
La Fondazione Tricoli ha ospitato a Palermo la presentazione del libro “Conversazione sulla Monarchia”, opera dell’Avv. Alessandro Sacchi, Presidente Nazionale dell’Unione Monarchica Italiana dal 2012 ed eletto per acclamazione. Il volume si snoda sotto forma di intervista all’autore fatta dal giornalista e conduttore RAI Adriano Monti Buzzetti Colella al famoso caffè “Gambrinus” di Napoli.
L’intrattenimento è stato molto interessante oltre che piacevole per la qualità degli interventi. L’Avvocato Michele Gagliardi Pivetti, presidente regionale dell’UMI, ha aperto l’evento ed ha sottolineato l’importanza di questo libro che mette in luce i valori monarchici e la validità eterna dell’istituzione monarchica.
Il Prof. Tommaso Romano con termini filosofici ha definito la monarchia non un sistema ma una mistica. Essa è trascendente e si basa su una civiltà morale e serve alla stabilità dei popoli. La si può raffigurare come il vertice di una piramide con alla base la dottrina dello Stato.
L’Avv. Sacchi ha tracciato una breve storia sulla Monarchia, fautrice del Risorgimento politico e culturale in Italia, estromessa da un dubbio referendum nel 1946 che portò ai sanguinosi episodi di repressione di via Medina a Napoli. IL presidente dell’UMI ha parlato dei contenuti del suo libro accennando anche all’irrisolto problema dell’art. 139 il quale recita: “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”.
“La Monarchia – ha continuato l’Avv. Sacchi – non è obsoleta come fanno credere, essa ispira nazioni in tutto il mondo e spesse volte sono quelle più progredite (Gran Bretagna, Olanda, Danimarca, Giappone, Svezia…). Anzi E’ notorio che il Quirinale costi agli italiani ben sette volte quello che costa Buckingham Palace agli inglesi. Ed è la monarchia più costosa… I suoi valori sono eterni e permanenti. Fanno parte della coscienza dell’uomo. Per chi deve rappresentare le Istituzioni al loro massimo vertice le doti indispensabili sono: la terzietà e l’imparzialità, doti presenti nella figura del regnante. Il Re deve regnare non governare in quanto arbitro, non indirizzando il potere politico ma limitandone gli abusi. La funzione arbitrale è come un quarto potere, concezione codificata dal filosofo Julius Evola, da affiancare ai tre poteri elencati da Montesquieu nella nota teoria della separazione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario”.
Concludiamo osservando come con questo libro l’autore abbia ben raggiunto il suo obiettivo, cioè quello di porre il contenuto come una sintesi definitiva dei principali capisaldi del monarchismo italiano.
Il volume è già stato presentato anche a Roma, Bari e Napoli, mentre prossimamente lo sarà a Torino.
Franco Pasanisi








