biologico sia da quello legale.

Parlando di laicità, poi, dobbiamo evitare di confondere questa, che va tutelata, con il laicismo, che ne è una degenerazione. E’ inoltre fondamentale avere cura della donna, del femminile, infatti la donna è alleata della vita. Maternità è sensibilità, prossimità e ciò vale anche per chi non genera.

La gravidanza è un abbraccio tra due persone. L’amore è il timbro della vita umana. Il primo abbraccio è tra l’uomo e la donna, il secondo tra la donna e il bambino. La vita umana è una cosa meravigliosa, punta a mostrare il bello, ma i tempi sono lunghi, occorre avere pazienza.

Il raggiungimento dei diritti civili è stato un lungo percorso, che ha richiesto anni, talora secoli, come la liberazione dalla schiavitù o la parità delle donne, così, alla fine, si affermerà anche il diritto di nascere. Abbiamo tante possibilità per raggiungere il nostro obiettivo, non dobbiamo rassegnarci, possiamo occuparci dei giovani, della formazione, possiamo mantenere viva l’amicizia con la Chiesa, la dimensione spirituale e sviluppare relazioni proficue con l’estero. C’è molto lavoro da fare.

Concludendo, occorre passare dall’informazione alla comunicazione: per cambiare la mentalità dominante dobbiamo esserci con tutto il nostro sapere, con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra volontà.

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