Covid la Cina è vicina ma come e quanto

Sinopharm, il vaccino cinese. La Cina non ha avuto dubbi: usa solo il proprio. L’Italia ha invece messo da parete i due vaccini nazionali, ma anch il plasma dei guariti con cui è stata fatta nascere una bimb dalla mamma malata di Covid. Fatto unico al mondo ed ecluso fino ad allora. Sepolto anche il siero dei guariti e soprattutto gli Anticorpi monoclonali, altra ricverca italiana famosa nel mondo, innoqua e dalle tante applicazioni. …Ciò che conta è ‘vaccinare com vogliono Pfizer e Johnson&Johnson con alternative minime. Gli altri vaccini sono stati infamati amezzo stamp….

In Asia, a partire dalla democratica Taiwan, l’applicazione che controlla lo stato di salute dei cittadini rispetto al Covid-19 è stata adottata dalle primissime avvisaglie epidemiche. Ma come funziona l’applicazione in Cina?

Siamo in piena civiltà dell’elettronica. Per certi verisi il ‘grande fratello’ è già in funzione. Probi i fini? Può darsi…

Un’applicazione non traccia i movimenti del possessore del telefonino, che è invece una funzione del telefonino stesso, sia esso un vecchio modello o uno smartphone. L’applicazione informa se l’utente è stato in zone considerate a rischio, le cosiddette zone rosse, negli ultimi 14 giorni (21 per quanto riguarda Pechino). In questo caso suona un allarme.

Per fare il controllo bisogna scansionare un QR-code che si trova all’ingresso di ogni attività commerciale (in particolare centri commerciali). Nell’eventualità che all’interno dell’attività commerciale siano stati riscontrati casi di persone infette (e quindi non sia stato fatto il controllo all’ingresso), essa dovrà chiudere per un periodo indeterminato per controlli sanitari, poiché presumibilmente è diventato un potenziale focolaio.

Questo è il classico assurdo, perché la sopravvivenza delle cellule umane che contengono il virus è comunque talmente limitata da rendere talmente improbabile un contagio da ridurlo praticament vicinissmo allo zero.

In alcune aree, come Hangzhou, dove ci sono stati nuovi focolai, il sistema è più vicino all’idea del green pass europeo dividendo la città in aree dove sarà possibile accedere se c’è bisogno di fare 14 giorni di quarantena (rosso), 7 giorni (giallo, con possibilità di mobilità in alcune aree), o verde, ovvero passaggio libero a ogni area.

L’applicazione, Beijing HealthKit e Green Arrow, per chi vive nella Capitale, contiene anche lo stato vaccinale, e permetterà a breve di ritirare (per il corrispettivo di soli 7 euro circa) il passaporto vaccinale che è un documento di carta simile alla carta d’identità, ma di colore giallo. Questo renderà possibile in futuro viaggiare localmente e internazionalmente anche senza la quarantena, per quanto non siano ancora confermate le modalità del suo utilizzo.

In pratica – però – non viene costretto nessuno a fare nulla ma si è proposto e non propriamente imposto un sistema per cui è conveniente regolamentarsi per muoversi sicuramente e non invadere la libertà altrui. Xinhuanet afferma che il 90% dei residenti a Pechino è vaccinato: Sinovac o Sinopharm, i vaccini cinesi, sono considerati molto più blandi dei vaccini occidentali, ma il Paese è comunque lontano dalla completa immunità.

Nel complesso si pone una domanda: per caso la ‘famigerata’ dittatura cinese è meno pesante di quella italiana ed europea?

Anche Massimo Cacciari ha in questi giorni additato il comportamento del governo come un tentativo di dittatura a causa dell’imposizione del ‘green pass’. (Vedi altro articolo in proposito)

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